Crea sito

Benessere

INDEX BAT-ENZO
2012
ASTRONOMIA
BENESSERE
CASA
MISTERIO

PROFEZIE
PRONTOSOCCORSO
SALUTE
SAPERE
SURVIVAL
VULCANOLOGIA
UFO


ARTICOLI OMEOPATIA


Cosa mangiare dopo le 22,00

MEDICINA NATURALE
Agopuntura
I semi contro insonnia e depressione
L’albero del Neem,
un rimedio naturale con notevoli indicazioni
Rimedi naturali per le emorroidi


•  OLI ESSENZIALI E
 AROMATERAPIA

 •  ANTIAGE
•  INTEGRATORI
•  ALIMENTAZIONE
 •  DIMAGRIRE
  •  RICETTE
 •  DIETA E SALUTE
•  INTOLLERANZE
•  ERBE E PIANTE MEDICINALI

ERBE E FITOTERAPIA
 BELLEZZA


NUTRIZIONE BAMBINI

ALIMENTAZIONE BAMBINI

SOS SALUTE

ALIMENTAZIONE E SALUTE





 

ERBE E FITOTERAPIA

Vinci il mal di pancia con Ficus carica
14 FEB 11 -
Ficus carica contiene molte vitamine e minerali che aiutano a combattere l’iperacidità, i bruciori di stomaco e gastrite



Il Ficus carica elimina infiammazioni e acidità

Ficus carica, nome botanico che definisce la comune pianta di fico, è un alleato fondamentale per la salute del nostro stomaco. Dal punto di vista chimico l'attività calmante e disinfiammante del Ficus carica è da attribuirsi agli enzimi digestivi presenti nelle gemme, con cui si prepara il macerato glicemico impiegato in fitoterapia. Ficus carica contiene anche composti di mucillagini, vitamine A, B, B2, PP, C e minerali come ferro, calcio, cromo e magnesio, elementi preziosi per tonificare le attività digestive e metaboliche.

Ficus carica funziona anche contro i disturbi gastrici di origine emotiva

Il Ficus carica agisce nella parte alta dell'apparato digerente e in particolare nello stomaco, di cui regola la motilità e la secrezione, anche nei disturbi che hanno origine da stress e fattori emotivi. Nel caso di reflusso gastroesofageo Ficus carica normalizza le contrazioni dello stomaco, migliora la tenuta del cardias (la valvola che mette in collegamento l'esofago e lo stomaco e si trova sotto il diaframma), attenua l'iperacidità e allevia i bruciori.

Il macerato glicemico del Ficus carica è utile anche nelle manifestazioni psicosomatiche che si riflettono a livello gastrointestinale, soprattutto se sono correlate ad acidità di stomaco, gastriti, ulcere duodenali, disfagie; inoltre favorisce la cicatrizzazione dell'ulcera e contribuisce a regolarizzare la secrezione del succo gastrico.

Come assumere Ficus carica

Assumere 40 gocce di macerato glicemico di Ficus carica (I DH) 3 volte al giorno mezz'ora prima dei pasti in poca acqua. La cura dovrà proseguire per un mese e può essere ripetuta a scopo preventivo al cambio di stagione.

Oltre al macerato glicemico di Ficus carica, chi soffre di disturbi gastrici può anche sfruttare le virtù antinfiammatorie dei fichi secchi. Se lo stomaco è dolente, fai sobbollire un fico secco per 10 minuti in una tazza d'acqua e devila tiepida.

Associa Ficus carica al Ribes nigrum contro i virus gastrointestinali

Il Ficus carica viene spesso associato ad altri gemmoterapici che ne esaltano l'azione terapeutica al livello dello stomaco. Un abbinamento classico è quello con il gemmoderivato di Ribes nigrum. Quest'ultimo è uno stimolante surrenalico e antinfiammatorio naturale che svolge un'azione protettiva specifica sulle mucose dello stomaco. È utile come coadiuvante nelle gastriti, coliti e disfagie e soprattutto per curare i disturbi virali gastrointestinali, che spesso hanno complicanze respiratorie. Se prendi sia Ficus carica che Ribes nigrum, bevi 20 gocce di ogni gemmoderivato per 2 volte al giorno.


