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I precedenti consigli, riconducibili a pratiche con scopi terapeutici, non assicurano alcun tipo di garanzia sul fatto che effettivamente queste terapie, sebbene riportate accuratamente, correttamente e senza contravvenire alla legge, possano sostituire l'intervento di un medico tradizionale.




DERMATITE ATOPICA


Quando la pelle è malata
L’eczema atopico o dermatite atopica è una malattia a carattere cronico, recidivante e pruriginosa, causata da infiammazione dovuta a una risposta immune iperattiva agli stimoli esterni.
Molto comune nel primo anno di vita, in genere scompare verso il secondo anno d'età ma può essere la prima manifestazione della cosiddetta marcia atopica, che include l’asma allergico e la rino-congiuntivite. Spesso le persone che guariscono dalla dermatite atopica sono geneticamente predisposte allo sviluppo di altre manifestazioni allergiche.

Il meccanismo che ne determina l'insorgenza non è ancora completamente noto, anche se indubbiamente si tratta di una patologia multifattoriale in cui sono coinvolti fattori genetici e immunologici.
La malattia infatti è la conseguenza di una risposta immunitaria esagerata e alterata nei confronti di alcuni antigeni ambientali come le polveri di casa, i peli di animali, i pollini e alcune sostanze alimentari in grado di liberare istamina, come la cioccolata, le arachidi, i piselli e la frutta secca. Anche uova, latte vaccino e pesce sono possibili colpevoli. La reazione può essere scatenata per ingestione o per contatto diretto con questi cibi. Infatti poiché la barriera cutanea delle persone affette da dermatite atopica è generalmente secca, è più facilmente penetrabile da fattori esterni, che – una volta passati - possono scatenare l’infiammazione.

Inoltre, la malattia si manifesta in soggetti che sono geneticamente predisposti alla produzione di anticorpi di tipo IgE. Tale predisposizione genetica all’atopia, cioè all'abnorme sensibilità nei confronti di alcune sostanze, è un fattore di primaria importanza: infatti i figli di genitori non atopici possono esserlo nella misura del 10%. Questa percentuale è però destinata a salire al 20-40% se un genitore è atopico, e al 20-35% se un fratello ne è affetto.

La malattia colpisce più frequentemente:
- i bambini con storia familiare di patologie allergiche quali asma, rinite o eczema, soprattutto nella linea materna
-le femmine (con probabilità di contrarre un eczema circa 1,3 volte superiore a quella dei maschi)
- i bambini di famiglie appartenenti a classi sociali più elevate e i bambini appartenenti a nuclei familiari ristretti (figli unici o con uno o due fratelli o sorelle).

Esistono inoltre alcuni stimoli che influiscono negativamente sul decorso della malattia e provocano un rapido peggioramento del quadro clinico:
- la sudorazione causata dall'esercizio fisico, dal calore, dagli stress emotivi
- l'irritazione locale provocata da indumenti di lana o sintetici
- l'uso di detergenti aggressivi e di cosmetici non idonei.

La dermatite atopica è caratterizzata dall'alternanza di fasi di riacutizzazione, che si osservano soprattutto durante la stagione fredda, e di fasi di remissione, che si verificano prevalentemente in estate, grazie all' azione benefica dei raggi ultravioletti.

Per quanto riguarda le possibili complicanze, la più comune, originata dall'intenso grattamento provocato dal prurito, è la comparsa di superinfezioni batteriche (per esempio da stafilococchi), che possono essere anche di notevole gravità.

Quanti bambini soffrono di eczema?
La pelle dei bambini è a rischio: in Italia i casi di dermatite atopica sono in forte aumento. In meno di dieci anni, il numero dei bambini della fascia di età 6-7 anni con dermatite atopica è cresciuto fino al 6 %. E anche tra i ragazzi più grandi, quelli della fascia di età 13-14 anni, le diagnosi sono aumentate di circa il 2%. Oggi in Italia, i bambini tra 0 e 14 anni che ne soffrono sono circa 1 milione (7%).

