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TORINO UNA CITTA' MAGICA


          



Torino: città "magica". Sospesa tra mito a realtà, si può storicamente considerare il centro del mondo dell'occulto.
In molte delle sue piazze si racconta siano successi fatti a carattere esoterico e sono in tanti a poter raccontare  di fenomeni inspiegabili e di eventi soprannaturali accaduti  nei diversi angoli della città.
Ma per saperne di più bisogna tornare indietro nel tempo,  al momento della sua fondazione.
Secondo alcune teorie, a dare inizio alla storia di Torino  non sarebbero stati i Romani, ma addirittura Fetonte, cioè l'ignoto faraone Pheton, figlio della dea Iside, che avrebbe eretto il suo tempio per il dio Api, il dio-Toro, proprio all'incrocio tra due fiumi, cioè la Dora e il Po.
Fiumi, questi, che hanno realmente un ruolo centrale nella vita e nei trascorsi della città e che, secondo gli esoteristi,
pare ne influenzino le sorti.
Torino è considerata la città misteriosa per eccellenza. Punto di incrocio di linee energetiche negative e positive, secondo una leggenda, sarebbe stata fondata nel 1500 a.C. addirittura dagli Egizi. I rapporti della città con l'Egitto sono molto intensi, non per niente Torino ospita il museo egizio più importante d'Europa, secondo soltanto a quello del Cairo. Torino, nell'antichità, ospitò tra l'altro, importanti personaggi, come Nostradamus, Cagliostro, Saint-Germain, Fulcanelli e Paracelso.

Fin dal '500 fu il luogo d'incontro di tutti gli alchimisti d'Europa, a causa della presunta presenza sotto il Palazzo Reale delle Grotte Alchemiche, luogo propizio naturale per gli esperimenti alchemici.
Ho detto "presunta" perché la loro realtà non è stata ancora accertata. Tempo fa, durante i lavori della metropolitana, ci furono dei problemi e i progettisti, per ragioni a noi ignote, dovettero cambiare i loro piani e far deviare la linea della metro di novanta gradi dalla loro traiettoria originale.
Non si sa perché. Probabilmente, ostacolati dalla presenza di questo luogo mistico.
Ma allora, c'è ancora qualcuno che vi lavora all'interno? Qualcuno di potente, capace di far cambiare agli ingegneri i loro progetti? Ci sarebbe da indagarci sopra.
Sarebbe questo suo inedito carattere egiziano, dunque, che ha fatto sì che in città si radunassero così tanti reperti dell'antico Egitto da dar vita al secondo Museo Egizio al mondo?
Per definire Torino magica bisogna prima dire che il luogo dove sorge una città e il suo orientamento non sono mai scelti per caso, ma il fattore magico-religioso costituisce una parte importante per la nascita dell’insediamento. Torino ha una pianta romana, con il tracciato che apriva le quattro porte d’accesso sui quattro punti cardinali, mentre la via principale seguiva la linea ascendente del sole.
La tradizione esoterica vuole Torino come uno dei tre vertici del triangolo della magia bianca, insieme con Praga e Lione, ma anche come punta di un altro triangolo, quello della magia nera, che tocca Londra e San Francisco. Non dimentichiamo che Torino è costruita sul 45° parallelo, segnalato dall’obelisco con in cima l’astrolabio situato in piazza Statuto (uno uguale si trova ad undici chilometri di distanza alla fine di corso Francia). Torino sorge anche alla confluenza di due fiumi, il Po e la Dora, che formano un anello d’acque attorno alla città. Il Po rappresenta il Sole,e quindi la parte maschile, la Dora è la Luna, quella femminile.

I luoghi del mistero

        
    Piazza Statuto:  
La piazza è occupata dalla monumentale fontana del Frejus. Realizzata per celebrare l'inaugurazione del traforo che collega l'Italia alla Francia. L'opera, realizzata su un'idea del conte Marcello Panissera, senatore del Regno d'Italia e allora presidente dell'Accademia Albertina, fu pensata per celebrare l'inaugurazione dell'omonimo traforo nel 1871. L'opera è composta da una rozza piramide di massi, materiale di scarto del cantiere, sovrastata da un Genio alato - un angelo - sotto il quale trovano posto le figure dei Titani abbattuti. Al simbolismo iniziale, la rappresentazione del successo della ragione il (Genio Alato) sulla forza bruta (i Titani), si è sovrapposta l'interpretazione popolare che vuole il monumento celebrativo della sofferenza degli opera nel realizzare il traforo, ma c'è un'ulteriore spiegazione secondo gli occultisti.

