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Le informazioni di medicina e salute non sostituiscono
l'intervento del medico curante. Nessuna responsabilità è assunta riguardo ai liberi commenti inseriti dai visitatori del sito.

Ansia

Ansia che fare

Riconoscere, conoscere, calmare, utilizzare l’ansia.

L’ansia non è solo un limite o un disturbo, ma riconosciuta e analizzata può diventare uno strumento di analisi di se stessi ed essere UTILIZZATA come una RISORSA.

Almeno un terzo della popolazione mondiale ha avuto o potrà avere un disturbo d’ansia nel corso della propria vita.

Questo perché l’ansia è una condizione FISIOLOGICA, utile in molti momenti della vita.


E’ UTILE a proteggerci dai rischi, a mantenere lo stato di allerta, a migliorare le prestazioni.

L’ansia BUONA, fisiologica e funzionale rappresenta una sollecitazione che ci muove e ci fa selezionare gli stimoli con maggiore attenzione.

In realtà non potremmo vivere senza ansia e senza di essa molte emozioni sarebbero più sbiadite, meno intense e suggestive.

Pensiamo ad un incontro con una persona che ci attrae e ci interessa e al corollario di emozioni che accompagna questo evento…

L’ansia può essere quindi uno STRUMENTO o un LIMITE a seconda dell’USO che ne facciamo o del modo in cui la viviamo.

Disturbi da Ansia Generalizzata (GAD)
 
Il GAD è caratterizzato da un costante, e peraltro ingiustificato, senso di preoccupazione verso qualsiasi evento che raggiunge una tale gravità da causare una sintomatologia che persiste per almeno sei mesi.

I sintomi che possono comparire in questa patologia sono:

     costante inquietudine: i soggetti temono il peggio e non possono controllare il loro stato d'ansia e di apprensione ;
dolori muscolari aumento dello stato di vigilanza;
insonnia ;
difficoltà di concentrazione ;
sudorazione ;
 tachicardia ;
 vertigini ;
diarrea ;
cefalea ;ecc



Questo disturbo può compromettere la qualità di vita delle persone che ne sono affette poiché esse vivono in uno stato di tensione continua:
si preoccupano non solo per gli eventi quotidiani della vita, per lo stress a cui sono sottoposti ma per qualsiasi cosa: i familiari, la salute, la situazione economica, il lavoro, il mondo che li circonda.

Un senso di ansia, a volte vago, altre greve, accompagna immancabilmente questi soggetti.
Sono irrequieti, tesi, hanno difficoltà a concentrarsi, per quanto stanchi non riescono a sedersi, non riescono a riposare.

La naturale conseguenza è un progressivo isolamento, prima dagli amici, poi dal lavoro, riducendo al minimo le proprie attività.

Alcuni sviluppano un episodio di depressione maggiore per cui si rivolgono allo specialista, altri, preoccupati per la loro salute, iniziano iter diagnostici e terapeutici dispendiosi e del tutto inutili Se non riconosciuto e curato, il disturbo d'ansia generalizzato può protrarsi per molti anni riacutizzandosi nei momenti di maggiore stress.

Un esempio
Un signore di quaranta anni, normalmente tranquillo, capace di seguire il lavoro, la famiglia, il tempo libero, con buoni risultati e grande soddisfazione.

Negli ultimi tempi sono aumentate le preoccupazioni sul lavoro e ha avuto qualche momento di difficoltà anche nel rapporto con gli altri, si sente più nervoso e meno concentrato, la sera fatica a prendere sonno e la mattina appena sveglio pensa con affanno a quello che dovrà fare durante la giornata.

Racconta di avere una sensazione costante di affaticamento muscolare e di tensione psicologica; è sicuro che i piccoli avvenimenti della vita recente non possono essere la causa di questo disagio.

