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Le informazioni di medicina e salute non sostituiscono l'intervento del medico curante.
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I precedenti consigli, riconducibili a pratiche con scopi terapeutici, non assicurano alcun tipo di garanzia sul fatto che effettivamente queste terapie, sebbene riportate accuratamente, correttamente e senza contravvenire alla legge, possano sostituire l'intervento di un medico tradizionale.




COLICA RENALE

Disturbo doloroso causato dalla contrazione della muscolatura delle vie urinarie che reagiscono alla presenza di una calcolo nel bacino renale o nell'uretere che blocca il flusso urinario nel rene

Epidemiologia
Per quanto riguarda l'Italia uno studio sui pazienti che si rivolgono al pronto soccorso di un grande ospedale ha rilevato che lo 0,9% ha una colica renale e ciò conferma il dato rilevato da un altro studio italiano che accertava una percentuale dell'1%.

Nella popolazione in genere la frequenza stimata delle coliche renali è fra il 2% ed il 5% a seconda degli studi

Per quanto riguarda la differenzazione dei sessi, l'incidenza è maggiore negli uomini che nelle donne (mentre nei primi il rischio risulta del 10-20% nelle donne è di circa il 3-5%)


Eziologia
Il dolore è dovuto allo spasmo muscolare dell'uretere conseguente alla presenza del calcolo ed è presente anche se il calcolo non determina ostruzione al flusso urinario. In caso di ostruzione l'aumento della pressione stimola la sintesi ed il rilascio di prostaglandine che induce lo spasmo della muscolatura liscia.

A seconda della tipologia della pietra che si riscontra:

 

Tipo di pietra  % Causa
Ossalato di calcio 75%-85% Ipercalciuria, disidratazione, sindrome del colon irritabile
Struvite 10%-15% Infezione cronica del tratto urinario
Acido urico solidificato 5%-8% Gotta
Xantina solidificata inferiore all'1% Xantinuria

Sintomatologia
Fra i sintomi il più comune è il dolore addominale diffuso a livello lombare, anteriore, con irradiazione verso il basso, fino all'inguine, talvolta fino ai genitali. In realtà esso non ha caratteristiche di dolore "colico", che tipicamente è intermittente, poiché rimane costante per la durata della colica. Dolori posteriori (o laterali ed irradiati posteriormente o verso la schiena) di norma non sono dovuti a coliche renali.

L'entità del dolore non è commisurata alle dimensioni del calcolo: calcoli molto piccoli possono dare dolore molto intenso e frequentemente l'irradiazione del dolore si sposta man mano che il calcolo procede nell'uretere verso la vescica. Il dolore cessa quando il calcolo passa nella vescica (dove spesso subito dopo viene eliminato). Il cessare del dolore, tuttavia può essere anche dovuto al fatto che il calcolo si è arrestato nell'uretere. Tale evenienza può impedire il normale deflusso di urina attraverso l'uretere, in questo caso si assiste alla dilatazione dell'uretere e in seguito del rene che può seriamente danneggiarsi e comportare infezioni. Tale condizione è rilevabile con una ecografia renale e a volte è necessario intervenire per via chirurgica, endoscopica o con il bombardamento con onde d'urto.

Fra gli altri sintomi possono riscontrarsi ematuria cioè la presenza di urine rosse per perdite di sangue, nausea, vomito.

Correlazioni con il tempo
La sua frequenza aumenta alla fine dell'estate od in autunno in quanto la disidratazione (tipica dei mesi estivi) favorisce la formazione di un calcolo; in tal senso uno studio italiano condotto su più di 1000 persone ha dimostrato come le persone soggette siano influenzate da una temperatura che raggiunga i 27 gradi centigradi e un'umidità che sia inferiore al 45%.

Esami
Per la diagnosi è necessaria un'accurata anamnesi che consenta di valutare la durata e le caratteristiche del dolore, se gli episodi sono bilaterali od unilaterali. Durante l'esame obiettivo (l'esame del medico attraverso l'uso dei cinque sensi) del paziente si localizza il dolore mediante la palpazione in particolari aree (punti ureterali).

Dopo questo per una corretta diagnosi sono utili:

Ecografia del rene e delle vie urinarie e, meno frequentemente radiografia ai reni
Urografia, (un esame radiologico con mezzo di contrasto che consente l'esplorazione e lo studio delle varie sezioni dell'apparato urinario), tale esame solitamente risulta sufficiente da solo ad una corretta diagnosi della malattia;
TAC, che nella pratica negli ultimi anni sta avendo sempre più riscontri; soprattutto quella condotta a spirale senza contrasto
Ultrasuoni, soprattutto in persone che non possono subire radiografie (come donne incinte), usato nella pratica in quasi il 40% dei casi, l'esame mostra un elevato grado di accertamento sulla diagnosi.

