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Una mela al giorno... allunga la vita!
 La ricerca afferma che le mele – frutti notoriamente salutari - contengono sostanze in grado di contribuire sensibilmente all’allungamento della vita

Le mele, una riserva di antiossidanti


Un vecchio adagio recita: una mela al giorno toglie il medico di torno! Forse non sarà proprio vero ma, secondo uno studio pubblicato dalla rivista Journal of Agricultural and Food Chemistry, mangiare mele aumenterebbe l'aspettativa di vita del 10%. La formazione dei radicali liberi, ovvero delle particolari molecole di ossigeno molto reattive, causa il lento e progressivo danneggiamento delle strutture cellulari portando il nostro corpo ad invecchiare. Non solo, sempre i radicali liberi sono spesso associati all'insorgenza di diverse malattie. Per combattere la formazione dei radicali, di fondamentale importanza sono le molecole anti-ossidanti. Le mele rappresentano non la sola ma un'ottima fonte di queste sostanze.

Speranza di vita: + 10% grazie alle mele

Lo studio, effettuato dai ricercatori della Chinese University of Hong Kong, ha valutato l'effetto di alcuni particolari anti-ossidanti, i polifenoli, sulla durata media della vita dei moscerini della frutta, organismo modello per la ricerca genetica in campo umano. Dalle analisi è emerso che i polifenoli contenuti nelle mele non solo aumentavano l'aspettativa di vita media del 10%, ma preservavano alcune caratteristiche fondamentali come la capacità di volare e spostarsi in maniera corretta. Inoltre, i polifenoli del frutto, sono stati in grado di abbassare il livello di alcune molecole la cui presenza è associata all'invecchiamento cellulare.

Meno rischi cardiovascolari per le signore che mangiano mele

I risultati dell'analisi, effettuata per ora solo su animali da laboratorio, supporta notevolmente l'effetto benefico delle mele dimostrato in un altro studio in cui si afferma che, le donne che mangiano una mela al giorno, hanno una percentuale di ammalarsi di malattie cardiovascolari ridotta del 13-22%.
 



Colesterolo alto? Ci pensa il pane di segale
04 FEB 11 -
Un aiuto contro il colesterolo arriva da questo tipo di pane arricchito con semi o noci ricchi di sostanze anticolesterolo che la segale veicola al meglio


Alla larga dal colesterolo, nemico del cuore

E' il nemico numero uno per le arterie. Stiamo parlando del colesterolo, un particolare tipo di grasso che rappresenta il principale fattore di rischio nelle malattie cardiovascolari. Per abbassarne i livelli un aiuto potrebbe arrivare dal pane di segale. Secondo uno studio pubblicato dalla rivista Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Disease il consumo regolare del pane di segale ricco in steroli vegetali aiuterebbe a ridurre la percentuale di colesterolo circolante nel sangue. Ad affermarlo sono i ricercatori finlandesi dell'Università di Helsinki.

Il segreto? La segale arricchita di semi e noci

Lo studio ha analizzato i livelli di colesterolo totale e colesterolo LDL, ovvero quello che tutti chiamano "cattivo", dopo l'assunzione per due settimane di un pane di segale arricchito in steroli vegetali. Dalle analisi è emerso che il consumo giornaliero di questo tipo di pane, pari ad un contenuto di circa 2-4 grammi di steroli giornalieri, ha ridotto del 5% i livelli di colesterolo totale e dell'8% i livelli di quello LDL .

Secondo quanto dichiara Päivi Soderholm, uno dei principali autori dello studio, "il risultato conferma ancora una volta il beneficio degli steroli vegetali non esterificati nell'abbassare i livelli di colesterolo".

Gli steroli vegetali alla base della riduzione del colesterolo

In particolare lo studio ha mostrato come il pane di segale sia un ottimo veicolo di queste bonifiche molecole. Infatti, il solo pane di segale non addizionato, non ha mostrato particolare effetti benefici nella riduzione del colesterolo. Il consiglio dunque è quello di consumare cibi, come il pane di segale, al quale si devono aggiungere semi o noci, alimenti particolarmente ricchi in steroli vegetali.


In forma e in salute grazie all’indice glicemico

05 GEN 11 - Usando in modo appropriato l’indice glicemico degli alimenti possiamo mangiare i nostri cibi preferiti senza compromettere la salute.