Più cerca di ragionare per capire cosa sia successo e più s'innervosisce.
Un circolo vizioso senza fine in cui le soluzioni che si propone complicano di più la sua vita.
Soprattutto non si fa una ragione di alcuni segni fisici: una stretta alla nuca, l'irrequietezza, l'incapacità a stare fermo, alcuni formicolii, il minore appetito.
E' come se fosse sempre pronto a partire per una gara ad una velocità a cui non si è mai iscritto.

La diagnosi di ansia generalizzata viene dal fatto che non c'è nessuno dei sintomi comuni agli altri disturbi d'ansia.
Non deve stupire il fatto che manchi una causa o un elemento scatenante, perché questo disturbo ha, come anche altri, la caratteristica di non poter riconoscere un motivo esterno che lo giustifichi.
Ed è questa spesso la causa di maggiore preoccupazione per chi ne è affetto.
                                                            
ALCUNI DISTURBI

  Sintomi Fisici  
  Tachicardia 
 Alterazione della pressione sanguigna   
 Crisi lipotimiche     
Tics
 Pallore o rossore 
Sudorazione 
  Tremore
 Acidità di stomaco 
  Crampi all'addome
  Problemi respiratori
Stipsi
 Diarrea
 Vertigini
Cefalea

  Sintomi Psicologici
   Disturbi del sonno
 Paura    
Irrequietezza
Facile affaticamento
Difficoltà di concentrazione Vuoti mentali     
Senso di tensione muscolare

 

 

   Le terapie Farmacologiche

Il capitolo sui farmaci in psichiatria è uno dei più controversi dell'ultimo secolo, tenuto conto del fatto che solo dalla fine degli anni sessanta, meno di quarant'anni, che la terapia farmacologica si è affermata.

Dopo gli anni di Freud e della psicologia, dopo lo sforzo successivo alle grandi guerre del secolo fatto per capire, perdonare, tollerare e crescere sono comparsi gli ansiolitici e gli antidepressivi.

Un'epopea, una conquista casuale ma titanica, che ha permesso agli uomini di avere strumenti razionali per limitare gli effetti della sofferenza.

Ma è nel contempo nata la sensazione che curare senza un apparente sforzo di capire fino in fondo fosse una cosa ingiusta, che non era ammissibile per le società che si basavano sul modello di Sisifo poter guarire senza soffrire.

Ed allora cominciano le guerre ai farmaci, le lotte senza quartiere al sovraconsumo degli ansiolitici e degli antidepressivi, quasi che non fosse accettabile un modello anche biologico, e non solo psicologico, ai disturbi d'ansia.

Ma gli ultimi dieci anni del secolo hanno segnato una serie di evidenze scientifiche che consentono di giustificare agli psichiatri le terapie farmacologiche senza sentirsi conservatori o addirittura reazionari.

Le scoperte scientifiche hanno infatti permesso di sviluppare nuove categorie di farmaci, con effetti collaterali assai inferiori e molto più specifiche.

Inoltre hanno permesso di confermare come, ad esempio, somministrare i cosiddetti antidepressivi nelle forme d'ansia sia assolutamente motivato, perché questo uso trae motivo dalle anomalie di alcuni neurotrasmettitori cerebrali quali la serotonina .

Alle benzodiazepine , gli ansiolitici per eccellenza, sono andati quindi sostituendosi progressivamente altre medicine capaci di modificare completamente gli effetti dei disturbi di ansia, consentendo a coloro che ne hanno bisogno di sentirsi finalmente capaci di gestire una vita di ottima qualità oltre che di ottima stabilità.

Le benzodiazepine sono i farmaci ansiolitici usati nel mondo intero in modo tale da risultare quasi preoccupanti per il consumo e per la diffusione.

Apparentemente tutte uguali, si differenziano per il tempo loro necessario ad iniziare la loro azione sul cervello e per la permanenza all'interno dell'organismo.

Sarà quindi possibile sceglierle in relazione alle necessità del paziente ed alle opportunità caso per caso.

Quelle con attività più prolungata hanno ovviamente un intervento più morbido e più lungo, mentre quelle intermedie si collocano a metà tra rapidità e durata.

