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               SALUTE


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ARTRITE REUMATOIDE

L’artrite reumatoide rappresenta la prima causa di disabilità nel mondo occidentale; colpisce circa 300 mila italiani, di cui quasi il 75% donne in età compresa tra i 35 e i 50 anni, con un rapporto di 3 a 1 rispetto agli uomini. L’incontro “Donne per le donne: sguardi di donne sull’artrite reumatoide”, svoltosi questa mattina a Pisa nell'Aula Magna della Scuola Medica, in collaborazione con l’Unità operativa di Reumatologia e il supporto di Roche, ha portato alla luce le enormi sfide che, ogni giorno, le donne affette da artrite reumatoide devono fronteggiare. Nel database dell’Unità operativa di Reumatologia dell'Aoup (diretta dal Prof. Stefano Bombardieri, nella foto in basso a destra), sono presenti 3.255 pazienti con AR, di cui circa 1.100 seguiti con regolarità all’interno del centro. Dal 2001 a oggi sono stati trattati con farmaci biotecnologici, complessivamente, 1.255 pazienti affetti da tutte le patologie reumatiche, di cui 450 affetti da AR. A Pisa, quindi, sono state trattate, con farmaci biologici, circa 450 persone affette da artrite reumatoide, di cui 2/3 donne. 

L’AR è una malattia cronica che incide fortemente sulla vita relazionale, personale e lavorativa dei pazienti affetti, ma lo scenario può essere ancor più drammatico e invalidante se a esserne colpite sono le donne, costrette, talvolta, a rinunciare alla maternità, vivere con difficoltà la propria sessualità, svegliarsi con rigidità e funzionalità articolare compromessa e convivere con il dolore cronico la loro realtà da sempre duplice, di motore all’interno della famiglia e di persona nel mondo del lavoro.

Malattia a decorso cronico e progressivo, che interessa soprattutto le articolazioni provocando gravi deformazioni. Tre sono le forme più note: a. reumatoide propriamente detta, a. reumatoide infantile e a. reumatoide splenomegalica.- A. reumatoide propriamente detta. È un’affezione di interesse prevalentemente internistico reumatologico durante la fase acuta della malattia, mentre impegna notevolmente lo specialista ortopedico sia nella fase diprevenzione delle deformità sia e soprattutto nella cura delle deformità stesse e delle gravi limitazioni di funzione articolare residuate. Colpisce prevalentemente il sesso femminile, tra i 30 e i 50 anni. Nei casi più tipici vengono interessate da entrambi i lati le piccole articolazioni della mano (interfalangee, metacarpofalangee), seguono in ordine di frequenza il polso, le ginocchia, i gomiti, le caviglie, le spalle, le anche. Nell’a. reumatoide in fase avanzata le alterazioni dell’apparato locomotore possono essere di tale gravità da produrre una invalidità più o meno totale. Essa è un’affezione generale, che interessa cioè tutto l’organismo, a decorso cronico e progressivo. Sostenuta da uno stato infiammatorio del tessutoconnettivo presente in tutti gli organi, offre la sua manifestazione più clamorosa a livello dell’articolazione dove si instaura una sinovite che è il punto di partenza di tutte le successive alterazioni articolari. La malattia non è contagiosa. Dopo l’infanzia, periodo nel quale la malattia è estremamente rara, l’a. reumatoide può iniziare a qualsiasi età pur essendo più frequente fra i 35-55 anni. Le femmine sono colpite 3-4 volte più dei maschi.

CAUSE

  • La causa dell’a. reumatoide è conosciuta solo in parte. Sembra certo che lo stato infiammatorio dei tessuti articolari che si riscontra nell’a. reumatoide sia la conseguenza di una reazione di tipo auto-immunitario che si scatena a livello del tessuto connettivo presente in abbondanza in queste sedi. La lesione fondamentale è data dalle alterazioni di tipo infiammatorio che colpiscono il tessuto connettivo, che è un tessuto di sostegno presente praticamente in tutti gli organi e in modo particolare nella membrana sinoviale, nelle borse sierose, nell’osso, nei muscoli, nel sottocutaneo. Tutti i componenti dell’articolazione partecipano al processo infiammatorio. La membrana sinoviale si ispessisce, diventa rossastra e rugosa: il liquido sinoviale presente nell’articolazione aumenta anche notevolmente. I capi articolari ossei perdono parte della loro componente in calcio indispensabile perché l’osso mantenga la sua solidità e resistenza, si ha cioè una rarefazione ossea. Sulla cartilagine che ricopre i capi articolari si deposita uno strato anormale di cellule, detto panno sinoviale, che sopprime la levigatezza caratteristica dei capi articolari creando notevole impaccio e limitazione ai movimenti. Il panno formatosi su due superfici cartilaginee adiacenti può saldarsi determinando l’arresto totale dei movimenti dell’articolazione interessata  nei casi più avanzati si può giungere alla formazione di un vero ponte osseo fra le due superfici articolari con la scomparsa dell’articolazione (anchilosi). Il tessuto infiammato dell’a. reumatoide (tessuto di granulazione), che tende a riprodursi e ad accrescersi con aspetto che è stato definitopolipoide può formarsi anche al di fuori dell’articolazione interessando le guaine dei tendini, le borse sierose, il periostio, le aponeurosi, i tendini e i muscoli, alterando notevolmente l’aspetto e le resistenze di tutti questi tessuti.
  • SINTOMI

  • La malattia inizia spesso in modo insidioso con una precoce compromissione dello stato generale caratterizzata da stanchezza, inappetenza, dimagrimento sensazione di malessere diffuso. La comparsa dei dolori articolari è spesso messa in rapporto dai malati con un avvenimento preciso che però non va considerato come il responsabile diretto della malattia ma come un semplice fattore scatenante: un trauma un’emozione, un raffreddamento ecc. Poi subentrano i disturbi articolari in modo insidioso e progressivo.
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    Si consiglia sempre di parlarne al proprio medico curante .

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    26/10/2013 scritto da BAT-ENZO