Ecco come:

L'indice glicemico (IG) rappresenta la capacità dei carboidrati contenuti negli alimenti di innalzare la glicemia (valore che indica la quantità di glucosio presente nel sangue). Per quantificare l'indice glicemico di un alimento è necessario assumerne 50 grammi e monitorare i livelli glicemici nelle due ore seguenti. Tali valori andranno poi confrontati con quelli dello standard di riferimento che nella fattispecie è il glucosio o il pane bianco (indice glicemico=100). Se un alimento ha indice glicemico pari a 60 significa che ingerendo 50 grammi di quel dato alimento la glicemia sale del 60% rispetto a quanto avviene con 50 grammi di glucosio. In linea generale, tanto più un carboidrato è digeribile e tanto maggiore sarà il suo indice glicemico. Seguici e impara con noi quali sono i benefici di una dieta a basso Indice Glicemico...

Pane, pasta, riso e pizza. Con le fibre fanno meglio!

Scegli prodotti integrali, realizzati con farine non raffinate: solo così puoi evitare i picchi glicemici

che danneggiano il pancreas, rallentano il metabolismo e provocano sovrappeso.


Conoscere l'indice glicemico per stare bene

Quando mangiamo un cibo ricco di zuccheri, i livelli di glucosio nel sangue aumentano progressivamente man mano che si vanno digerendo e assimilando gli amidi e gli zuccheri in esso contenuti. La velocità con cui il cibo viene assimilato cambia a seconda dell'alimento e del tipo di nutrienti che lo compongono, della fibra presente e della composizione degli altri alimenti già presenti nello stomaco e nell'intestino durante la digestione. Tale fenomeno viene misurato tramite l'Indice Glicemico (IG). Esso classifica quindi i cibi in base alla loro influenza sui livelli di zucchero nel sangue (glicemia) e riguarda quelli ad alto contenuto di carboidrati. I cibi ad alto contenuto di grasso o di proteine non hanno un effetto immediato sulla glicemia, ma ne determinano un tardivo incremento prolungato.

I benefici per la salute

Servirsi dell'indice glicemico per preparare pasti sani, aiuta a tenere la glicemia sotto controllo. Ciò è particolarmente importante per i diabetici, sebbene anche gli atleti e le persone che sono sovrappeso potranno trarre beneficio dalla conoscenza di questo concetto relativamente nuovo di corretta alimentazione.

Cibi ad alto, medio e basso indice glicemico

- Alto indice glicemico: pane bianco, cornflakes, miele, patate al forno e fritte, cracker, riso arborio, zucchero saccarosio.
- Medio indice glicemico: ananas, spaghetti, banana, kiwi, mango, pane di segale, maccheroni, carote, uva, arancia.
- Basso indice glicemico: prugna, pera, yogurt, latte magro, latte di soia, fagioli bolliti, mela, lenticchie, fruttosio, cereali integrali.

Gli alimenti ad alto indice glicemico ingrassano

Consumando cibi ad alto indice glicemico la trasformazione dello zucchero in grassi tende ad aumentare (sovrappeso); lo stress ossidativo aumenta (invecchiamento precoce, rischio oncologico); dopo 2-4 ore la glicemia scende e torna la fame (e ciò può anche provocare stati d'ansia); nel tempo si crea un sovraccarico di lavoro per il pancreas che causa insulinoresistenza e, successivamente, la comparsa del diabete; il rischio di carie dentaria è maggiore.

La dieta che contrasta glicemia e adipe

Prima di tutto occorre evitare gli alimenti ad alto IG e preferire quelli a basso IG (pane, pasta, riso integrali ecc.). Ci sono poi alcuni cibi che, abbinati a quelli a basso IG, contribuiscono a mantenere la glicemia a livelli regolari e a ripulire il sangue da zuccheri e/o grassi in eccesso. Te ne presentiamo dieci tra i più comuni ed efficaci. Utilizzali come indicato per tutto il mese e vedrai che perdere peso e mantenere regolari i livelli di glicemia nel sangue sarà più facile.

I dieci super cibi che controllano l'indice glicemico

Consumali ogni giorno e abbinali ai cereali integrali (pane, pasta, riso, orzo ecc.). potrai creare pasti sani, completi, sazianti e dalle proprietà tonificanti e snellenti

Salmone
- Fornisce Omega 3 che contribuiscono alla prevenzione di diabete e malattie cardiocircolatorie.
- Per secondi piatti: 150-200 g di salmone 2-3 volte a settimana, da cuocere al vapore, al forno o in padella. Accompagnare con verdure.