Rigenera il fegato con il cardo mariano

Il cardo mariano libera da scorie e tossine il nostro organo quando è affaticato e rinnova i tessuti logorati dagli eccessi delle feste

Una pianta medica usata dal medioevo

Questa bella pianta delle Composite deve il suo nome a una tenera leggenda: le macchie bianche che costellano le foglie inferiori, disposte a stella, sarebbero state formate dalle gocce di latte cadute dal seno della Madonna mentre allattava il piccolo Gesù. Il cardo mariano cresce ovunque nel bacino mediterraneo svettando i fiori piumosi color ametista sul lungo gambo fibroso. Usato fin dall'Alto Medioevo, il cardo mariano entra in tutti gli erbari come rimedio per le fitte al cuore e all'addome, contro le emorragie e i crampi infantili.

Il suo regno è però quello dei disturbi epatici, grazie a un componente attivo, la silimarina, che stimola il rinnovamento dei tessuti del fegato e si dimostra efficacissima negli avvelenamenti acuti causati dai funghi velenosi. Il suo effetto rigenerante sul fegato rende il cardo mariano prezioso in questo mese oscuro, così faticoso per l'organismo.

A chi serve il cardo mariano

- A chi soffre di cirrosi o epatite

- Durante o dopo l'assunzione prolungata di farmaci di sintesi

- A chi consuma molto alcool

- Ai fumatori irriducibili



Come si usa il cardo mariano

Prendi 20 gocce di tintura madre di cardo cariano tre volte al giorno, mezz'ora prima dei pasti. Nei disturbi cronici del fegato, meglio evitare la tintura alcolica e sostituirla con le capsule di estratto secco. Oppure con una tazza di decotto, da prendere dopo i pasti: far bollire 10 g di cardo mariano (pianta intera) in 200 g d'acqua per 10 minuti. Filtrare e bere subito.

Il cardo mariano è benefico anche per il pancreas

Tra le varie specie di cardi ce n'è una che entra in cucina, la Cynara Cardunculus. Popolarissimo in Piemonte, dove è protagonista della bagna caoda, questo gustoso ortaggio dai fusti carnosi, di sapore simile al carciofo, ma più delicato, condivide con i suoi parenti selvatici i benefici effetti su fegato e pancreas. Chi non soffre di particolari disturbi ma vuole dare una sferzata d'energia ai suoi organi può inserirlo nella dieta, al posto del cardo mariano. Lo si cucina in vari modi: brasato, stufato, impanato a mo' di cotoletta vegetale o nella classica versione piemontese, risulta sempre delizioso.



Con la malva alt ai bruciori
16 DEC 10 - Le irritazioni della gola, dello stomaco, degli occhi e della pelle tipiche dell’inizio dell’inverno si risolvono molto velocemente grazie all’infuso di malva

Fiori e foglie della malva, eccellenti emollienti e lenitivi

Il nome latino della malva, pianta perenne della famiglia delle Malvaceae è Malva silvestris: in Italia se ne contano varie specie, alcune diffuse in pianura e altre in zone collinari e submontane. Si tratta di una pianta perenne che si presenta come cespuglio i cui rami possono essere eretti o prostrati. La malva è una pianta spontanea, che nasce ai bordi delle strade e nei luoghi incolti ma viene anche coltivata come pianta aromatica, da sempre apprezzata dalla farmacopea popolare per le sue virtù antinfiammatorie.

La malva è ricca di principi calmanti

La malva è ricca di mucillagini, ramnosio, galattosio, ossalato di calcio, potassio, vitamine A, B1, C ed E, flavonoidi, antociani, tannini, acido glucuronico e acido galacturonico, tutte sostanze dalla spiccata azione lenitiva; i fiori di malva, in particolare, sono ricchi anche di un olio essenziale antiossidante. Questa pianta così umile ha dunque una spiccata attività antinfiammatoria ed emolliente che si esplica su tutte le mucose con le quali entra in contatto. Per questo la malva viene utilizzata con successo contro i bruciori della gola e del cavo orale, dell'esofago, dello stomaco e dell'intestino. Inoltre sembra che la malva agisca anche a livello delle terminazioni nervose, attenuando la sensibilità e quindi il dolore che si manifesta spesso in seguito all'infiammazione.

