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Le informazioni di medicina e salute non sostituiscono l'intervento del medico curante.
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I precedenti consigli, riconducibili a pratiche con scopi terapeutici, non assicurano alcun tipo di garanzia sul fatto che effettivamente queste terapie, sebbene riportate accuratamente, correttamente e senza contravvenire alla legge, possano sostituire l'intervento di un medico tradizionale.




EMICRANIA

Il termine emicrania (dal greco hemikranion, metà della testa) descrive un gruppo di cefalee accomunate da dolore localizzato al capo che si caratterizza per:

Unilateralità, il dolore insorge in un solo lato del capo
Qualità pulsante
Intensità tale da ridurre o impedire la normale attività quotidiana
Peggioramento provocato dall'attività fisica usuale.

L’emicrania, una delle cefalee primarie, colpisce solo in Italia quasi il 30% della popolazione. Quali sono le cause di questo doloroso disturbo? Come si diagnostica, e soprattutto come si cura?

 Classificazione
Benché si riconoscano 7 sottotipi, le due forme più comuni sono rappresentate dall'emicrania senz'aura e dall'emicrania con aura. Altri tipi di emicrania sono:

Emicrania oftalmoplegica
Emicrania retinica
Sindromi periodiche dell'infanzia associate ad emicrania o suoi eventuali precursori
Complicanze emicraniche come lo stato emicranico o l'infarto emicranico
Disturbi di tipo emicranico che non rientrano nelle categorie precedenti.

Inoltre, l'emicrania con aura può essere ulteriormente divisa in:

Emicrania con aura prolungata
Emicrania emiplegica familiare
Emicrania basilare
Emicrania con aura ad esordio improvviso.
Aura emicranica senza cefalea

L’emicrania è una cefalea primaria episodica caratterizzata dalla combinazione di sintomi neurologici, gastrointestinali e neurovegetativi.

Esistono 7 disturbi diversi classificati sotto il termine di emicrania: la forma di gran lunga più frequente è l’emicrania senza aura, mentre più rara è l’emicrania con aura.
Per aura si intende un insieme di disturbi visivi reversibili quali piccoli abbagliamenti, flash scintillanti o perdita della vista in aree limitate dell’occhio, causati dalla disfunzione di alcuni centri nervosi e in alcuni casi seguiti da disturbi sensitivi, motori e del linguaggio.

Esistono anche delle forme di emicrania molto rare, che spesso causano seri problemi di diagnosi differenziale: sono l’emicrania oftalmoplegica, quella retinica e l’emicrania emiplegica familiare, trasmessa per via genetica.

L'età di insorgenza di questa patologia è quella giovane-adulta: solo il 30% dei pazienti ha riscontrato le prime crisi durante l’infanzia, e ancora più raramente dopo i 60 anni.
Nella maggioranza dei casi, chi soffre di emicrania ne risulta affetto dall'età giovanile fino a quella pre-senile o senile.
Si tratta di un disturbo molto diffuso: ne soffre in maniera ricorrente oltre il 20% della popolazione femminile e il 10% circa di quella maschile, con una maggiore prevalenza fra la terza e la quinta decade di vita.

Le cause dell'emicrania non sono ancora del tutto chiare, e diverse ipotesi circa la sua origine sono tuttora allo studio.
L’ipotesi classica è quella di un disturbo di origine vascolare: durante un attacco emicranico si verifica una costrizione dei vasi arteriosi che riduce l'apporto di sangue in alcune aree cerebrali.
L’aura emicranica comparirebbe in questa fase, mentre la sensazione di mal di testa sarebbe dovuta alla successiva fase di dilatazione dei vasi sanguigni.

Esiste anche una recente teoria alternativa, detta ipotesi neurogena, che attribuisce l’origine dell’emicrania ad alterazioni di tipo nervoso, di cui gli scompensi vascolari sarebbero una conseguenza.

Se le cause scatenanti sono dunque ancora in fase di studio, appare però chiaro che l’insorgenza del dolore è provocata da una momentanea variazione della circolazione sanguigna extracerebrale al di sotto della leptomeninge.


Controlla l'emicrania con lo stile di vita

Prevenire il mal di testa è possibile: basta rispettare alcune semplici abitudini di vita.
Le crisi di emicrania, infatti, non si manifestano all'improvviso, ma sono il frutto dell'accumularsi di vari catalizzatori, i cosiddetti trigger dell’attacco emicranico. Conoscerli, e quindi saperli evitare, è importante quanto utilizzare la terapia farmacologica giusta.

Dal punto di vista psicologico, i fattori scatenanti dell’emicrania sono soprattutto lo stress, le forti emozioni, una stanchezza eccessiva, una sensazione d'impotenza di fronte a situazioni difficili.
L’accumulo prolungato di questi stati d’animo può far insorgere in alcune persone forti attacchi di emicrania, che in questi casi è detta di tipo psicosomatico. Cercate di controllare le emozioni e di evitare lo stress lavorativo (vedi emicrania e lavoro): imparare a dire no, ritagliarsi più tempo libero ed essere meno esigenti con se stessi gioverà, e non solo all’emicrania.

