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Alimentazione bambini

 L’olio d’oliva? Come il latte materno



12 NOV 10 - L’olio extravergine d’oliva spremuto a freddo ha una composizione in acidi grassi essenziali insostituibile per il sistema nervoso e il cervello dei bambini

Preziosissimo per la salute dei bambini

Contiene vitamine e permette di assorbirle; riduce l'esposizione alle malattie infiammatorie e ai disturbi del fegato, è cardioprotettivo e antiobesità, allontana il rischio di contrarre
 il diabete, è ricco di antiossidanti: i motivi per privilegiare l'olio di oliva ad altri grassi
sono moltissimi.

Ma per i bambini c'è un valore aggiunto: l'olio extravergine di oliva è l'alimento più simile al latte materno. Ha una composizione simile di acidi grassi essenziali e la stessa percentuale di acido linoleico (omega 6) e questo lo rende un insostituibile alimento per la mielinizzazione delle fibre nervose e per lo sviluppo cerebrale. È ben digeribile e aiuta sia la funzione gastrica sia quella intestinale, prevenendo il fenomeno della stitichezza.

Con l'olio d'oliva ossa forti e niente obesità

Il contenuto di vitamina D dell'olio di oliva lo rende prezioso durante la crescita perché regola il metabolismo del calcio e del fosforo, favorendo l'assunzione di minerali indispensabili al processo di ossificazione. Questo garantisce ai bambini una "costruzione" dello scheletro che protegge da fratture in gioventù e da rischi di osteoporosi durante la vecchiaia. Inoltre non contiene colesterolo, al contrario del burro o dello strutto onnipresenti nei dolci confezionati che entrano fin troppo nelle abitudini alimentari dei bambini. Poiché negli adolescenti si è riscontrato un pericoloso aumento dei livelli di colesterolo, in parallelo a un'obesità che si attesta sul 34,1% dei bambini tra i 6 e i 9 anni, si raccomanda di sostituire il più possibile i grassi animali con olio di oliva è una precauzione indispensabile.


Tutti i benefici dell'olio d'oliva

Cura la crosta lattea

Le parti della testa colpite da crosta lattea traggono giovamento se vengono umettate con olio d'oliva prima di procedere alla normale pulizia o allo shampoo.

Aiuta ad eliminare i pidocchi

Il fastidioso inconveniente dei pidocchi trova in farmacia molti shampoo medicati assai efficaci. Il problema sono le lendini, le uova che possono fermarsi tra i capelli anche dopo il trattamento. In questo caso si procede ungendo i capelli con olio d'oliva e passando un pettine a denti fitti. Le uova saranno più facili da rimuovere.

Risana le labbra screpolate

Un velo di olio d'oliva sulle labbra risolve le screpolature da vento, freddo, raffreddore.

È antiarrossamento

I bambini che hanno la pelle delicata ed escono dal bagnetto arrossati, avranno sollievo se la mamma aggiunge al loro bagno due cucchiai di olio d'oliva.

Combatte la stitichezza


Un'azione lassativa dolce ed efficace per il delicato intestino del lattante si ottiene aggiungendo 2 gocce di olio extravergine di oliva spremuto a freddo nel biberon.

Per la mamma: l'olio d'oliva è ottimo in gravidanza

- Minor rischio asma

Sistema immunitario più sviluppato, minor rischio di incorrere in asma bronchiale, riniti e allergie sono stati riscontrati nei bambini le cui madri avevano assunto, durante la gravidanza, olio extravergine di oliva come unico condimento. Sono le conclusioni di uno studio dell'University of Crete.

- Antismagliature

Un'efficace cura preventiva per le smagliature in gravidanza consiste in massaggi quotidiani con olio d'oliva. Ha un effetto elasticizzante e la vitamina E contenuta nell'olio protegge e rinforza la pelle.

Avvertenza: ad ogni età la sua dose (intendendo una dose a pasto)

6 mesi: un cucchiaino da tè.

1 anno: un cucchiaio da minestra.

18 mesi: 1 cucchiaio da minestra più un cucchiaino da tè.

da 2 anni in poi 2 cucchiai da minestra.


Il mio bambino mangia troppo

 L’obesità è sempre più diffusa e colpisce anche i bambini: ecco perché succede e cosa bisogna fare per prevenirla.



I bambini a rischio obesità

L'obesità è un fenomeno che va diffondendosi sempre di più nella nostra società, colpendo non solo gli adulti, ma anche i bambini. Tanti bimbi infatti hanno un rapporto col cibo quasi morboso e la loro fame sembra non placarsi mai. Trascorsa nemmeno un'ora dal pasto principale dicono di avere ancora fame. In questi casi i genitori si domandano come comportarsi, perché può sembrare poco ragionevole mettere dei bambini piccoli a dieta o sottoporli a un regime alimentare rigido. Così finisce quasi sempre di cedere alle loro richieste, con la speranza che col tempo questo appetito possa arrestarsi da solo. Perché avviene? Qual è la cosa giusta da fare?