In infuso la malva è un elisir per faringe e cavo orale

Contro il mal di gola si può preparare un infuso versando 100 g di malva essiccata, fiori e foglie, in 2 litri di acqua bollente e lasciando in infusione per 15 minuti. Si filtra e se ne bevono 2 tazze al giorno, lontano dai pasti. Se si vogliono fare gargarismi si deve preparare un decotto al 5%, cioè 5 g di malva ogni 100 grammi di acqua fredda da portare a ebollizione per pochi minuti. Il decotto di malva deve essere preparato fresco ogni volta. È ottimo anche contro stomatiti e gengiviti.

Una tazza ogni sera, è un toccasana per il colon irritabile

La malva viene impiegata anche contro la tosse poiché i suoi fiori favoriscono l'espettorazione del catarro e disinfiammano i bronchi. L'infuso di malva viene impiegato con successo anche contro gastriti, esofagiti e sindrome del colon irritabile: le mucillagini della malva, una volta giunte nell'intestino, promuovono l'espulsione delle feci verso il retto. La presenza di tannini, astringenti, esercita anche un'azione riparatrice sui tessuti del tubo digerente.

Come si somministra l'infuso di malva

Si prepara un infuso di foglie e fiori: un cucchiaio d'erbe in una tazza d'acqua, da bere la sera prima di coricarsi.

Saperne di più: perché il mal di gola è più frequente nei mesi freddi

Il mal di gola nasce da un indebolimento della barriera laringo-faringea dovuto agli sbalzi di temperatura che alterano l'irrorazione sanguigna in quella zona e riducono le difese. Anche l'inquinamento ha il suo "peso": le polveri, sottili e non, si depositano sulla mucosa e ne danneggiano la necessaria vernice immunitaria, instaurando uno stato di infiammazione cronica che favorisce le infezioni. Da segnalare infine la tendenza a trascurare il mal di gola quando esso non dà febbre alta.

 


Disturbi circolatori? Ci vogliono i corbezzoli!
10 DEC 10 - Il corbezzolo è un forziere di sostanze che proteggono vene e arterie e attenuano reumatismi e infiammazioni, ma non solo: scopri tutte le sue virtù


Non è solo un frutto saporito...

Il corbezzolo (Arbustus unedo) è un arbusto sempreverde che può raggiungere anche i 10 metri di altezza. La pianta presenta rami contorti e foglie ovali, con margine seghettato, la pagina superiore lucente e quella inferiore opaca. La fioritura del corbezzolo si ha in autunno e i piccoli fiori sono bianchi e riuniti in grappoli. I frutti sono commestibili e vengono utilizzati per la preparazione di marmellate e del "vino di corbezzolo", prodotto principalmente in Algeria e in Corsica, o semplicemente mangiati tal quali, ma senza esagerare: possono infatti dare stitichezza per l'alto contenuto di tannini.

La fitoterapia utilizza le foglie e la radice del corbezzolo, dotate di proprietà astringenti, antinfiammatorie e antidiarroiche. Inoltre, grazie alla sinergia di vitamine e antiossidanti, riducono l'aggregazione piastrinica, sono utili nel favorire una diminuzione della pressione arteriosa e dei rischi di danni alle coronarie. Il decotto di radice viene consigliato contro l'arteriosclerosi.

Perché il corbezzolo ci serve in questo periodo

All'inizio dell'inverno, sia le case che gli uffici sono troppo riscaldati rispetto ai reali bisogni dell'organismo: una media di 2-3 gradi in più rispetto al necessario, col risultato che alcuni di noi vivono in case con 23-24°C. L'effetto sull'organismo è concreto: il corpo si abitua a una minore termogenesi (cioè produzione di calore) e quando esce all'esterno non è pronto ad affrontare lo sbalzo di temperature, con facili colpi di freddo di cui le gastroenteriti acute sono l'effetto immediato più evidente; c'è un eccesso di sudorazione che toglie liquidi e provoca alterazioni dell'equilibrio elettrolitico e vengono favoriti disturbi delle vene delle gambe (vene dolenti in superficie, capillari che si rompono) a causa della loro dilatazione dovuta all'alta temperatura dell'ambiente. I prodotti naturali derivati dal corbezzolo ci aiutano ad alleviare questi problemi quotidiani.