Anche alcune situazioni fisiologiche, in particolare ormonali, possono far insorgere le crisi.
Le donne emicraniche lo sanno bene: spesso gli attacchi dolorosi si scatenano durante il ciclo mestruale o l’ovulazione. Purtroppo questi casi non si possono evitare, ma almeno ci si può premunire, prestando particolare attenzione a quei giorni.

Un altro aspetto che richiede particolari attenzioni è l’alimentazione. Secondo alcuni studi clinici americani, le crisi dolorose possono essere causate dall'istamina, un neurotrasmettitore presente in numerosi alimenti, e da altre sostanze del gruppo delle amine, come la tiratina e la fenieletamina: se l’organismo non riesce ad assorbirle normalmente, rimangono in circolo e causano emicrania.

Gli alimenti che le contengono sono: banane, yogurt, fagioli, formaggi stagionati, frutta secca, carni e pesci affumicati, gamberetti, salumi, soia, glutammato di sodio (esaltatore del sapore), aspartame (edulcorante), avocado, ananas e agrumi.
Quando li ingerite, fate attenzione alle 10-12 ore successive al pasto: se sopraggiunge una crisi, saprete quale alimento può averla scatenata, e potrete evitarlo in futuro.
Nella lista nera ci sono anche fumo e alcol, un pericolo per l’emicrania oltre che per la salute in generale.
Purtroppo, anche nell’ambiente che ci circonda sono presenti molti trigger dell’emicrania.
Il più pericoloso è il monossido di carbonio rilasciato ogni giorno da automobili e riscaldamenti: può causare forti attacchi emicranici, irritabilità, stati confusionale, disturbi visivi, nausea, vomito e stordimento.
Lo stesso vale per l’ozono, tanto prezioso nell’atmosfera quanto dannoso a terra.
L’unica difesa da questi gas è cercare di evitare le strade più congestionate a favore di spazi verdi, tenere i finestrini chiusi se si è nel traffico o indossare le apposite mascherine.

Anche l’elettrosmog, costituito dalle onde elettromagnetiche provenienti da apparecchiature elettriche e di trasmissione, è dannoso per l’emicrania: una ricerca pubblicata sull’American Journal of Epidemiology ha dimostrato che chi abita in prossimità di grandi linee elettriche ha il 50% di probabilità in più di soffrirne.

Infine, possono favorire le crisi anche fattori climatici come forte vento, bruschi sbalzi della pressione atmosferica, carenza di ossigeno dovuta ad altitudini elevate, luci o rumori eccessivi.

Addio emicrania al lavoro
L'emicrania è una patologia piuttosto disabilitante, e per questo causa non pochi problemi al gran numero di persone che ne soffre.

Quasi tutti i pazienti ammettono che, durante un attacco di emicrania, sentono il bisogno di sdraiarsi da soli al buio, e trovano grandi difficoltà nel proseguire le attività che stavano svolgendo, dalla guida dell'automobile ai lavori di casa.

L'emicrania, dunque, può incidere notevolmente sulla vita lavorativa: è stato dimostrato che un terzo delle donne e un quarto degli uomini affetti da emicrania perdono l'equivalente di 6-20 giorni di lavoro all'anno.

Se in alcuni casi stare a casa è inevitabile, non bisogna però dimenticare che una corretta impostazione del lavoro e dell'ambiente lavorativo sono sicuramente utili a evitare o ridurre l'insorgere degli attacchi.

Provate a seguire queste semplici regole anti-emicrania :

Non nascondete la vostra patologia, soprattutto quando le crisi sono frequenti: l'aiuto e la disponibilità da parte di chi lavora con voi sono preziosi.

Se fate un lavoro sedentario in un ambiente chiuso, cercate di arieggiare spesso il locale e di fare un pò di attività fisica all'aria aperta ogni giorno: basta una passeggiata, o un giro in bicicletta.

Se state a lungo seduti, cercate di mantenere la schiena eretta e di cambiare spesso posizione.
Ogni tanto alzatevi per sgranchire e sciogliere i muscoli.

Non sottoponetevi a sbalzi di temperatura eccessivi (aria condizionata o riscaldamento al massimo).

Evitate di usare lampade da tavolo o al neon: meglio la luce naturale.

Se svolgete un lavoro ripetitivo, fate delle brevi pause a intervalli regolari.

Cercate di non accumulare stress eccessivo, per esempio sovraccaricandovi di lavori arretrati in alcuni periodi.

Evitate di saltare il pranzo.

Bevete spesso acqua fresca.


Organizzate il lavoro in modo da poter essere sostituiti senza troppe difficoltà se l'emicrania vi costringe a casa.

continua ...


Si consiglia sempre di parlarne al proprio medico curante .


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03/06/2011 scritto da BAT-ENZO