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2012 LA FINE DEL MONDO?

 
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Conseguenze dello scioglimento dei ghiacci

L'innalzamento della temperatura determinerà cambiamenti climatici che a loro volta si rifletteranno sull'intera popolazione mondiale.

Se non saranno presi drastici e immediati provvedimenti coordinati a livello mondiale lo scioglimento dei ghiacciai farà aumentare il livello dei mari di 5 mm ogni anno, con effetti a catena: fiumi in piena, aumento di inondazioni e precipitazioni, riduzione della disponibilità di acqua dolce, centri urbani assediati dall'afa, montagne senza neve, epidemie di colera e malaria.


Questo è un probabile bollettino con le conseguenze dello scioglimento dei ghiacci nelle diverse regioni del pianeta:                                            
I Poli.
Nelle regioni polari l'impatto sarà più rapido e profondo.
 Geografia e caratteristiche della Penisola dell'Antartico, dell'Oceano del Sud e dell'Artico cambieranno.


L'Europa.
Le regioni mediterranee saranno le più vulnerabili.
Nell'Europa del Sud l'estate si allungherà e l'acqua dolce disponibile diminuirà. Aumenteranno le differenze climatiche e ambientali fra le regioni del Nord e del Sud, vulnerabili alla siccità. Metà dei ghiacciai alpini scompariranno. Aumenterà il livello dei fiumi in gran parte dell'Europa e il rischio di inondazioni sulle aree costiere, con pesanti conseguenze per il turismo, l'industria e l'agricoltura. In Italia, il mare ingoierà le zone costiere formate da lagune e da foci dei fiumi. La produttività media diminuirà nell'Europa del Sud e dell'Est, mentre il Nord potrà contare su temperature più miti, che favoriranno le colture agricole
.



I Tropici.
Ad  essere  colpite  saranno  soprattutto le  regioni  tropicali  e sub-tropicali.  Esse accuseranno diminuzione dei raccolti agricoli e della quantità di acqua disponibile, aumento dell'esposizione a malattie come malaria e colera, incremento delle morti causate dal caldo.
Gli eventi meteorologici estremi, una volta concentrati nell'area caraibica, si estenderanno in altre regioni del mondo: le alluvioni del Piemonte ne sono una conferma.



I timori per la salute.
L'aumento delle ondate di caldo, spesso accompagnato da maggiore umidità e inquinamento, si farà sentire di più nei grandi centri urbani. I più esposti a malori per il caldo e malattie generate dalle alte temperature saranno gli anziani e le persone più deboli.   
Le inondazioni aumenteranno i rischi di annegamenti, diarree e infezioni respiratorie.
 
 Nel Terzo Mondo porteranno a carestie e malnutrizione.



Gli effetti positivi.
Alle medie latitudini una temperatura più mite favorirà l'agricoltura; diminuiranno le morti per freddo e così anche i costi economici per il riscaldamento invernale. L'aumento delle precipitazioni favorirà alcune regioni che soffrono di siccità (come l'Estremo Oriente) e lo sviluppo delle foreste.

Corrente del Golfo

.

Il rallentamento del sistema di correnti che costituisce la “corrente del golfo” (Messico) è un segnale per nulla tranquillizzante, che ci dice che il clima globale sta effettivamente cambiando.

I segnali di un cambiamento climatico in corso sono sempre più palesi. Tra questi, lo scioglimento dei ghiacci artici, ed, ora, anche la Corrente del Golfo sembra aver rallentato la sua corsa. E' un fenomeno che ci deve allarmare, perché sta rallentando e cosa potrebbe succedere se si dovesse fermare?

È dunque la differenza di salinità, secondo la ricerca , a provocare il rallentamento della Corrente del Golfo; differenza che si crea nell'Atlantico per l' immissione di acqua dolce; e, più alta e improvvisa è la quantità di acqua dolce, minore è la probabilità che questa si diluisca con quella salata. Si produce, così, un disequilibrio che dà origine alla tanto temuta differenza di salinità tra Nord Atlantico e Atlantico subtropicale, che un po' alla volta rallenta la Corrente del Golfo.

Questa rubrica riguardante i possibili effetti della corrente del golfo sul clima del nostro pianeta Terra, gli scenari ipotetici descritti nel film L'alba del giorno dopo sono a dir poco sconcertanti. Qualche anno fà l'ipotesi di un possibile indebolimento o peggio della scomparsa della corrente del Golfo, quell’immenso fiume oceanico che rende vivibili ed incredibilmente miti molte zone dell’ Europa nord occidentale.

Vorrei provare a descrivervi con le notizie in mio possesso cosa è la corrente del Golfo: è una corrente calda che sposta ben 74 milioni di metri cubi d’ acqua al secondo alla velocità di 1 m/s. Parte dal Golfo del Messico e arriva a lambire le coste dell’ Inghilterra, Irlanda, Norvegia, Islanda, riuscendo addirittura a superare Capo Nord e toccare la penisola di Kola e più attenuata anche il Mare di Barents (per intenderci siamo ben al di là del circolo polare artico).Tuttavia la corrente si sposta verso nord cede il suo calore diventando sempre più fredda e salata , a questo punto inverte il percorso e torna indietro. Nel suo ritorno però non cede il freddo accumulato come si potrebbe pensare, viene spontanea una domanda ,
perchè?