L’incremento della dermatite è legato soprattutto al mutato stile di vita. La crescita viene infatti registrata soprattutto nei Paesi occidentali e in quelli che si stanno occidentalizzando. Come le malattie a carattere allergico, la dermatite colpisce soprattutto i bambini che vivono in famiglie poco numerose (ne sono affetti in particolare i primogeniti), caratterizzate da un elevato livello culturale, residenti nelle città.

Nel 65% dei casi si manifesta entro il primo anno di vita, nel 90% entro i cinque anni. Tra i 6 e i 7 anni ne soffre il 14%, mentre tra i 13 e i 14 anni la percentuale scende all’11%. Ma anche gli adolescenti ne sono colpiti: superata la fase della pubertà, in circa il 50% dei casi si osserva un miglioramento spontaneo dalla malattia, mentre nel rimanente 50% la patologia permane.

A oggi non ci sono teorie scientificamente comprovate sulle cause dell’insorgenza o dell’incremento della dermatite atopica, ma si ipotizza che l'aumento dell'esposizione ad agenti inquinanti, ad allergeni domestici e la riduzione dell'allattamento al seno possano essere delle concause.

Fai un check up alla pelle del tuo bimbo
La pelle di un neonato è delicata, sottile come una velina e fragilissima. Per questo può essere soggetta a diverse problematiche. Impara a riconoscerle e, naturalmente, a risolverle.

CROSTA LATTEA.
Cos’è: altrimenti detta dermatite seborroica, è un fenomeno assolutamente normale nelle primissime settimane di vita del neonato e non deve destare preoccupazione, anche perché scompare in genere da sola nel giro di tre mesi. Però se è associata ad altri sintomi, come alterazioni della crescita, coliche, dermatiti di altro genere, o se le croste diventano dure o arrivano a coprire l’intero capo del neonato, è bene rivolgersi al pediatra.
Cause: eccessiva produzione di sebo da parte delle ghiandole della pelle.
Sintomi: croste giallastre o grigio-gialle, di solito localizzate sul cuoio capelluto ma anche sulla fronte, dietro le orecchie, sotto le ascelle e nelle pieghe inguinali. Le croste tendono a espandersi e unirsi. Non comporta prurito.
Terapia: le croste vanno rimosse delicatamente, ammorbidendole con impacchi locali di olio di calendula o di oliva o con applicazioni di shampoo oleato, che devono agire tutta la giornata. La sera si rimuove il tutto con un pettinino dai denti fini e fitti, terminando con uno shampoo delicato.

ERITEMA DA PANNOLINO.
Cos’è: una reazione al contatto del pannolino.
Cause: estrema acidità delle feci, pelle particolarmente sensibile, reazione a caldo e sudore o contatto prolungato con il pannolino sporco.
Sintomi: la pelle intorno ai genitali e all’ano è rossa, gonfia, screpolata, dolente e possono comparire vesciche e ulcerazioni.
Terapia: cambiate spesso il pannolino, per i lavaggi no al sapone, usate olio di mandorle dolci e asciugate bene la pelle, soprattutto tra le pieghe, usando un panno morbido, lasciate il più possibile la pelle senza pannolino, e prima di rimetterlo applicate una pomata alla calendula oppure del burro di karité puro. Nel bagnetto aggiungete amido di riso o bicarbonato.

DERMATITE ATOPICA: leggi il Focus!
Cos’è: una vera e propria malattia della pelle.
Cause: è geneticamente determinata.
Sintomi: papule e croste.
Terapia: farmacologica.

ORTICARIA.
Cos’è: una dermatosi.
Cause: fattori allergici, stimoli fisici, fattori tossici endogeni ed esogeni: pollini, polveri, piante, insetti, alimenti, farmaci, sangue, calore, freddo, luce solare ecc.
Sintomi: bollicine molto pruriginose, possono comparire in varie parti del corpo e presentarsi alcuni giorni dopo la scomparsa.
Terapia: farmaci sintomatici (antistaminici e, nei casi più gravi, corticosteroidi). Per alleviare il prurito, fategli spugnature con acqua fredda.

continua ...


Si consiglia sempre di parlarne al proprio medico curante .

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27/04/2011 scritto da BAT-ENZO