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         PELLEROSSA AMERICANI




PELLEROSSA AMERICANI



MITI E LEGGENDE

 

IL MAGO DELLA TERRA

Mito dei pellerossa dell'Arizona


In origine non esisteva nulla: regnava l’oscurità che col tempo era diventata una massa enorme. Da qui uscì il Mago della Terra, spirito leggero che volteggiava nell’aria come un fiocco di cotone. Per fissare la sua dimora il Mago preparò un impasto con quel po’ di polvere che aveva e fece una pagnottella di terra. C’era finalmente un primo pezzo di terreno. Il Mago vi fece crescere un cespuglio; sui rami si vedevano passeggiare strani insetti neri che producevano senza sosta una gomma nera.

Una termite raccoglieva le gocce di gomma e via via dava loro la forma. Così il mondo cresceva ad era meraviglioso. Il Mago pensò di dare al mondo una copertura circolare e fece il Cielo. La Terra era ancora fragile e instabile: continuava a capovolgersi. Il Mago allora ordinò al ragno di filare una tela per legare i bordi alla terra e al Cielo. Poi creò tutto ciò che doveva esistere: le acque, le montagne,ogni genere di pianta. Gettò nel Cielo un blocco di ghiaccio e fece il Sole: con un pezzo più piccolo costruì la Luna e con i frammenti le Stelle. Infine con il suo bastone tracciò nel Cielo la via Lattea.

Ora la Terra era pronta per essere abitata e il Mago vi pose ogni specie di animali; infine con della creta plasmò gli uomini. A quel tempo gli uomini non conoscevano la morte, continuavano a vivere e a riprodursi; aumentavano continuamente e soffrivano per la mancanza di cibo e di spazio.
Il Mago della Terra decise allora di cancellare tutto ciò che aveva creato: fece precipitare il Cielo sulla Terra e schiacciò ogni forma di vita. Poi iniziò a ricreare tutte le cose: il Cielo, le Stelle, gli esseri viventi e gli uomini. Ma questa volta stabilì che gli uomini non potessero vivere per sempre. Pose un termine alla loro vita in modo che la Terra non rischiasse di sovraffollarsi.

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Mito della creazione dei Choctaw
I Choctaw che ancora vivono nello stato del Mississippi raccontano questa storia per spiegare come giunsero nella terra in cui ora vivono e come ebbe origine il Tumulo Naniah Waiya.
Due fratelli, Chata e Chicksah, condussero la popolazione originaria fuori da una terra nel lontano ovest che aveva cessato di essere prospera. La gente viaggiò a lungo, guidata da una verga magica. Ogni notte, quando la gente si fermava per accamparsi, la verga veniva piantata nella terra e al mattino la gente avrebbe camminato nella direzione da essa indicata.
Dopo aver viaggiato per lunghissimo tempo, giunsero finalmente in un luogo in cui la verga restò dritta. In questo luogo fecero riposare le ossa dei loro avi, che avevano trasportato in bisacce di pelle di bisonte dalla terra delle loro origini che si trovava a ovest. Il tumulo ebbe origine da quella grande sepoltura. Dopo la sepoltura, i fratelli scoprirono che quella terra non poteva dare sostentamento a tutta la popolazione.

Allora Chicksah prese con sé la metà della gente e partì verso nord, dove infine ebbe origine la tribù dei Chickasaw. Chatah e gli altri rimasero presso il tumulo e sono ora conosciuti col nome di Choctaw. Gli anziani della tribù affermarono quel giorno stesso che il suolo presso il tumulo e la grotta erano sacri, e che chi si fosse trovato troppo lontano da quella terra si sarebbe ammalato e sarebbe morto.


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Coyote
La mitologia del Coyote è una delle più popolari tra i Nativi Americani. Nei miti della creazione, Coyote compare nelle vesti del creatore stesso.
Secondo la tradizione Old Man Coyote personifica il creatore, “Old Man Coyote raccolse una manciata di fango e da questa fece la gente”. La sua potenza creatrice è diffusa anche con queste parole: “Old Man Coyote pronunziò i nomi del bisonte, del cervo, dell’alce, dell’antilope e dell’orso. E tutti questi cominciarono a esistere”.

In questi miti il Creatore Coyote non è mai menzionato come un animale, anzi, per di più, può incontrare la sua controparte animale, il coyote: si rivolgono l’uno all’altro con gli appellativi di “fratello maggiore” e “fratello minore”, parlando e passeggiando insieme.

Nei miti Chelan, Coyote appartiene alla popolazione animale, ma nello stesso tempo è “una potenza esattamente uguale al Creatore, il capo di tutte le creature”. Tuttavia, il suo essere “esattamente uguale al Creatore” non significa veramente che sia “il Creatore”: non di rado il Coyote-Esattamente-Uguale-al-Creatore è soggetto al Creatore, al Grande Capo che sta in Alto, il quale può punirlo, scacciarlo, togliergli i poteri e così via.

Nella tradizione del Pacifico nordoccidentale, ci si riferisce a Coyote per lo più come a un messaggero, o a una potenza minore: “Coyote è stato mandato all’accampamento del capo della tribù Cold Wind per consegnare una sfida; Coyote è andato intorno per dire della contesa a tutta la gente di entrambe le tribù”; come anche, Coyote “è stato trattato crudelmente, e la sua opera non è stata mai compiuta”.

In qualità di eroe della civiltà, Coyote compare in varie tradizioni mitiche. I suoi maggiori attributi eroici sono la capacità di trasformista, il viaggiare, le gesta valorose e la potenza. Tra le sue occupazioni, il cambiamento dei corsi dei fiumi, il sorgere delle montagne, la creazione di nuovi paesaggi e procurare alle popolazioni oggetti sacri.

Secondo la tradizione Wasco, Coyote fu l’eroe che combatté e uccise Tunderbird, l’Uccello di Tuono assassino di persone, senza tuttavia poter far ciò per mezzo della sua potenza personale, ma con l’aiuto dello Spirito Capo: Coyote cercò di fare del suo meglio, lottò duramente, e aveva dovuto digiunare dieci giorni prima del combattimento, secondo il consiglio dello Spirito Capo. In molti miti Wasco, Coyote gareggia con la Cornacchia .

Ha anche la capacità del trasformista: in certi racconti è un giovane aitante, in altri un animale, in altri ancora si presenta come una semplice potenza.


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01/06/2011 scritto da BATENZO