Diagnosi differenziale
La diagnosi differenziale si pone con le coliche addominali causate da spasmi intestinali e le coliche epatiche causate da calcolosi delle vie biliari. Patologie più rare, ma molto più gravi, che simulano il dolore della colica renale sono l'aneurisma dell'aorta addominale[21], la cui differenziazione diventa ancora più difficile negli uomini anziani, e l'angina o l'infarto intestinale

Fra le altre possibili diagnosi correlate, che comportano gli stessi sintomi, vi sono la presenza di una gravidanza ectopica,appendicite, e le torsioni genitali (ovarica e del testicolo).

Dolori analoghi a quelli della colica renale da calcolosi possono essere causati (seppur più raramente) da infezione delle vie urinarie (pielonefrite) o dal passaggio attraverso l'uretere di un coagulo formatosi nel rene in conseguenza di un trauma o per altre cause.

Terapia
Una colica renale isolata non è motivo sufficiente per rivolgersi ad uno specialista e può essere trattata dal medico di medicina generale che prescriverà anche gli esami sufficienti ad accertare che essa è stata causata da un calcolo, che questo è stato eliminato e che non ve ne sono altri nel rene. Coliche renali recidivanti, specie in presenza di alterazioni della ecografia richiedono una visita specialistica urologica o nefrologica: l'urologo si occupa dei calcoli e della loro asportazione, mentre il nefrologo stabilisce se essi sono causati dalla eccessiva eliminazione di particolari sostanze e, in tal caso, la loro formazione può essere prevenuta con una opportuna dieta.

Come farmaci si somministrano FANS (farmaci anti-infiammatori non steroidei), la cui validità è stata dimostrata da uno studio meta analitico  confermato da altri studi recenti,  fra cui si preferisce il paracetamolo per i risultati ottimi avuti in alcuni studi (85%),  o il ketorolac (che usato in combinazione con la morfina sembra dia risultati migliori, sempre per via venosa  corticosteroidi e antiemetici, per sedare il dolore in attesa che il calcolo proceda e venga eliminato, nelle donne in gravidanza è stato suggerito un intervento in due tempi. Studi preferiscono l'uso del dexketoprofene in dose singola di 50 mg in bolo (tramite i.v)

Gli analgesisi maggiori (oppioidi) non agendo direttamente sul dolore possono essere utili solo in via marginale, fra l'altro è stato provato, grazie ad un altro studio meta-analitico condotto su numerosi studi dove sono stati somministrati a volte sono uno dei due generi di principi attivi e altre volte anche entrambi,  che uno in particolare degli oppioidi (la petidina)induce vomito nelle persone e che i FANS mostrano in generale minori effetti collaterali degli oppioidi.  In ogni caso per quanto riguarda gli oppioidi, il tramadolo risulta fra essi quello che ha fornito più risultati.

Recentemente si è provato anche la desmopressina, che fornisce subito i primi sollievi senza alcun effetto pericoloso come per le altre categorie di farmaci più utilizzate.

La questione della somministrazione dei liquidi
Nella maggioranza dei casi il modo migliore per prevenire la formazione di calcoli è bere molta acqua, tanto da "lavare" le cavità renali e gli ureteri e prevenire la formazione di piccole concrezioni che, se lasciate a sé, possono crescere formando veri e propri calcoli. Il quantitativo di acqua da bere deve essere tale da determinare una diuresi di almeno 1,5-2 litri al dì.

Secondo alcuni studi, bere acqua durante la colica renale causerebbe un aumento nella persona di nausea, vomito ed eccessiva diuresi, ma nei casi peggiori per via dell'ostruzione si possono manifestare degli urinomi, il riempimento della cisti di urina.[37] In un'altra recente pubblicazione chiaramente si afferma che bere molti liquidi, sempre durante la colica renale, non provoca alcun beneficio accertato.

Abusi
Fra i casi di urgenza che si segnalano al pronto soccorso vi è anche una piccola parte, di stima inferiore all'1%, che non deve essere trattata in quanto le persone in tali casi in realtà simulano la malattia, per ottenere determinati medicinali che normalmente non potrebbero avere. In questi casi sono utili anche i semplici esami diagnostici (esame della presunta urina che a volte si rivela essere acqua) per verificare l'autenticità dell'urgenza.


 

Si consiglia sempre di parlarne al proprio medico curante .

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20/05/2011 scritto da BAT-ENZO