L'angelo infatti indossa sul capo un pentacolo con le due punte rivolte verso l'alto. Il pentacolo nella tradizione iconografica, è il simbolo della conoscenza, e latore o custode della conoscenza, del lume della ragione, nella tradizione ebraico-cristiana è Lucifero, l'angelo caduto.
Facendo riferimento alla simbologia massonica, il conte Panissera era un affiliato, gli elementi sembrano combaciare tra loro. Quel che ne salta fuori è un'allegoria e un avvertimento. L'allegoria è quella dell'uomo e della sua eterna ed instinguibile sete di conoscenza, l'avvertimento riguarda il limite invalicabile tra la conoscenza divina e gli uomini anche più illuminati, destinati a cadere nel baratro nel tentativo di elevarsi, come capitò secondo la tradizione a Lucifero nel tentativo di eguagliare Dio. Secondo la tradizione inoltre il gesto della mano dell'angelo indicherebbe concretamente l'abisso: la porta da cui si potrebbe accedere agli inferi.
Proprio da piazza Statuto, a due passi dalla stazione di Porta Susa, parte il nostro viaggio nei misteri magici di Torino. Questa zona rappresenta il "cuore nero" della città per due motivi: perché si trova ad occidente e quindi, secondo i romani, in posizione infausta per il tramonto del sole, confine tra il Bene e il Male; e perché qui vi era la "vallis occisorum" (da cui prese il nome l’attuale quartiere Valdocco), luogo di uccisione e di sepoltura.
La necropoli potrebbe essere vastissima ed estendersi sotto corso Francia, corso Principe Eugenio, via Cibrario e via San Donato, che si diramano a raggiera dalla piazza. Il patibolo rimase per secoli in piazza Statuto, poi i francesi lo spostarono dove ora c’è l’incrocio tra corso Regina Margherita e via Cigna, soprannominato " ‘ll rondò della forca".


 
Il Rondò della Forca

Coincidenza vuole che dall’aiuola centrale di piazza Statuto si acceda alla sala di comando dell’intero sistema di fogna nera della città; e leggenda vuole che proprio lì si trovi la cosiddetta Porta dell’Inferno Luogo magico per eccellenza, centro "nero" della città, ha una fama piuttosto sinistra. Pare sia sorta sopra una necropoli romana, una città dei morti del passato e, come se non bastasse, è stata per centinaia d'anni il luogo dove avvenivano le esecuzioni capitali. D'altra parte Torino ha diversi centri "bianchi", fortemente positivi. Da piazza Statuto si percorre via Garibaldi fino all’incrocio con via degli Stampatori e dopo un isolato si raggiunge via Barbaroux, dove sotto la chiesa della Misericordia si racconta ci siano molte salme di giustiziati;


 Chiesa della Misericordia                   Chiesa dei SS. Martiri

Ci imbattiamo, quindi, nella Chiesa della Misericordia, che conserva al suo interno strumenti
di esecuzione capitale. Troviamo a circa metà percorso l’antica farmacia "Tullio Bosco", la cui facciata adorna di simbologia richiama alla mente le famose "dimore alchemiche" descritte da Fulcanelli. Uno sguardo, infine, alla
Chiesa dei SS. Martiri, dedicata a Solutore, Avventore ed Ottavio: sulla facciata chiara sono incastonate in quattro nicchie altrettante statue femminili, delle quali solo la prima, che raffigura Maria Maddalena, sembra legata al contesto religioso, mentre le altre tre raffigurano delle dee pagane, testimoni di quel culto che la Chiesa stessa,nei primi secoli della sua affermazione, faticò a reprimere o a rimpiazzare. Da lì si arriva al vicolo Santa Maria, un altro luogo legato alla sacralità.