Yogurt
- I fermenti che contiene producono acido acetico e propionico che arrivano al fegato, dove regolano la produzione di glucosio e colesterolo.
- Come spuntino,colazione o salsa:150-300 g di yogurt naturale al dì, anche per condire macedonie e insalate.


Legumi
- Prevengono i picchi glicemici, il diabete, la fame nervosa, i trigliceridi e il colesterolo.
- Per primi o secondi piatti: 4 cucchiai di legumi (secchi) 3-5 volte a settimana in zuppe, minestre, risotti, in insalata o in umido.


Carni bianche
- Apportano proteine che contribuiscono a controllare i livelli di glicemia e sono povere di grassi.
- Per primi o secondi piatti: 150 g di carni bianche 2-3 volte a settimana, grigliate, al forno o in padella (non impanate!).


Olio d'oliva
- È ricco di composti fenolici che riducono l'attività infiammatoria di geni, coinvolti nello sviluppo del diabete mellito di tipo 2 e di diverse patologie cardiovascolari o metaboliche.
- Come condimento: 1-2 cucchiai al dì, meglio se a crudo.


Curcuma
- Numerosi studi hanno dimostrato che il suo principio attivo, la curcumina, può contribuire a mantenere sotto controllo il diabete mellito di tipo 2
- Per insaporire tutti i piatti: 2-3 prese al dì, sui cibi già cotti o a fine cottura.


- Sia verde che nero, il tè contribuisce alla riduzione dei livelli di zucchero, colesterolo e trigliceridi nel sangue. Favorisce inoltre la riduzione del peso corporeo.
- Da bere anche pasteggiando: 4-5 tazze al dì, lontano o durante i pasti.

Cannella
- Contribuisce a prevenire il diabete di tipo 2 nelle persone a rischio (anziani, persone in sovrappeso). Rende l'insulina più efficiente.
- Da spolverizzare su frutta o tisane: ne basta un grammo al dì (dose da non superare!) da unire a crudo sui cibi.


Zucca
- Alcuni studi hanno dimostrato che è in grado di riparare le cellule del pancreas danneggiate dal diabete
- Per primi piatti o contorni: 250 g di zucca 3-4 volte a settimana in zuppe, minestre o risotti, oppure al forno, come contorno.

Arancia
- La fibra contenuta nella parte bianca sotto la buccia, regola l'assorbimento di zuccheri, grassi e proteine prevenendo diabete, arteriosclerosi e stipsi.
- Come spuntino o in insalata: 1 al dì, si acquista bio e se ne consuma anche la buccia.


 


L’aperitivo di Natale che ti aiuta a mangiare meno!

24 DEC 10 - Per mantenersi in forma anche nei giorni delle feste di Natale, puoi aiutarti con un aperitivo antifame da bere prima dei cenoni



Pranzi e cenoni delle festività natalizie offrono tante golose tentazioni... e quasi tutte ipercaloriche! Rinunciare è assai difficile, ma se vuoi mantenerti in forma meglio consumarne piccole porzioni. Per aiutarti a ridurre il desiderio di questi cibi che mettono a rischio la tua linea, i nostri esperti hanno creato questo aperitivo "anti fame" ideale per aumentare il senso di sazietà e controllare l'appetito. Per prepararlo hai bisogno di arance bio, carcadè, chiodi di garofano, pepe nero, peperoncino, anice stellato, cannella e succo di mela del tipo trasparente senza zuccheri aggiunti. Procedi in questo modo...

Preparazione dell'aperitivo antifame

La vigilia di Natale (o di Capodanno) inserisci in un'arancia bio ben lavata e asciugata una serie di chiodi di garofano, da disporre in modo armonioso. Il giorno seguente versa il succo di mela del tipo trasparente in un bicchiere, in alternativa puoi usare dell'infuso di carcadè (2 cucchiai di fiori in una tazza di acqua calda per 5 minuti); a questo punto, inserisci nel bicchiere un paio di fette sottili di arancia con i chiodi di garofano (come suggerisce l'immagine), unisci anche una presa di pepe e una di peperoncino, una stella di anice stellato e un pezzetto di cannella. Lascia riposare per 5-10 minuti, quindi bevi circa 10 minuti prima del pasto.