Ecco come utilizzare il corbezzolo

Con il decotto risolvi disturbi intestinali, flebiti e vene varicose

Un decotto di foglie di corbezzolo e rovo è utile contro diarrea, affezioni reumatiche e disturbi circolatori, come flebiti e vene varicose. Si prepara con 20 grammi di foglie di corbezzolo e 20 grammi di foglie di rovo. Si pone in acqua fredda un cucchiaio di questo composto e si porta a ebollizione per 5 minuti in 2,5-3 dl di acqua. Poi si lascia in infusione per 10 minuti e si filtra. Ne vanno consumate 2 tazze al dì.

Con la tintura madre di corbezzolo combatti le infezioni circolatorie e urogenitali

La tintura madre di corbezzolo, che si prepara a partire dalle foglie fresche, viene invece utilizzata nel trattamento della prostatite acuta, poiché i tannini hanno mostrato anche attività antibatterica e antisettica. Se ne bevono 30-40 gocce al giorno con molta acqua, fino al miglioramento dei sintomi. La tintura madre di corbezzolo è inoltre un ottimo rimedio per purificare l'intestino, riattivare la circolazione fiaccata dal freddo e attenuare i dolori reumatici.

L'infuso di foglie previene le infezioni e fluidifica il sangue

Anche l'infuso di foglie di corbezzolo viene impiegato per alleviare i disturbi d'origine infettiva. Come si prepara: si versano 3 dl di acqua bollente su 10 grammi di foglie di corbezzolo (si trovano nei boschi ma anche in erboristeria), si prolunga il bollore per 2-3 minuti e poi si lascia in infusione per almeno 15 minuti.

Dosaggi: se ne beve una tazza al mattino a digiuno per almeno un mese.
 



 


Con uncaria e arsenicum proteggi stomaco e intestino
Un intestino pigro e uno stomaco irritato non riescono a smaltire le scorie che rallentano il lavoro degli anticorpi: li aiuta uncaria e arsenicum album

 

Tendini e muscoli doloranti? L’ippocastano li disinfiamma
Come olio da massaggio o sotto forma di tintura madre, gli estratti dell’albero di ippocastano sono un toccasana per gonfiore, bruciore e rigidità: come e quando utilizzarli.
 

I rimedi più utili contro i chili di troppo
La medicina naturale offre molti validi rimedi per aiutarci a dimagrire senza farmaci: scopriamo come possono aiutarci fitoterapia e oligoterapia e non solo..

Previeni l’influenza con echinacea, aloe e uncaria
Non c’è nulla di meglio della prevenzione per tenere lontano i malanni dell’inverno: con i vaccini verdi potenzi il sistema immunitario e fai scorta di anticorpi, scudo contro l’influenza
 

Viaggia in sicurezza con l’astragalo
L’astragalo è un’erba di origine cinese che potenzia le difese immunitarie rendendoci più robusti contro ogni imprevisto: stress, parassiti, infezioni intestinali; soprattutto aiuta a far fronte a cambiamenti di clima, di orario e latitudine

Le erbe giuste contro il mal di testa
Contro il mal di testa la fitoterapia propone rimedi naturali molto efficaci, ma bisogna saper scegliere quello adatto al il "nostro" mal di testa
 

Le erbe che rigenerano le difese immunitarie
Rimedi per potenziare le difese, superare l’inverno senza malanni e ritardare anche le rughe!


torna ad home page


L'AUTORE NON HA ALCUNA RESPONSABILITÀ PER QUANTO RIGUARDA GLI ARTICOLI SCRITTI CHE SONO PRESI
SITI DA I QUALI  DECLINO OGNI RESPONSABILITÀ PER GLI EVENTUALI ERRORI ED INESATTEZZE RIPORTATI  E PER GLI EVENTUALI DANNI DA ESSI DERIVANTI


15/02/2011 scritto da BATENZO