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     dIVINAZIONE



CLEROMANZIA

La cleromanzia (dal greco kleros- 'sorte' e -manteia 'indovinare') o sortilegio (dal latino sortem 'sorte' e lego 'lèggere') è una qualunque forma di divinazione il cui risultato sia determinato da mezzi che normalmente sarebbero considerati casuali, come per esempio l'estrazione a sorte di oggetti, simboli o frasi oppure il lancio di dadi, ossi o altri oggetti, ma che si presuppone possano rivelare la volontà divina o di altre entità soprannaturali.

Chi pratica una di queste arti divinatorie si chiama generalmente cleromante o sortilego.

Le tecniche cleromantiche più elementari sono l'estrazione a sorte e la gittata di dadi (od oggetti simili). L'una e l'altra sono fondate su una lettura di segni estratti o gettati a caso. Da queste tecniche elementari si sono avute nelle varie culture gli sviluppi più impensati: per esempio la divinazione a mezzo delle frecce, probabilmente una tecnica cleromantica fondamentale. La si fa sia per estrazione sia per gittata (donde la presumibile originarietà): si estrae dalla faretra una freccia a caso e si determina il responso dalle sue caratteristiche; oppure si lancia in aria una freccia e si determina il responso dal modo e dal punto in cui questa ricade a terra. Dalla freccia-arma si sviluppa una freccia-simbolo (usata soltanto a scopi divinatori), praticamente la sola asta, una bacchetta. Dalla divinazione a mezzo della bacchetta (rabdomanzia) si è forse passati all'idea di una “bacchetta magica” capace non più soltanto di rivelare una realtà obiettiva, ma addirittura di produrre soggettivamente la realtà.

L'idea della “produzione” del futuro non è da intendersi meccanicamente (la meccanicità è tutta nella “bacchetta magica”): la consultazione delle sorti fornisce più propriamente lo schema di una situazione futura e poi sarà il consultore che produrrà il proprio futuro adeguandosi allo schema. Ecco la sequenza logica della cleromanzia: il futuro si è fatto informe e pertanto il consultore si trova nell'impossibilità di scegliere un formale modello di comportamento (è la crisi che spinge alla consultazione); la consultazione fornisce una forma al futuro (è propriamente una “figura”, un “disegno”: ciò che è stato segnato in precedenza sull'oggetto estratto o lo “schema” di relazioni tra gli oggetti gettati a caso); orientato da questa forma il consultore fa le sue scelte di comportamento adottando un modello compatibile sia con la forma sia con i suoi desideri (soluzione della crisi). Si capisce come tutto ciò si risolva in una disciplina di comportamento che assicura un sistema di relazioni formali tra i membri di una comunità che dipendono da una medesima tecnica e da un medesimo codice di divinazione. È un modo di oggettivare il soggettivo, riducendo questo a semplice conseguenza di una realtà sociale che trova in se stessa la sua validità.

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