Perché è efficace

Prima di tutto il sapore dolce di questa gradevole bevanda contribuisce a ridurre l'appetito stimolato dalla vista delle leccornie delle festività; poi ricordiamo che pepe, peperoncino e cannella sono spezie che ridurranno l'assorbimento di grassi e zuccheri durante il pasto, stimolando la naturale azione brucia grassi che, se attiva, contribuisce a far sentire sazi in breve tempo.

Inoltre, gli oli essenziali rilasciati nel succo di mela (o nell'infuso di carcadè) dalla buccia dell'arancia e dai chiodi di garofano placano l'appetito, stimolano la diuresi e contribuiscono alla riduzione del grasso corporeo.


Cellulite addio con gli estratti di zucca

20 DEC 10 - La zucca è ricca di fibre, potassio e betacarotene. Costituisce un ottimo rimedio naturale per la cellulite, modella e attenua le smagliature.



Polpa, semi, succo e olio ricavati dalla zucca riducono la cellulite

Che cosa c'è di più benefico ed efficace che prendersi cura di sé e della propria forma fisica attraverso le risorse che offre la natura, stagione dopo stagione? In inverno, la diminuzione delle ore di luce coincide con la modificazione di alcuni ormoni capaci di influenzare l'equilibrio dell'organismo e non è un caso che la natura ci metta a disposizione frutti e ortaggi pieni di energia, come la zucca.

Il colore giallo-arancio, che evoca il sole, secondo la cromoterapia aiuta la digestione, rinforza i nervi e il sistema ghiandolare, attiva la circolazione sanguigna e quella linfatica. I cibi di color giallo e arancio sono una fonte privilegiata di betacarotene, un carotenoide con una potente azione antiossidante, precursore della vitamina A, importante nella funzione immunitaria, per la vista e per il mantenimento e la riparazione dei tessuti. La zucca costituisce un ottimo anti-cellulite, perché è un concentrato di virtù depurative e snellenti ed è ricca di sostanze protettive, vitamine e minerali. Altamente saziante e allo stesso tempo poco calorica (solo 15 calorie per etto), la zucca regolarizza l'intestino, drena e rigenera la pelle attraverso un'efficace azione antiage e di riequilibrio idrico a livello cellulare, che previene e attenua la formazione di cellulite.

La zucca: riattiva circolo e collagene

La zucca è un ottimo diuretico e regolatore intestinale e il consiglio è quello di gustarne il centrifugato. Se infatti l'intestino lavora in modo regolare (azione garantita dalle fibre di cui è ricca la zucca), il fisico trattiene meno liquidi e meno grassi. In caso di cellulite, favorire la depurazione e sgonfiare dai liquidi in eccesso è un'operazione fondamentale, che la zucca riesce a svolgere in modo ottimale grazie all'alta concentrazione d'acqua della polpa e alla buona percentuale di potassio che contiene. Il betacrotene di cui è ampiamente pigmentata ripara i tessuti e svolge un'azione antiossidante contro gli effetti nocivi dei radicali liberi, mentre la vitamina C riduce la fragilità capillare ed è necessaria alla produzione di collagene, la proteina che mantiene elastica la pelle.

I semi di zucca sono diuretici e contrastano la cellulite

Nei semi oleosi della zucca si trovano nutrienti importanti come gli acidi grassi essenziali, le cucurbitine, i fitosteroli, minerali e oligoelementi tra cui cloro, ferro, fluoro, iodio, potassio, calcio, rame magnesio, manganese, sodio, fosforo, zinco e vitamine (A, E e del gruppo B). Una volta essiccati, i semi si prestano a essere utilizzati come snack, aggiunti al muesli o alle insalate. Non dimenticare per tutto il mese, ogni giorno, di gustare a colazione un vasetto di yogurt bianco con un cucchiaio di semi di zucca e un cucchiaio di miele: è un potente rassodante.

Usa la scorza per il gommage

Se hai acquistato una zucca con la scorza bitorzoluta, non gettarla dopo aver asportato la polpa! Tagliane un pezzetto, lavala bene e usala per fare un gommage sulle zone del corpo più gonfie e asfittiche: ravviva la circolazione linfatica.

 


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10/03/2011 scritto da BATENZO