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DISTURBO D'ANSIA GENERALIZZATO

Considerato come una categoria residua fino a qualche anno fa, il Disturbo d'Ansia Generalizzato (GAD) è entrato oggi a pieno titolo tra le patologie psichiatriche, anche in considerazione del crescente numero di casi, che ne fanno uno dei mali più tipici del terzo millennio

Caratteristiche, cause e sintomi
La caratteristica principale del Disturbo d’Ansia Generalizzato è la presenza di ansia, preoccupazione, attesa angosciosa eccessive nei riguardi di una quantità di eventi o attività o rapporti.
Chi ne soffre ha difficoltà a controllare la preoccupazione e tende ad evitare ciò che lo angoscia.

L’ansia e la preoccupazione sono accompagnate da almeno tre sintomi addizionali da un elenco che include irrequietezza, facile affaticabilità, difficoltà a concentrarsi, irritabilità, tensione muscolare e sonno disturbato.

L’intensità, la durata o la frequenza dell’ansia e della preoccupazione sono eccessive rispetto alla reale probabilità o impatto dell’evento temuto. Durante il corso del disturbo, il centro della preoccupazione può spostarsi da un sintomo all’altro. Insieme alla tensione muscolare possono essere presenti tremori, contratture, scosse, dolenzie anche intestinali (sede del cervello emotivo…).

Altri sintomi possono essere: freddo, mani sudate, bocca asciutta, sudorazione, nausea, diarrea, difficoltà a deglutire ( o nodo alla gola ) e risposte di allarme esagerate.
Le cause di questo disturbo sono lo stress, i conflitti e i traumi.

Ansia: 2 su 10 ne soffrono, ma il 40% non è trattato
I disturbi d'ansia sono sempre più diffusi, ma restano poco diagnosticati. A sostenerlo è uno studio del Regenstrief Institute di Indianapolis, negli Stati Uniti.
I ricercatori, coordinati dal dottor Kurt Kroenke, hanno preso in esame 965 pazienti scelti a caso in 15 cliniche di cura primaria del Paese, e li hanno sottoposti al Generalized Anxiety Disorder (GAD)-7, un questionario in grado di evidenziare la presenza di disordini ansiosi.
Dai risultati è emerso che il 20% aveva almeno un disturbo legato all'ansia, e che il 41% di essi non aveva mai ricevuto alcun trattamento.
Il disordine più comune era quello da stress post traumatico (8,6% dei casi), seguito da ansia generalizzata (7,6%), attacchi di panico (6,8%) e disturbi da ansia sociale (6,2%).
Queste problematiche, secondo gli esperti, generano un peggioramento dello stato di salute generale, e quindi più giorni di malattia e più visite mediche. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Annals of Internal Medicine.

Sintomi
L'ansia come emozione umana
L’ansia non è sempre una malattia. In condizioni di normalità, si identifica come un'emozione che serve a superare un momento critico di passaggio.

A partire dalla nascita, l'ansia si presenta ogni volta che c’è un passaggio da una situazione relativamente protetta ad una situazione in cui ci sentiamo esposti al giudizio altrui: il passaggio dalla famiglia alla scuola, dalla scuola al lavoro, sul lavoro tutte le volte che ci dobbiamo assumere nuove responsabilità, tutte le interrogazioni e gli esami, le prime uscite quando c’è una nuova relazione di coppia, svolgere una relazione ad un convegno, e così via.

In tutti questi eventi l’ansia segnala di prepararsi bene per dare il meglio di sé. Finché funzioniamo bene l’ansia ha una connotazione positiva. E’ invece disturbante quando non funzioniamo rispetto al nostro potenziale o somatizziamo.
Per esempio, quando c’è un esame o un’interrogazione, l’ansia è positiva se riusciamo a dire ciò che abbiamo imparato, diventa negativa se facciamo scena muta o se dimezziamo ciò che sappiamo.

Quindi il criterio discriminante è la funzionalità: quando nei rapporti familiari, professionali e sociali ci sono interferenze che impediscono le espressioni delle nostre capacità allora è il caso di chiedere aiuto…

La somatizzazione
Secondo la psicanalisi, il disturbo psicosomatico è l’esito di un conflitto psichico tra le pulsioni istintuali che tendono alla soddisfazioni dei desideri, consci e inconsci, e l’istanza difensiva che tende al suo controllo o addirittura alla repressione.

Il conflitto interno può essere l’espressione del conflitto esterno con il partner, coin figli, con i genitori, con il datore di lavoro, con i colleghi.
La somatizzazione può anche essere il risultato di traumi attuali o passati: incidenti, violenze fisiche o emotive o sessuali e così via.

La linea curativa mira a risalire dal sintomo somatizzato allo stress o al conflitto o al trauma più o meno rimosso, per trovare le soluzioni o nell’integrazione dei desideri nel quadro della personalità, con conseguente possibile soddisfazione, o nella sublimazione dei desideri in modo tale che non sia necessaria la rimozione e la conseguente somatizzazione.

Per sublimazione s’intende la possibilità di utilizzare l’energia del desiderio che non è possibile soddisfare nella realtà, in iniziative o opere sociali e spirituali.

L'apparato digerente come simbolo
Le malattie sono anche comunicazione simbolica, da elaborare: comunicano qualcosa della persona e delle sue relazioni con se stessa, con il proprio corpo, con gli altri, con la propria visione della vita e della morte.

Nell’apparato digerente avviene la trasformazione del cibo, che a sua volta rappresenta l’amore e la sopravvivenza.

Nel rapporto con la madre, cibo e sentimenti sono strettamente connessi. La digestione ha anche una similitudine con le funzioni cerebrali, come dimostrato dal modo di dire comune non la digerisco, riferito a una persona o a una situazione.

Ai pazienti con disturbi dell’apparato digerente il medico o lo psicoterapeuta può porre le seguenti domande generali:

- Che cosa non vuoi o non puoi digerire?
- Mandi giù rospi che non vorresti inghiottire?
- In che rapporto sei con i tuoi desideri, le tue emozioni e i tuoi sentimenti?
- Di che cosa ne hai abbastanza?
- Che rapporto hai con l'aggressività, tua e altrui?
- Come affronti e risolvi i tuoi conflitti?
Le risposte a questo domande possono essere un buon punto di partenza per una diagnosi di somatizzazione dell'ansia a livello dell'apparato digerente.

continua...

Si consiglia sempre di parlarne al proprio medico curante .

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16/05/2011 scritto da BAT-ENZO

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