Nella chiesa di Santa Maria di Piazza c’è un quadro della Madonna dipinto molto probabilmente da San Luca, dato che la tecnica pittorica è in stile di quella pompeiana, e se così fosse sarebbe l’unico ritratto della Vergine. In un palazzo vicino, di cui non si conosce l’esatta ubicazione per motivi di segretezza, si dice sia addirittura custodito il Velo della Madonna, un semplice panno nero come era di uso allora. La parte opposta di via Stampatori è via Sant’Agostino; percorrendola si raggiunge via Bonelli, una strada stretta e quasi mai assolata dove abitava il boia di Torino che, sempre vestito di nero, girava per tutta la regione portando una borsa con i suoi "ferri del mestiere". Dopo le ristrutturazioni è impossibile riconoscere l’edificio esatto, ma basta chiudere gli occhi per vivere una strana sensazione di inquietudine.
 Da via Bonelli si prende via Bellezia, che dopo via Garibaldi diventa via Botero, alla fine della quale si entra in una delle piazze di Torino, piazza Solferino. Al margine dell’aiuola alberata si trova la
Fontana Angelica, luogo magico e misterioso ricco di significati allegorici, che rappresenterebbe la Porta verso l’Infinito.


Piazza Solferino: la Fontana Angelica

Imboccando via San Tommaso si arriva poi alla piccola piazzetta del Corpus Domini, sede dell’omonima chiesa, dove è ancora conservato il calice protagonista del miracolo più famoso avvenuto a Torino. La tradizione narra di un ladro che aveva rubato l’ostensorio nella chiesa di Exilles; il calice uscì dal sacco dove era stato nascosto e si librò in aria fino a che il vescovo non lo pregò di scendere. Una lapide all’interno della chiesa ricorda l’avvenimento. Dalla piccola piazza a piazza Castello la distanza è minima. Qui ci troviamo proprio al centro di Torino, il suo "cuore bianco", che gli studiosi dell’argomento localizzano tra la piazzetta Reale e i giardini, in particolare attorno alla fontana dei Tritoni.
Il luogo è considerato tale anche perché non bisogna dimenticare che vicino sono custodite preziose reliquie, prima fra tutte per importanza la Santa Sindone, racchiusa nel Duomo. Un esoterista ha spiegato che essa "racchiude in sé i quattro elementi che compongono l’Universo: Terra, Fuoco, Aria e Acqua. E’ nata dalla Terra come un fiore di lino, è stata tessuta dall’uomo,
ha viaggiato attraverso l’Acqua, attraverso l’Aria, ossia il tempo, mentre il Fuoco è Cristo medesimo, è la luce, la conoscenza... Nessun incendio potrà mai distruggerla, perché il fuoco è già in essa. Tante volte il fuoco l’ha sfiorata, ma la Sindone ha sempre vinto". La tradizione vuole che chi possiede una reliquia del Cristo le possegga tutte, così nei sotterranei della Basilica di Maria Ausiliatrice si trova una croce fatta con il legno di quella su cui Gesù fu crocifisso, e la leggenda vuole che in un punto della collina torinese sia sepolto il Sacro Graal.

Per restare nella zona di piazza Castello, gli esperti individuano altri due motivi che accrescono la magia di Torino:
la presenza del Museo Egizio e delle Grotte Alchemiche sotto Palazzo Madama, dove i Savoia avrebbero protetto chi fabbricava l’oro, meta in passato di maghi e di alchimisti molto famosi.
Nella piazza è segnato anche il punto magico assoluto della città:
 la cancellata di Palazzo Reale, nello spazio compreso tra le due statue equestri dei Dioscuri, Castore e Polluce, che alcuni vedono come la divisione tra la Torino sacra e la Torino diabolica. Da piazza Castello ci si incammina lungo via Po fino a piazza Vittorio. Oltrepassato il ponte Vittorio Emanuele I sul fiume Po si giunge alla chiesa della Gran Madre di Dio, sotto la quale la tradizione esoterica vuole ci sia sepolto il Sacro Graal. I due gruppi di statue di fronte all’entrata nascondono un significato riservato a pochi, che tante volte e in tanti modi si è cercato di interpretare e che alcuni collegano alle profezie di Nostradamus. Questo personaggio visse per qualche tempo a Torino, in un luogo che si sposta molto dal nostro itinerario e per trovare il quale dobbiamo tornare in piazza Statuto. Da qui si percorre tutta via Cibrario fino a corso Svizzera; piegando leggermente sulla sinistra si imbocca via Michele Lessona, al cui inizio si trovava la "Domus Morozzo", residenza di Nostradamus per tutto il tempo che si fermò a Torino, abbattuta qualche anno fa e di cui non è rimasto nulla; sull’area sorge ora un giardino pubblico.


