Crea sito



   IL MOSTRO DI LOCH NESS

Lungo 39 chilometri e largo 2, ha una profondità media di 150 metri, che in alcuni punti raggiunge i 300 metri. È uno dei laghi più famosi del mondo e deve la sua fama non tanto all'ancestrale bellezza dei paesaggi che lo circondano, quanto al mistero che contiene. Siamo nelle Highlands scozzesi. Siamo a Loch Ness. I primi avvistamenti del mostro, affettuosamente chiamato Nessie, risalgono al 565 d.C., quando la Cronaca di San Colombino ci parla di un uomo assalito ed ucciso da una creatura mostruosa uscita strisciando dalle acque del lago. Passano gli anni, anzi i secoli, perché del mostro si torna a parlare, con tanto di prove fotografiche, solo all'inizio del '900.
Chi lo vede attraversare la strada con una pecora in bocca per poi tuffarsi nel lago, chi mette una taglia sulla sua testa, chi individua due grandi orme, simili a quelle di un ippopotamo, sulla riva del lago. E poi ci sono gli oltre 4000 avvistamenti, le foto e alcuni filmati amatoriali.

Realtà o leggenda?
Molte prove sono risultate false: le orme, ad esempio, sono state opera di un burlone in possesso di due zampe di ippopotamo imbalsamate. Ma il mistero non si scioglie. Molti sono gli avvistamenti assolutamente concordanti, raccontati da più persone non in contatto tra loro. Purtroppo tutte le prove fotografiche e filmate, a causa della scarsissima qualità, non permettono una analisi accurata. Le descrizioni ricavate dai testimoni oculari lo vogliono simile a un enorme rettile anfibio, con il collo lungo e la testa piccola. Una creatura che ricorda i plesiosauri del mesozoico - un periodo compreso tra i 250 milioni e i 66 milioni di anni fa - creature estinte da milioni di anni.

L'indagine scientifica
Dagli anni Sessanta, la tecnologia ha permesso l'effettuazione di numerosi rilevamenti radar e sonar. Nel 1962 viene fondato il Loch Ness Investigation Bureau, che intraprende la perlustrazione del lago con le più moderne attrezzature. Ma per la mancanza di fondi, e per non aver fotografato nulla, l'ufficio viene chiuso nel 1972. Lo stesso anno, tramite sonar e apparecchi di ripresa, si ricava una foto nella quale si vede quella che sembra essere una pinna del presunto mostro. Nel 1975 il lago viene nuovamente perlustrato. Fra le numerose fotografie ricavate, solo in una si vede quella che sembra essere una creatura con un collo lungo e due corna sulla testa.

Un mistero ancora insoluto
Ma questi sono solo alcuni esempi. In alcuni casi gli studiosi hanno rilevato la presenza di grandi animali che nuotano velocemente sul fondo del lago. Dall'analisi dei rilevamenti è stato escluso si trattasse di uno o più branchi di pesci. Quindi Nessie non sarebbe solo, anche perché, in questo caso, dovrebbe essere una creatura immortale! Insomma, Nessie pare destinato ad alimentare la nostra fantasia ancora per molto tempo.

Altre terrificanti creature
Già nella Bibbia si parla del Leviatano, metà serpente e metà drago, presente anche nella maggior parte delle filosofie orientali. In Europa i primi resoconti sono opera di navigatori scandinavi.
Olaus Magnus, nel 1555, ci parla di una creatura lunga 60 metri, con un diametro di 6. Un animale nero con una specie di criniera e occhi brillanti. Nel XVIII secolo si parla di un gigantesco serpente di mare al largo delle coste della Norvegia. Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di calamari giganti. Famoso è l'attacco di uno di questi "mostri" a una petroliera di 15milioni di chili, lunga 150 metri, che navigava al largo delle Hawaii. Il calamaro attaccò la nave per ben tre volte aggrappandosi, infine,
allo scafo. Non riuscendo però a fare presa sul metallo, finì fatto a pezzi dall'elica. I pochi esemplari catturati raggiungono una lunghezza massima di 16 metri, ma i resti ritrovati negli stomaci dei capodogli, loro predatori naturali, indicherebbero l'esistenza di creature lunghe fino a 36 metri, mentre le cicatrici rinvenute sul dorso degli stessi capodogli, porterebbero le dimensioni dei calamari giganti,
a ben 45 metri.

I plesiosauri
Rettili dal corpo tozzo, avevano quattro arti a remo, una coda corta, una testa lunga e un collo piccolo. Vivevano prevalentemente nelle acque di superficie. Pur non molto abili nell'immergersi, potevano raggiungere anche grandi profondità. In realtà, dall'aspetto risulta difficile capire come siano sopravvissuti per milioni e milioni di anni, reggendo la concorrenza di creature all'apparenza più abili nei movimenti. Ma i numerosi resti fossili trovati in diverse zone del pianeta, confermano che questi rettili hanno prosperato a lungo e ovunque, prima di estinguersi.


torna a HOME PAGE

QUESTO sito NON RAPPRESENTA UNA TESTATA GIORNALISTICA IN QUANTO VIENE AGGIORNATO
SENZA NESSUNA PERIODICITÀ, PERTANTO, NON PUÒ CONSIDERARSI UN PRODOTTO EDITORIALE AI SENSI
DELLA LEGGE N. 62 DEL 7.03.2001.
22/06/2011 scritto da BATENZO