Il fatto è che all’ "andata" essendo più calda e meno salata , la massa d’acqua è più "leggera" e quindi è presente nell’immediata superficie del mare , in questo modo può così cedere il suo calore all’aria circostante e riscaldare di conseguenza anche le terre vicine. Diverso per il ritorno è molto più fredda e molto più salata, diventando di fatto più "pesante" e restano quindi al di sotto delle acque più superficiali senza riuscire a raffreddare le zone che aveva precedentemente riscaldato.

Grazie a questo procedimento chimico-fisico regioni a latitudini elevatissime hanno un clima incredibilmente mite. Come possiamo visionare alcuni esempi in basso.


Ecco alcune temperature medie di Gennaio di zone nord occidentali europee e di zone nord orientali Canadesi e Americane,sono riportate le città italiane con la solita latitudine:

Oslo: max –2 min –7 (60° latitudine nord)

Quebec: max –7 min –16 (46° lat. Nord, Bolzano)

Londra: max +6 min +2 ( 51° lat. Nord )

New York: Max +4 min –3 ( 41° lat. Nord , Napoli)

Dublino: max +8 min +1 ( 53° lat. Nord )

Toronto: max –1 min –8 ( 43°.50’ lat. Nord, Firenze)

Reykjavìk: Max +2 min –2 ( 64° lat. Nord)

Montreal: Max –5 min -13 ( 45° lat nord, Milano)

Parigi: Max +6 min +2 (49° lat. Nord)

Chicago: Max +1 min –7 ( 41°,50’ lat. nord, Roma
)

Non è vero che la sua influenza si limita alle nazioni più vicine all’ Oceano Atlantico, infatti limitando l’ espansione dei ghiacci e del freddo,come abbondanti precipitazioni nevose sull’europa nord orientale fa sì che l’effetto Albedo (cioè la quantità di radiazione diretta solare che viene riflessa da un corpo, nel caso della neve fresca il 95% della radiazione incidente viene rispedita nello spazio prima che possa essere assorbita e trasformata in infrarossi e quindi in calore sensibile) a causa delle esigue nevicate sia limitatissimo,e che il fronte polare sia molto più alto rispetto ad altre zone del mondo ; di conseguenza il clima risulta più mite di quanto potrebbe essere su tutta l’Europa e zone continentali europee come la Boemia, la Polonia, la Germania, la Repubblica Ceca, la Slovacchia sono molto meno fredde di zone alla stessa latitudine e alla stessa distanza dal mare, come ad esempio il Canada o il basso bassopiano sarmatico orientale. Effettuando alcune ricerche sull'argomento alcuni luminari da anni e negli ultimi anni hanno avanzato la teoria secondo la quale la corrente del Golfo potrebbe in tempi brevi indebolirsi, deviare il suo corso o addirittura scomparire, lascio a voi immaginare gli effetti sul clima mondiale.

Un'altra domanda scaturisce, che potrebbe succedere?

La causa va ricercata nell’aumento della temperatura globale, aumento che si fa sentire molto di più nell’emisfero boreale che il quello australe. L’ aumento termico sta generando un parziale scioglimento delle zone periferiche della calotta artica, questo fenomeno molto evidente negli ultimi 14 anni.


Questo scioglimento fa sì che una enorme mole d’ acqua fredda e dolce si riversi nel nord Atlantico , andando a disturbare il flusso della corrente del Golfo. Infatti una modifica significativa della salinità dell’acqua e della temperatura potrebbe far saltare il meccanismo della corrente (descritto a inizio articolo) raffreddandola molto prima che raggiunga le coste europee e costringendola a fare ritorno in dietro addirittura a disperderla e annullarla. In tutti e due i casi l’ Europa si troverebbe alle prese con un terribile e repentino cambiamento climatico. Un ritorno dei ghiacci interesserebbe tutta la Scandinavia, l’ Islanda e parte della Gran Bretagna, l’ Oceano sopra il 60° parallelo si trasformerebbe in una immensa distesa si ghiaccio. In conseguenza di ciò aumenterebbe tantissimo l’albedo totale e il fronte polare si abbasserebbe notevolmente, generando un raffreddamento sensibilissimo su tutta l’Europa, Italia inclusa. E' lecito ricordare che Questa teoria inizialmente snobbata dalla comunità scientifica sta negli ultimi mesi acquistando sempre più seguito. Ne sono prova gli ormai innumerevoli articoli che si trovano sull’argomento sia su giornali che su internet per gli interventi preoccupati di eminenti studiosi e climatologi di fama mondiale.

Ad oggi non siamo sicuri se dietro lo scioglimento dei ghiacci artici ci sia effettivamente il tanto sbandierato effetto serra, però siamo al corrente che il fenomeno esiste,che è in atto e proseguirà ancora se la temperatura globale non diminuirà, con conseguenze che potrebbero essere certamente devastanti.


          

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12/02/2011 scritto da BATENZO