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I precedenti consigli, riconducibili a pratiche con scopi terapeutici, non assicurano alcun tipo di garanzia sul fatto che effettivamente queste terapie, sebbene riportate accuratamente, correttamente e senza contravvenire alla legge, possano sostituire l'intervento di un medico tradizionale.




      CEFALEA A GRAPPOLO

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Cefalea a grappolo: che cos'è, quali sono le cause.

La cefalea a grappolo, detta anche CH ( cluster headhace ), è una forma di cefalea primaria caratterizzata da ripetuti attacchi di dolore unilaterale di breve durata e di elevata intensità.

Un singolo attacco dura mediamente 60-90 minuti, e il periodo durante il quale si presentano gli attacchi, che può variare da 4-8 settimane a mesi o anni, viene chiamato "grappolo".
Alla fine del grappolo inizia una fase di remissione, cioè libera da attacchi, la cui durata varia da pochi giorni a molti anni.

La causa di questo disordine consiste principalmente in una disfunzione dell’ipotalamo, e più precisamente in un'alterazione a carico del generatore dei ritmi circadiani, e nella conseguente attivazione del sistema trigemino-vascolare.

Esistono diverse forme di CH: quella episodica, caratterizzata da periodi di remissione duraturi, prevede attacchi della durata
di 7 giorni-1 anno, separati da periodi liberi di almeno 14 giorni. Circa l'85% dei pazienti presenta questo tipo di disturbo.

La seconda forma di CH è quella cronica, caratterizzata da attacchi che si ripetono per più di un anno senza remissione, o con periodi di remissione inferiori ai 14 giorni. La forma cronica può rappresentare l'evoluzione di una CH episodica
(CH secondariamente cronica) o si può manifestare come tale sin dall'inizio (CH primariamente cronica).

Una variante assai più rara è la forma secondariamente episodica, che inizia come cronica e successivamente diventa episodica. Circa il 15% dei pazienti presenta una forma cronica, il 10% primariamente e il 5% secondariamente cronica.

Quali sono i sintomi della cefalea a grappolo?

Nella sua forma più comune, la crisi dolorosa si presenta almeno una volta nelle 24 ore per alcune settimane.
Segue un periodo di benessere (remissione) che può durare settimane o anni.

Una manifestazione comune, specialmente nei primi anni di malattia, avviene spesso con scadenze stagionali, ad esempio in primavera o in autunno. Con il passare degli anni la periodicità risulta molto meno evidente, e i periodi di riaccensione della sintomatologia diventano molto meno prevedibili.

Il dolore viene descritto come estremamente fastidioso, insopportabile, "come un attizzatoio rovente dentro l'occhio". È localizzato intorno all'occhio e all'orbita del lato interessato, ma si può irradiare alla regione temporale, a quella frontale, alla guancia e alla mandibola dello stesso lato.

Sono state descritte una sindrome superiore e una inferiore, in base all' irradiazione del dolore: nella prima, il dolore è localizzato principalmente intorno all'occhio e si irradia alle regioni frontale, temporale e parietale in tutte le combinazioni possibili.
Nella seconda invece il dolore si irradia all'arcata dentaria superiore e inferiore, alla mandibola e a volte anche alla sede cervicale.

Nonostante la notevole variabilità dell'andamento della malattia, è abbastanza comune che il primo attacco inizi di notte, circa 90 minuti dopo l'addormentamento, in correlazione con la fase del sonno REM.
L'attacco di CH dura in media 45-90 minuti, rimane prevalentemente nello stesso lato per tutta la durata della cefalea, e purtroppo esordisce senza preavviso e rapidamente peggiora, raggiungendo il picco d'intensità in 5-10 minuti.
Il dolore può restare alla massima intensità per 45-90 minuti, ma può anche fluttuare leggermente, prima di diminuire in modo graduale. La fine dell'attacco solitamente interviene in modo piuttosto brusco, per cui il dolore si riduce rapidamente di intensità e poi scompare.

L’International Headache Society (IHS), che nel 1988 ha classificato la CH come patologia autonoma, ha individuato i seguenti criteri per la diagnosi :


Almeno 5 attacchi d’intensità severa, in regione orbitaria, sovraorbitaria e/o temporale, di durata compresa tra 15 e 180 minuti;


iniezione congiuntivale;

lacrimazione;

rinorrea;

iperidrosi del viso e della fronte;

miosi;

ptosi palpebrale;

edema delle palpebre.

Le crisi non sono prevedibili: le uniche avvisaglie notate da alcuni pazienti sono una vaga sensazione di fastidio prima dell'attacco, o sintomi visivi tipo aura (come l'emicrania).
Il vomito è raro, e la nausea che si ritrova nel 40% dei pazienti è spesso dovuta all’assunzione di farmaci.
I pazienti con CH sono inoltre soggetti, in modo maggiore di quelli emicranici, a fotofobia e fonofobia

Cefalea a grappolo: gli esami diagnostici
Per diagnosticare i diversi tipi di cefalea, tra cui ovviamente la cefalea a grappolo, vengono utilizzati numerosi test ed esami clinici:


Monitoraggio della cefalea

Algometria e miomonitor (per la misurazione della sensibilità al dolore)

Test di induzione / estinzione

Elettroneurofisiologia

Neuroimaging

Ecodoppler TSA

Holter

Analisi cinematica digitale del rachide cervicale

Interviste semistrutturate

Test di personalità

Psicometria


continua ...

Si consiglia sempre di parlarne al proprio medico curante .

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09/05/2011 scritto da BAT-ENZO