Le più brevi miglioreranno il tempo dell'intervento, ma saranno più rapide come tempo totale di permanenza.
Possono essere usate per tutti i disturbi d'ansia ed anche per i disturbi del sonno, ma sono poco specifiche, per cui la loro utilizzazione vale soprattutto per il disturbo di ansia generalizzata e per alcune forme di insonnia.

Data la tendenza a presentare sintomi simili a quelli del disturbo curato allorché vengano smesse improvvisamente dopo uso prolungato, è utile evitare una terapia troppo lunga senza controllo.

Non causano alcuna dipendenza, contrariamente ad alcune valutazioni superficiali ed ingiustificate, ma non sono la categoria di farmaci risolutiva nelle forme di ansia diversa da quella generalizzata.

Gli antidepressivi sono farmaci attivi sui sintomi della depressione, ma, dato il meccanismo di azione, capaci anche di fornire un validissimo supporto sia nel disturbi da attacchi di panico , che nel disturbo ossessivo-compulsivo sia anche nel disturbo post-traumatico da stress . Per molti anni gli antidepressivi venivano associati alla paura della presenza di sintomi gravissimi, come il rischio di suicidio, rappresentando quindi il vero timore della malattia mentale. Gli effetti collaterali, la paura di "dipendere" dai farmaci, il timore di non giungere mai a "conoscere le cause" , insieme con la scarsa competenza hanno contribuito a fare degli antidepressivi un capitolo della farmacologia mai concretamente definito.

Dall'inizio dell'ultimo decennio del secolo invece sono apparsi farmaci più specifici, praticamente privi di effetti collaterali e capaci di rappresentare una vera svolta nel trattamento e nella prevenzione dei vari disturbi d'ansia.

L'uso e l'esperienza con i cosiddetti SSRI , cioè molecole attive selettivamente sulla disponibilità della serotonina a livello cerebrale ha permesso di ottenere brillanti risposte cliniche nella terapia del disturbo da attacchi di panico, della agorafobia, del disturbo ossessivo compulsivo e del disturbo post-traumatico da stress.

E' ormai dimostrato che solo l'esperienza e la competenza permettono di prevedere un percorso clinico nella cura di questi disturbi, ottenendo il più delle volte, con il supporto delle tecniche psicoterapeutiche, un miglioramento spesso drammatico di questi disturbi.

Ma rimangono ancora aperti antichi dualismi, in cui la paura di assumere farmaci, il timore di non potersene liberare più e la preoccupazione di non "giungere a capire le cause" rendono molte persone poco disponibili o addirittura apertamente avverse alla farmacoterapia dei disturbi d'ansia.

Questa filosofia riduttiva necessita quindi di una continua revisione, che si basi sui fatti ed aiuti anche i più scettici ad accettare l'esistenza di un modo nuovo, pratico ed efficace, oltre che scientificamente provato, per migliorare la qualità di vita degli ansiosi.


MEDICINA OMEOPATICA
COME SI PRESENTA
- con la sensazione di nodo alla gola, salivazione e difficoltà a deglutire
RIMEDIO - IGNATIA AMARA (5CH)
 POSOLOGIA - 2 granuli ogni 2 ore

COME SI PRESENTA
- in caso di ansia per un evento temuto da affrontare (sia un esame, sia prendere un aereo, eccetera);
RIMEDIO - RESCUE REMEDY (Fiori di Bach)
 POSOLOGIA - 4 gocce direttamente sotto la lingua ogni 15 minuti per 4/5 volte

COME SI PRESENTA
- in caso di ansia caratterizzata da improvvisa incertezza per il futuro, complicata a volte da diarrea, malinconia, paura di uscire
RIMEDIO - ARGENTUM NITRICUM (5CH)
 POSOLOGIA
- 3 granuli ogni 2 ore
 


Si consiglia sempre di parlarne al proprio medico curante .

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21/02/2011 scritto da BAT-ENZO