Perché un bambino mangia troppo

Tutti noi trascorriamo i primi mesi della nostra esistenza i un mondo ovattato e protetto, dove i confini tra noi e l'altro non sono ancora ben definiti. Viviamo in simbiosi con la persona che si occupa di noi e il cibo, in questa fase della vita, riveste un ruolo di primaria importanza, proprio perché associamo al nutrimento un senso di appagamento totale e sicurezza. Ecco allora che l'atto di mangiare, anche negli anni successivi, è in grado di fare rivivere in noi quel contatto "caloroso" con la pelle della madre e la sensazione di essere amati e accuditi.

Così può accadere che in momenti di maggiore fragilità, ad esempio nei periodi di difficoltà a scuola, o quando i mutamenti del corpo procurano uno sconcerto che il bambino non sa ancora gestire, il cibo possa tornare a essere la prima fonte di appagamento e conforto proprio perché riporta a quell'atmosfera di beatitudine. Quindi con molta probabilità, dietro alla continua richiesta di cibo dei nostri bambini, si nasconde un grande bisogno di conferme e di sostegno affettivo per affrontare un momento di crisi passeggera. È come se ci dicessero: «Sono abbastanza bravo?». Oppure: «Sono abbastanza carina?».


Spesso il bisogno spasmodico di cibo indica la presenza di un carico emotivo messo a tacere; ad esempio può mascherare dell'aggressività negata, che è bene che venga allo scoperto. Un "no" detto al momento giusto potrebbe perciò essere la miccia per fare uscire delle emozioni che altrimenti sarebbero represse. È giusto che nella famiglia ci sia un po' di spazio anche per il conflitto, rompe un clima di artificiosità e spesso aiuta a stemperare le tensioni e a ridimensionare i problemi che prima sembravano insormontabili.

Il tuo bambino non è mai sazio? Ecco cosa fare

Sicuramente un po' di disciplina a tavola e qualche regola da rispettare fa bene ai bambini. È giusto infatti che acquisiscano il senso del limite, ma soprattutto che imparino a trovare presto altre fonti di appagamento. Quindi la cosa migliore da fare quando il bambino, dopo aver mangiato sufficientemente al pasto, chiede ancora cibo, è quella di spostare la sua attenzione verso altri tipi di gratificazione, ricordandogli per esempio che è molto bravo a scrivere, o a disegnare.... Poi bisogna imparare a dire di no. Ed è fondamentale ricordarsi che i "no" che divengono "si" sono disorientanti per i bambini e mettono in discussione il ruolo del genitore, mentre un "no" che rimane tale infonde sicurezza.

Purtroppo è più facile pensare di risolvere i problemi con soluzioni apparenti, ad esempio usando sostanze dolci per sedare i capricci: così compaiono il "cibo ciucciotto", il "cibo premio" e il "cibo rimedio". Impariamo invece a leggere cosa il bambino nasconde dietro a una richiesta eccessiva di cibo: magari un caldo abbraccio è quello che può bastare a saziare quella fame tanto temuta. Con le accortezze giuste il bambino imparerà ad essere più sicuro di sé senza ricorrere alla ricerca di conferme esterne e troverà il suo senso di appagamento non più nel cibo, ma in una maggior consapevolezza delle proprie capacità e valore.


Le merendine fanno male?

Una corretta alimentazione implica due regole: varietà e moderazione. Ecco i consigli per scegliere la giusta merenda




Merendine pronte: scegli il meglio

Per le mamme che lavorano, spesso con poco tempo a disposizione, le merendine pronte diventano una soluzione veloce che soddisfa il bambino. Questi prodotti conquistano perché sono comodi: non sporcano, non vanno preparati, non occupano spazio in frigorifero. Quando si parla di merendine industriali, tuttavia, non mancano i dubbi: fanno male? È meglio dare al bambino quelle dolci o quelle salate? È necessario alternarle a yogurt e frutta fresca? Quelle al cioccolato vanno evitate? Come per tutti gli alimenti e a maggior ragione per quelli industriali, vale la regola del buon senso e della misura, ma soprattutto è fondamentale la varietà. Nessun cibo fa male se non si eccede.

L'etichetta ti aiuta a scegliere

Se le merendine confezionate siano adatte o meno ai bambini è una questione ancora aperta fra i nutrizionisti. C'è chi sostiene che sarebbe meglio evitarle del tutto, ma ci sono sempre più esperti che invece le stanno rivalutando. Anche i favorevoli raccomandano comunque alle mamme di leggere sempre con attenzione le etichette nutrizionali. Ecco le voci importanti da considerare:

- Calorie. Non deve superare le 200 calorie a pezzo. Scarta in partenza quelle che ne apportano più.

- Grassi e oli vegetali. Considerando che una merendina pesa 15 g, i grassi non devono superare i 6-7 g per pezzo. I grassi più usati sono quelli di cocco o palma, considerati di bassa qualità. A questi se ne possono aggiungere altri: burro o panna. Da evitare le merende in cui sono presenti grassi idrogenati: migliorano la durata del prodotto, ma sono pericolosi per la salute.

