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LA RIANIMAZIONE
 

DEFINIZIONE E TECNICHE

Per la nostra sopravvivenza è fondamentale che i tessuti e le cellule del nostro organismo
siano costantemente forniti di ossigeno e sostanze nutritive attraverso il circolo
sanguigno.
Nelle cellule avviene poi la trasformazione in energia, necessaria ai processi vitali.
Il cervello, che controlla tutte le funzioni del corpo, deve ricevere un costante apporto
di sangue: dopo tre o quattro minuti di mancato apporto di ossigeno tramite la circolazione,
la funzionalità cerebrale cede, si perde conoscenza, cessano la respirazione,
il cuore si arresta, e si può giungere a morte.
L’arresto cardiopolmonare è la cessazione immediata della circolazione e della respirazione
spontanee. Essa può verificarsi per annegamento, asfissia, reazioni allergiche a farmaci
o ad anestesia, blocco cardiaco completo, eccessiva stimolazione del nervo vago, ecc.
Per mantenere costante l’apporto di ossigeno al cervello devono verificarsi tre condizioni:
- siano libere le vie respiratorie, per permettere il passaggio di aria
- sia presente la respirazione, così che l’ossigeno possa entrare in circolo
- sia valida ed efficace la circolazione a portare l’ossigeno a tutti i tessuti primo fra
tutti il cervello.
Le tecniche di rianimazione permettono al soccorritore di sostenere le funzioni vitali,
fino all’arrivo del soccorso specializzato (118).
Le tecniche consistono nella Respirazione Artificiale e nel Massaggio Cardiaco.
È possibile secondo le condizioni del soggetto praticarle insieme; è possibile inoltre
che sia un solo soccorritore a praticarle, o con l’aiuto di un’altra persona.
Prioritario ad ogni intervento rianimatorio è l’esame della vittima.

ESAME DEL SOGGETTO

L’esame dovrà essenzialmente riguardare:
1) lo stato di coscienza,
2) la presenza della respirazione,
3) la presenza di attività cardiaca.

Lo stato di coscienza si valuta invitando il paziente a rispondere a semplici
domande: chiedere il nome, cosa è successo, ecc. Se non risponde a nessuno stimolo
si dice che è incosciente.
La presenza della respirazione si valuta avvicinando il viso alla bocca del soggetto,
cercando di ascoltare se c’è qualche rumore respiratorio; si osserverà poi se ci
sono movimenti toracici, oppure potrà essere utile avvicinare uno specchietto
alla bocca se il soggetto respira, questo si appannerà.
Ricordate sempre di verificare la pervietà delle vie aeree, infatti il respiro potrebbe
mancare non per un arresto dello stesso ma per un impedimento meccanico
causato da un corpo estraneo; in questo caso ogni tentativo di praticare una respirazione
artificiale verrebbe vanificato.
La presenza di attività cardiaca si valuta verificando la presenza della pulsatilità
dei polsi arteriosi; infatti se il cuore batte sarà possibile percepire il suo battito in
corrispondenza di alcune regioni anatomiche.
I più usati sono quello radiale e ancor di più quello carotideo .
Il polso radiale è apprezzabile facendo scorrere l’indice e il medio dell’esaminatore,
lungo il pollice, (faccia palmare della mano), fino a giungere poco sotto l’unione tra
la stessa e il polso.
Per apprezzare invece il polso carotideo bisogna iperestendere la testa del soggetto,
cercare il pomo d’Adamo e far scorrere le due dita lateralmente fino ad incontrare il
solco presente tra il pomo ed il muscolo del collo e premere lievemente fino ad
apprezzare la pulsatilità.


I polsi più importanti
per la rilevazione
sono:
• il carotideo;
• il brachiale;
• il radiale

COSA FARE DOPO AVER ESAMINATO IL SOGGETTO

Se il soggetto è incosciente ma è presente respiro e polso.
Porlo in posizione laterale di sicurezza.
Chiamare il 118.
Se il soggetto è incosciente, non respira, ma ha il polso.
Iniziare la respirazione artificiale (RA).
Chiamare, o meglio, far chiamare il soccorso con il 118 dopo aver praticato almeno
16 insufflazioni.
Continuare la RA.
Se il soggetto è incosciente non respira, non ha polso.
Chiamare prima il soccorso 118.
Iniziare la respirazione artificiale (RA) insieme al massaggio cardiaco (MC).

POSIZIONE LATERALE DI SICUREZZA

Un soggetto incosciente dovrebbe sempre essere posto in posizione laterale di sicurezza
prima di essere lasciato solo per chiamare aiuto. La necessità di utilizzare tale
posizione ha diverse motivazioni:
a) evita che la lingua ricada all’indietro e chiuda la via aerea,
b) permette ai liquidi organici (vomito, sangue), se presenti, di fuoriuscire dalla
bocca evitando il rischio di soffocamento.
   

   

1. inginocchiatevi a terra accanto al soggetto, iperestendete il capo per liberare
le vie aeree, mettete il braccio destro del soggetto ad angolo retto rispetto al
corpo, con il gomito piegato e la palma della mano rivolta verso l’alto, le
gambe saranno distese;
2. ponete il braccio sinistro del soggetto sul torace e la mano sulla guancia con la
palma rivolta verso l’esterno tenendola in posizione con la vostra mano; quindi
afferrate con l’altra vostra mano la gamba sinistra all’incavo del ginocchio, mantenendo
il piede piatto al suolo. A questo punto tirando verso di voi girate il soggetto
su un fianco;
3. a questo punto il soggetto sarà su un fianco, se necessario sistemate meglio il braccio
ad angolo retto, la mano dell’altro sotto la guancia, e la gamba con il ginocchio
e l’anca ad angolo retto.
Chiamate il soccorso 118.
N.B.: se la perdita di conoscenza è da attribuire a una caduta dall’alto, o è ragionevole
sospettare una lesione della colonna vertebrale in qualsiasi punto, in particolare
a livello cervicale, è consigliabile non spostare il soggetto e chiamare al più presto
il soccorso.

 


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02/02/2011 scritto da BATENZO