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UFO E LA BIBBIA

 L’esistenza di UFO, di alieni, di esseri multidimensionali, di umanità che sono esistite prima di noi e di altre cose misteriose, è perfettamente compatibile con la dottrina cristiana e, più generalmente, con Dio.
Chi crede in Dio, unico creatore del cielo e della terra e delle innumerevole galassie di stelle e pianeti e altre realtà celesti, non può escludere che nella Sua infinita possibilità sussista la volontà di vita anche su altri mondi e quindi, di altre intelligenze che in definitiva pure in Lui riconoscono la "paternità" della propria vita, perciò simili, fratelli, in altri pianeti del creato.
Con ciò non può obiettarsi ad opinioni su iniziative di esseri evoluti che sentono l'esigenza di annunci di verità acquisite per il progredire di culture in tutto il creato.
E ciò che passa per la logica non si può escludere senza prove contrarie.
Nel Vangelo di Giovanni, peraltro, vi è una frase di Gesù che apre tutto uno spaccato di ipotesi sul tema:

"E ho altre pecore che non sono di questo ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore." Gv 10,16

Questo Dio ha creato il tempo e lo spazio, ma senza esserne vincolato.


Ma non bisogna dimenticare che da sempre l’uomo interpreta i testi sacri, credendo spesso in cose non vere perché l’uomo non ha saputo interpretare i testi sacri.

Effettivamente è illogico pensare che Dio avesse detto che il nostro è il solo mondo abitato e questo lo sapevano pure molti personaggi biblici, come San Paolo che in una lettera agli Ebrei parla di mondi (abitati) creati dalla manifestazione (il verbo) di Dio.


                                
          EZECHIELE


   Nel 580 a.C. viveva in un ghetto di Babilonia il profeta biblico Ezechiele, un membro delle tribù israelitiche lì deportate qualche anno prima. Nell'anno 584 Ezechiele, ancor giovane, durante una delle sue peregrinazioni nel deserto, vive un'avventura straordinaria: "Un carro celeste" si posa al suolo davanti ai suoi occhi; in cima ad esso egli scorge una figura, che di li a poco incomincia a rivolgergli la parola.

Nel testo biblico si legge: «Nel trentesimo anno, al quinto giorno del quarto mese, mentre mi trovavo tra gli Esiliati sulle rive del fiume Kebar, il cielo si aprì e vidi quindi levarsi un possente vento proveniente da Nord, accompagnato da una grande nube e da una grande massa di fuoco: un abbacinante bagliore la circondava, in mezzo alla massa di fuoco pareva di intravedere del rame».

1. SUL SUONO: fragore simile ai motori a reazione
2. SULL'OGGETTO: emanava bagliori
balenare = luccicare
elettro = lega di oro e argento (l'aspetto dorato)

 

Ezechiele descrive quindi quattro corpi, che ai suoi occhi avevano sembianze di animali, in ognuno dei quali egli ravvisa quattro ali.

                         Le due coppie di ali: le bombole della respirazione e le turbine dei propulsori

Da questi corpi si sprigionavano a più riprese dei lampi e avevano qualcosa di simile a mani umane posto sulle loro "gambe".

Tali "gambe" erano dritte e presentavano dei "piedi" arrotondati che rilucevano come "rame lucido".

1. gambe diritte = effetto tubolare della tuta spaziale. Ma è anche la conferma che non erano animali: il camminare su due piedi.
2. La peculiarità delle scarpe. Bronzo = elemento metallico e resistente, diversamente dai sandali indossati a quel tempo.
Proprietà liscia e lucida.

 

Le strane figure, prosegue, possedevano anche delle ruote: «Come vidi le figure, notai che ognuna di esse evidenziava una ruota. Le ruote avevano l'aspetto del turchese, erano tutte e quattro uguali e si presentavano come se fossero una all'interno dell'altra; esse potevano muoversi in tutte le direzioni e, nel muoversi, non si giravano». È interessante anche la descrizione di ciò che si trovava al di sopra di queste figure alate, fornite di gambe metalliche e di ruote: «Sopra le teste delle figure si poteva scorgere una volta celeste, simile ad un cristallo; quando le figure si muovevano, potevo udire il rumore del battito delle loro ali, che ricordava lo scrosciare di grosse masse d'acqua, come la voce dell'Onnipossente: un frastuono simile ad un reggimento in marcia. E al di sopra della volta posta sulle loro teste, si scorgeva una specie di trono brillante come uno zaffiro, sul quale sedeva un essere simile ad un uomo: la sua figura emanava una grande luminosità, simile all'arcobaleno dopo il temporale; sentivo di trovarmi al cospetto della gloria del Signore, mi buttai quindi al suolo; e qualcuno prese a rivolgermi le seguenti parole: "Alzati, figlio dell'Uomo, perché io possa parlarti". Come sentii questa voce, la vita ritornò in me».
 

Cerchiamo ora di immedesimarci nella situazione che visse Ezechiele: un sacerdote degli Israeliti, ha improvvisamente uno straordinario incontro con un "carro celeste", in cui riconosce strutture che egli denomina "ali", "gambe metalliche", "ruote", un corpo centrale ed infine un essere posto sulla sommità, seduto su un trono, che gli si rivolge verbalmente. Nulla di strano se il giovane profeta, di fronte ad un tale spettacolo cade in preda ad uno shock per l'esperienza vissuta; parecchi giorni dopo infatti scrive: «Mi riunii agli esiliati che vivevano lungo il fiume Kebar, a Tel Abib. Rimasi con loro sette giorni, completamente sconvolto»

        

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30/04/2011 scritto da BAT-ENZO