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L’APPARATO RESPIRATORIO

FISIOLOGIA DELL’APPARATO RESPIRATORIO

Il respiro tranquillo, a riposo, comporta un movimento attivo, l’inspirazione, durante
il quale il diaframma si abbassa e i muscoli intercostali esterni, contraendosi, provocano
l’espansione della cavità toracica .

Fase della respirazione

Il ritmo del respiro viene regolato da centri nervosi posti nel tronco dell’encefalo che,
sensibili alla quantità di anidride carbonica contenuta nel sangue arterioso, regolano
e assicurano la successione dei movimenti inspiratori (attivi), e espiratori (passivi).
L’inspirazione è un processo attivo perché l’aria che penetra attraverso naso, bocca,
glottide, trachea, deve, per poter giungere nei bronchi, bronchioli, e alveoli, vincere
la resistenza rappresentata dall’elasticità del polmone, che tende a retrarsi, e la resistenza
al passaggio nelle vie aeree.
Al termine dell’inspirazione, i muscoli intercostali esterni ed il diaframma (muscolo
a cupola che separa la cavità toracica da quella addominale) si rilasciano e, per retrazione
elastica della parete toracica e dei polmoni, si ha l’espirazione passiva.
Durante la respirazione tranquilla l’adulto respira 6-7 litri di aria al minuto; la frequenza
del respiro è di 14-16 atti respiratori al minuto e la quantità di aria inspirata
o espirata in ogni atto respiratorio è di circa 500 ml.
I bambini hanno una frequenza respiratoria maggiore con 20-30 atti respiratori al
minuto. In condizioni di stress, esercizio fisico, o particolari eventi patologici la frequenza
respiratoria aumenta.
Il fine della respirazione è quello di assumere ossigeno dall’esterno, uno dei principali
nutrimenti per le cellule, ed eliminare l’anidride carbonica, prodotto di rifiuto dei
processi metabolici cellulari.
Lo scambio gassoso tra ossigeno ed anidride carbonica avviene nell’alveolo polmonare:
il sangue che giunge ai polmoni, ramificandosi fino ai capillari della membrana
alveolo capillare, è ricco di anidride carbonica (CO2) e povero di ossigeno (O2), mentre
l’aria che inspiriamo al contrario è ricca di O2 e povera di CO2. Il sangue perciò
rilascerà CO2 e assorbirà O2 per avviarlo a tutto l’organismo.
È da tenere presente che l’aria è formata da una miscela costituita all’80% da azoto
e al 20% da ossigeno; una parte di questo ossigeno viene utilizzato durante la respirazione,
il rimanente 16% viene rilasciato con l’aria che espiriamo e può pertanto
rivelarsi utile, come vedremo più avanti, nel rianimare una persona.

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02/02/2011 scritto da BATENZO