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     dIVINAZIONE



BRONTOSCOPIA

Questa divinazione riguarda l'osservazione del tuono (dalla parola greca) e del fulmine. In Grecia il fulmine era considerato, a seconda dei casi, una minaccia, una conferma, o una proibizione. Le processioni sacre si mettevano in marcia solo dopo aver ricevuto da Zeus il segnale attraverso il tuono.
L'arte folgorale pass˛ dagli Etruschi ai Romani, che la praticavano attraverso gli Auguri, ma era giÓ nota in Oriente.
Gli Etruschi dividevano il cielo in quattro regioni, ognuna delle quali era, a sua volta, divisa in quattro parti, riuscendo, cosý, a localizzare con grande esattezza la provenienza dei tuoni e dei fulmini. Per l'interpretazione tenevano conto anche del giorno, dell'anno e del luogo e si riferivano ad un calendario particolare. Essi distinguevano il "fulmine di terra" che si elevava dal suolo verso l'alto, dal fulmine celeste, e il fulmine diurno da quello notturno.
Secondo i Romani, che dividevano il cielo in quattro parti, il fulmine di terra era da attribuire a Saturno; quelli celesti, che cadevano di giorno, erano da attribuire a Giove. Il fulmine notturno, invece, era da attribuire a SUMRAddNO, una divinitÓ di origine etrusca.


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