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I precedenti consigli, riconducibili a pratiche con scopi terapeutici, non assicurano alcun tipo di garanzia sul fatto che effettivamente queste terapie, sebbene riportate accuratamente, correttamente e senza contravvenire alla legge, possano sostituire l'intervento di un medico tradizionale.




DISPEPSIA

La dispepsia (dal greco δυσπεψία, composto di "δυς-" (dys) = "difficile" e "πέψις" (pepsis) = "digestione") può essere definita in prima istanza come una condizione patologica caratterizzata dalla presenza predominante di dolore e/o fastidio persistente o ricorrente localizzato nell'epigastrio. Infatti poiché non sono stati definiti i parametri clinici che permettono di distinguere i soggetti sani, dai soggetti affetti da patologie dispeptiche non è stato neanche possibile classificare i differenti casi sintomatologici in precisi quadri clinici. I quadri caratterizzati da dispepsia si classificano normalmente in base ai sintomi


Cattiva digestione: attenzione alle cause
Se dopo aver mangiato si avverte una sensazione di stanchezza, sonnolenza e fastidio e/o dolore alla parte superiore dell’addome, probabilmente è colpa della digestione troppo lenta. Questo disturbo, noto come dispepsia, può dipendere da:

• problemi organici: ridotta funzionalità dei movimenti gastrici, carenza di enzimi digestivi prodotti da stomaco e pancreas
• stile di vita: stress, cattiva o insufficiente masticazione, sbalzi di temperatura dopo i pasti, forti emozioni
• cattive abitudini alimentari: alimenti pesanti o difficili da digerire, oppure troppo freddi o troppo caldi, caffè, spezie, ecc.
• sostanze nocive per lo stomaco: farmaci (eritromicina, FANS, alendronato), alcolici, tabacco
• malattie gastroesofagee: malattia ulcerosa peptica, disturbi della motilità, reflusso gastroesofageo, tumori maligni esofagei o gastrici.

Secondo le statistiche, almeno quindici milioni di italiani (una persona su quattro) soffrono di dispepsia e, secondo recenti studi condotti non solo in Italia ma anche in Gran Bretagna, Norvegia e Stati Uniti, la comunità dei dispeptici oscilla tra il 20% e il 40% della popolazione. Tuttavia, sono pochi coloro che prestano attenzione a tali segnali, ne analizzano le origini, per poi fare ricorso a rimedi semplici, corretti e funzionali.

Tipologia
La dispepsia a seconda delle cause (fattori di rischio per cause importanti o meno) che la inducono può essere:

Organica, quando è data dalla difficile digestione, dato da deficit d'enzimi necessari, come malattie del pancreas, colelitiasi, ecc.
Funzionale, quando è dato da problemi meccanici dell'apparato, come ulcere, ecc.
Particolari forme sono la dispepsia cardiaca (con cardiopatia annessa) e la dispepsia isterica, causata da turbamenti emotivi.

Sintomi
Può essere accompagnata da gonfiore, sensazione di imbarazzo gastrico, eruttazione, nausea o bruciore di stomaco; quest'ultimo sintomo è da non confondersi con la dispepsia in se stessa in quanto solitamente insorge per cause differenti e viene trattato diversamente. Inoltre anoressia e sensazione di sazietà appena toccato cibo Lo stress acutizza i sintomi, così come l'assunzione di pasti.

Eziologia
Sono numerose le persone che soffrono di dispepsia, spesso causata da fattori correlati allo stile di vita, come la dieta o il fumo, sebbene vi siano anche cause più importanti come il cancro dello stomaco, l'ulcera peptica e taluni farmaci, disturbi del comportamento alimentare: condizione correlate come fattore di rischio sono le malattie mentali.

Dispepsia organica

Gastrite acuta e cronica
Esofagite
Duodenite
Sindrome del colon irritabile
Pancreatite
Neoplasia a livello del tubo digerente o del pancreas
Abuso di farmaci o alcool

Dispepsia funzionale
Causate quasi esclusivamente da un organismo patogeno, il batterio gram negativo Helicobacter pylori

Ulcera peptica
Causata da reflusso gastroesofageo

Diagnosi
Oltre all'anamnesi dove il medico raccoglie i sintomi riscontrati dal paziente, si effettua il test per l'Helicobacter pylori

Terapia
Anche se molti farmaci in passato hanno provocato soltanto un effetto placebo si utilizzano gli antagonisti dei recettori H2,[9] abolire l'assunzione di alcool, caffè e fumo, somministrare antiacidi.

continua ...

Si consiglia sempre di parlarne al proprio medico curante .

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12/05/2011 scritto da BAT-ENZO