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 ASTRONOMIA




 

Il primo asteroide Troiano della Terra



Per ora vediamo la geometria dei punti Lagrangiani di un pianeta rispetto al Sole, ma anche di un satellite rispetto ad un pianeta: L4 ed L5 formano un triangolo equilatero dove gli altri due vertici sono il Sole ed il Pianeta e sono punti molto stabili dell’orbita. L1, L2 ed L3 sono altri tre punti particolari dell’orbita di un pianeta, ma sono un po’ più instabili. Un oggetto posto in L1 si vedrebbe sempre in direzione del Sole, posto in L2 si vedrebbe sempre in opposizione rispetto al Sole (a 180° di distanza angolare), mentre in L3 non si potrebbe mai vedere perché situato al di là del Sole. Da questo diagramma si può intuire benissimo che un eventuale oggetto posto in L4 oppure in L5 ha una distanza angolare di 60° rispetto al Sole (ovviamente sempre considerando le dovute approssimazioni del caso!) e quindi risulta molto distante. Se l’oggetto è posto in L4, allora è visibile la mattina prima del sorgere del Sole, mentre se è in L5, la sera dopo il tramonto. A grandi linee, considerato che a causa della rotazione della Terra un oggetto celeste in un’ora percorre 15°, ecco che 60° equivalgono a quattro ore: un oggetto dunque andrebbe a tramontare quattro ore dopo il Sole oppure sorgerebbe 4 ore prima dell’astro mattutino. Detto questo andiamo a leggere quanto riporta la NASA in uno dei suoi innumerevoli siti, dedicato questo alla sonda WISE.

Gli astronomi che studiano le osservazioni della sonda WISE (Wide-field Infrared Survey Explorer) hanno scoperto il primo asteroide Troiano della Terra: con questo termine si indicano quegli asteroidi (ndr al plurale perché Giove ne conta quasi 5000, Marte 4 e Nettuno 8 ) che condividono l’orbita con un pianeta (ndr ma non vi ruotano attorno ) in prossimità di punti stabili dell’orbita stessa, davanti o dietro al pianeta. Proprio per il fatto che precedono o seguono un pianeta non possono mai entrare in collisione con il pianeta stesso. Oltre agli asteroidi Troiani dei pianeti già citati, abbiamo anche due lune di Saturno che possiedono a loro volta dei satelliti Troiani. Gli scienziati avevano previsto che la Terra possedesse uno o più Troiani, ma sono molto difficili da trovare perché sono molto piccoli ed “appaiono vicini al Sole dal nostro punto di vista”.
Ndr: eh no! Non è assolutamente vero! Io ho tradotto quello che riporta l’articolo, ma è sbagliato! Se si trovano in L4 o L5 si trovano ad una distanza angolare di 60° dal Sole. Continuo a tradurre, ma c’è qualcosa che non va nei ragionamenti…
“Questi asteroidi si trovano principalmente in piena luce del giorno, rendendoli un bersaglio difficile da trovare” dice Martin Connors dell’Università Athabasca in Canada, coautore del rapporto sulla scoperta nel numero di Nature del 28 luglio. “Ma alla fine ne abbiamo scoperto uno, proprio perché ha un’orbita inusuale che l’allontana dal Sole rispetto ad un’orbita dei Troiani” (ndr come abbiamo visto, per essere sempre in piena luce del Sole un asteroide dovrebbe trovarsi in prossimità di L1, cosa che non avviene in questo caso!).

Il telescopio della WISE ha scansionato il cielo nell’infrarosso dal gennaio 2010 al febbraio 2011 e gli scienziati del team hanno iniziato a cercare Troiani Terrestri a partire dai dati del NEOWISE, un’estensione alla missione della WISE per lo studio degli oggetti NEO (NEAR Earth Objects), per l’appunto asteroidi oppure comete: grazie alla NEOWISE sono stati osservati più di 150mila oggetti nella fascia principale tra Marte e Giove e sono stati scoperti 132 NEO, che vanno ad arricchire i più di 500 che si conoscevano finora. La ricerca dei Troiani ha portato a due candidati, di cui solo il primo, 2011 TK7 è stato confermato da successive osservazioni effettuate all’osservatorio di Mauna Kea nella Hawaii. L’oggetto celeste ha un diametro di circa 300 metri e compie un’orbita molto strana in prossimità del punto stabile dell’orbita terrestre, muovendosi pure al di sopra e al di sotto del piano dell’orbita stessa: i dati orbitali sono ben noti e nei prossimi 10mila anni questa roccia cosmica non si troverà mai ad una distanza dalla Terra inferiore a 24milioni di km. In questo link possiamo vedere la simulazione di questa strana orbita, intorno al punto L4.

Comunque 2011 TK7, non è il solo ad avere questo tipo di orbita: parecchi altri asteroidi hanno orbite simili a quella della nostra Terra, tanto che potrebbero essere considerati come obiettivi futuri di missioni spaziali, automatiche oppure con astronauti a bordo. Però il nostro non può essere considerato tra le mete papabili perché si allontana troppo sopra e sotto il piano dell’orbita terrestre, fatto questo che richiederebbe un grande utilizzo di propellente per raggiungerlo.
“Questo risultato è il coronamento della scelta della NASA di allargare la missione WISE ai NEO” dice Lindley Johnson, responsabile del progetto NEOWISE ai quartieri generali della NASA a Wahsington “Eravamo convinti che valesse proprio la pena ricercare, nello spazio vicino alla Terra, oggetti che non erano mai stati osservati prima”. E tutta la montagna di dati della NEOWISE sui centinaia di migliaia di oggetti osservati è come sempre a disposizione degli interessati presso il Minor Planet Center della IAU, gestiti dallo Smithsonian Astrophysical Observatory nel Massachusetts.

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03/08/2011 scritto da BATENZO