- Zuccheri. Non più di 10 g per confezione. Sulle etichette si preferisce parlare di carboidrati, sommando i valori della farina a quelli dello zucchero. Le migliori sono quelle che riportano in modi distinto questi valori: 10 g zuccheri semplici + 10 g di farina. Dosi eccessive possono favorire l'obesità.

- Uova. Fai attenzione che sia indicato anche il tuorlo d'uovo. Se non è specificata la categoria A (uova fresche) si tratta di derivati in polvere.

- Addittivi. (come aromi, conservanti e coloranti) Meglio le merendine senza conservanti. Alcune sono completamente prive di additivi e in genere lo indicano in etichetta o sulla confezione.

Confettura. Meglio se è dichiarata "extra".

In base agli ingredienti e ai metodi di preparazione e cottura possiamo distinguere le merendine confezionate in 3 tipi diversi

- A base di pan di spagna. Pur avendo di solito morbide farciture al latte o al cacao sono nel complesso leggere: forniscono circa 120-130 calorie. Sono adatte ai bambini più sedentari, che non praticano regolarmente uno sport.

- Brioches. Si va dalla briochina con i granelli di zucchero, che fornisce circa 160 calorie al pezzo, ai croissant con ripieno di marmellata, cioccolato o crema, che arrivano alle 200 calorie. Per il loro contenuto di carboidrati sono indicate a colazione per dare una mano al bambino ad affrontare gli impegni della giornata. Si consiglia di scegliere le merendine non farcite o eventualmente quelle con marmellata.

- A base di pasta frolla. Sono crostatine farcite con marmellata. Si tratta di merende piuttosto ricche, che forniscono 180 calorie. Si consigliano ai bambini che fanno sport o che sono sempre in movimento e a fine giornata hanno speso molte energie.

Cosa mettere nel suo zaino

Gli esperti sono d'accordo: la merenda è un'abitudine alimentare importante per un organismo in via di sviluppo, come quello del bambino. Prima di tutto perché uno spuntino spezza-fame tra la prima colazione e il pranzo e fra questo e la cena fa sì che il bambino non arrivi troppo affamato a tavola; e poi, perché questo mini-pasto fornisce un "pieno" di energia, indispensabile soprattutto se pratica sport o quando deve affrontare lo studio. Un altro valido motivo per incoraggiare la merenda è che, "saltandola" rischiamo seriamente che nostro figlio finisca con il pasticciare di continuo fino al pasto principale. E questa sì che è una cattiva abitudine. Ricordiamo infine che fra la merenda e il pranzo devono passare almeno 2 ore.

Lo spuntino ideale di metà mattina

La merenda del mattino deve soddisfare il 5% delle calorie totali. In generale, calcolando che a sei anni un bambino ha bisogno di circa 1.800 calorie al giorno, la merendina di metà mattina non dovrà superare le 90 calorie. In genere se nostro figlio ha fatto una colazione adeguata, può limitarsi a uno spuntino a base di yogurt o frutta.

Sì a:
- Una banana
- uno yogurt con dei cereali
- un budino al cioccolato
- un plum cake
- un panino al latte
- un succo di frutta con 3-4 biscotti

Lo spuntino pomeridiano

La merenda del pomeriggio invece deve soddisfare il 10% del fabbisogno giornaliero e va scelta anche in base all'attività fisica svolta dal bambino. In media deve contenere 125-180 calorie per bambini di 3-6 anni, 160- 230 calorie tra 6-11 anni, 200-240 calorie tra
11-15 anni.

Sì a:
- Un trancio di pan di spagna + un frutto
- Una crostatina alla marmellata + un frutto
- Un panino al pomodoro
- Un panino al latte con un paio di fette di prosciutto magro

Le 3 regole d'oro

- Moderazione. Cerchiamo di limitare il consumo delle merendine a una al giorno, altrimenti alziamo troppo le calorie e il bambino rischia di assumere troppi zuccheri e troppi grassi.

- Proporzione. Da evitare assolutamente l'accoppiata merendina-bevanda gassata, che rischia di fornire al bambino un pieno di zuccheri e calorie, dannoso per la sua salute e il suo peso. Per aumentare il potere saziante della merendina pronta abbiniamola a un frutto.

- Varietà. Un'alimentazione sana è quella basata sulla varietà. È perciò sbagliato fossilizzarsi su un'unica merenda, è meglio cambiare per abituare il bambino a sapori diversi, alternando dolce a salato. Un giorno un frutto, un altro uno yogurt, un altro ancora un panino al prosciutto o al pomodoro. La scelta dovrà essere fatta anche in base alla spesa energetica del piccolo. Riserviamo quindi la merendina o comunque la merenda più golosa ai giorni in cui fa sport.

 

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L'AUTORE NON HA ALCUNA RESPONSABILITÀ PER QUANTO RIGUARDA GLI ARTICOLI SCRITTI CHE SONO PRESI
SITI DA I QUALI  DECLINO OGNI RESPONSABILITÀ PER GLI EVENTUALI ERRORI ED INESATTEZZE RIPORTATI  E PER GLI EVENTUALI DANNI DA ESSI DERIVANTI

07/02/2011 scritto da BATENZO