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      SALUTE


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Uomo e benessere maschile

PROSTATA

Adenoma prostatico ed omeopatia

I disturbi più comuni alla prostata sono legati ad un suo progressivo ingrossamento che colpisce circa un uomo su quattro a partire dai 50 anni di età. La prostata è una ghiandola che circonda l’uretra, il canale che serve al passaggio dell’urina e dello sperma dell’uomo. L’ipertrofia della prostata finisce per comprimere l’uretra dando origine a problemi della minzione.

L’omeopatia non può certo ridurre le dimensioni del problema, ma può facilmente agire sui fastidiosi disturbi che ne derivano.

Un prodotto omeopatico spesso utilizzato per questo problema è Sebal Serrulata Composè, palma della Florida, che agisce nel caso di senso di pesantezza, di nicturia (necessità di urinare spesso) e di disuria (difficoltà nella minzione). Viene assunto nella dose di 10 gocce tre volte al giorno in attesa della visita medica, indispensabile quando si sospetta di soffrire di ipertrofia prostatica benigna o adenoma prostatico.

Per alleviare l’infiammazione, se presente, è possibile ricorrere alla Sequoia Gigantea insieme a Ribes Nigrum e Gingko Biloba. Al di là dei rimedi generali suddetti è possibile poi assumere con buoni risultati altri prodotti più specifici, come ad esempio lo Iodum se la prostata risulta molto indurita alla visita medica, o Conium Maculatum 5 CH se l’esigenza di urinare spesso emerge soprattutto di notte e se il disturbo peggiora dopo l’assunzione di alcool. Questi rimedi omeopatici agiscono espressamente sugli indurimenti ghiandolari e se ne possono assumere 3 o 4 granuli due volte al giorno anche per un periodo consecutivo di 20 giorni a cicli.

E’ utile infine ricordare il farmaco commercialmente noto come Pigenil, a base di estratto vegetale di Pygeum Africanum. Il Pigenil di solito viene prescritto nella dose di due capsule al giorno.

 

Si consiglia sempre di parlarne al proprio medico curante .

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28/06/2011 scritto da BAT-ENZO