 La Fontana del Tritone, che si trova nei Giardini Reali a piazza Castello, è uno di questi, seguita naturalmente dal Duomo dove è custodita la Sacra Sindone. Altro luogo a forti valenze positive è la chiesa della Gran Madre, così benevola nei confronti della città che tra le statue che si trovano davanti al suo ingresso si dice ci sia la chiave per trovare il Graal. Che, naturalmente, si troverebbe proprio a Torino e che, con la Sacra Sindone, darebbe vita ad un asse positivo capace di proteggere la città.  Ma non è solo sotto le stelle che si agita il mondo esoterico.
Il centro cittadino, infatti, vanta una serie di gallerie sotterranee, sia naturali che artificiali. La loro vita è stata intensa fin dall'antichità ed hanno ospitato riti magici, procedimenti segreti ed altro ancora, tanto da meritarsi il nome di "grotte alchemiche".

Torino sotto e sopra
Per conoscere veramente la Torino esoterica è necessario studiarne i livelli diversi. Ci sarebbero, infatti, ben dodici ingressi alle tre grotte più importanti della città, ma di questi la metà sarebbe falsa, per confondere le idee ai non iniziati. Risalendo in superficie, invece, alcuni imponenti ed elevati edifici cittadini, come la Mole Antonelliana, la Gran Madre e gli obelischi, avrebbero il compito di diffondere l'energia proveniente da misteriose correnti terrestri,
come se fossero delle grandi antenne. Insomma, è come se ogni punto vitale di Torino avesse un ruolo preciso in una complicata e misteriosa strategia esoterica. Sarà per questo, o per carpirne il senso più profondo, che alchimisti come Paracelso e Fulcanelli, i leggendari Cagliostro e Nostradamus, il filosofo Friederich Nietzsche, il medico Cesare Lombroso, l'immortale Conte di Saint Germain e il grande sensitivo Gustavo Rol scelsero di vivere proprio a Torino?


Il laser per un enigma
Talvolta unire tecnologia e fantasia può essere stimolante. Un architetto austriaco,  per esempio, notando che cinque edifici sabaudi di Torino (la basilica di Superga, il castello di Rivoli
 e quello di Moncalieri, le palazzine di Stupinigi e Venaria) una volta collegati sulla carta formano una stella, ha proposto che su ognuno di essi venga acceso un raggio laser.
Dall'incrocio dei raggi nel cielo comparirebbe un'enorme stella a cinque punte, un simbolo fortemente esoterico.


 I Savoia e Nostradamus

Michel Notre-Dame, il cui nome sarà poi latinizzato in Nostradamus, nacque nel 1503 a Saint Rémy de Provence. Nel 1556 Nostradamus venne chiamato alla corte sabauda per curare la sterilità della duchessa Margherita di Valois (moglie del duca Emanuele Filiberto): grazie ad un non identificato “olio virile”, nacque l'agognato erede, Carlo Emanuele.
A Torino Nostradamus fu ospitato nella villa Domus Morozzo che, ai tempi, si trovava non lontano dall’odierna piazza Statuto, cuore nero della città: un’area caratterizzata in passato dalla presenza del patibolo, dalla casa del boia e dal luogo di sepoltura dei giustiziati.
Il soggiorno di Nostradamus è documentato da una lapide (ora scomparsa) su cui era riportato un testo in francese cinquecentesco così tradotto: "1555. Nostradamus alloggiò qui dov'è il paradiso, l'inferno e il purgatorio. Io mi chiamo la Vittoria, chi mi onora avrà la gloria, chi mi si oppone la rovina completa”.

In Via Gioberti, dove, sulla facciata di un palazzo situato al civico n° 23, spiccano due rappresentazioni del Quadrato Magico del SATOR, volute, forse, dal proprietario appassionato di simbologia o particolarmente legato all’emblema in questione. Un modo simpatico e personale di dare l’arrivederci ad una città che ancora gelosamente custodisce il suo tesoro di saggezza, di cui le testimonianze di queste pagine non sono che alcune perle…

Percorrendo la traversa denominata
Via Lascaris, non sfuggano all’attenzione i curiosi "occhi" dal taglio maligno che si aprono ai piedi del palazzo d’angolo . Antica sede di una Loggia Massonica, le feritoie sono in realtà delle prese d’aria e di luce per i locali sotterranei, dove si tenevano le segrete riunioni di Loggia.
 


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13/10/2013 scritto da BATENZO