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FEBBRE GIALLA

La febbre gialla (detta anche "tifo itteroide", "vomito nero", "febbre delle Antille") è una malattia virale di gravità variabile, anche mortale, causata dal virus amarilico, trasmessa dalla puntura di zanzare infette.

Una pericolosa complicazione della puntura di zanzara è la febbre gialla.

La febbre gialla si trova tra il 15° parallelo Nord e il 10° parallelo Sud in America e in Africa. L’incidenza è imprecisata perché la maggior parte dei casi è subclinica o non è segnalata, verificandosi in aree geografiche remote. L’OMS stima che si verifichino 200mila casi all’anno solo in Africa (100-200 casi all'anno in Amazzonia).

L’area geografica interessata dalla febbre gialla è in espansione, soprattutto in Africa, in zone dove era considerata eradicata (es. Africa orientale e meridionale). In Africa la trasmissione avviene principalmente nelle zone di savana dell’Africa centrale e occidentale, durante la stagione delle piogge, con saltuarie epidemie in zone urbane e in villaggi. Più raramente interessa le zone di foresta equatoriale.
In Sud America gli episodi sono sporadici e colpiscono quasi sempre agricoltori o lavoratori delle foreste. Dopo una campagna di eradicazione dell’ Aedes Aegypti negli anni 1930, la febbre gialla urbana era diventata rara in Sud America, ma a causa del degrado socio-economico ed ecologico degli ultimi anni, queste zanzare hanno recentemente rioccupato buona parte delle aree dalle quali erano state eliminate e il rischio potenziale di epidemie urbane è aumentato.
Molto raramente si hanno casi di febbre gialla nei turisti e nei viaggiatori.

I vettori del virus sono zanzare del genere Aedes e Haemagogus e trasmettono il virus con la puntura.
La zanzara infetta, durante il pasto ematico, inietta il virus con la saliva nei piccoli vasi sanguigni sottocutanei. Si ha la replicazione e la disseminazione ematogena e quindi il virus infetta il fegato. Possono verificarsi, oltre al danno epatico, insufficienza renale, emorragie fino allo stato di shock.

Il periodo di incubazione è di 3-6 giorni. Il 40-60% dei casi di infezione non mostrano segni clinici, il 20-30% si manifestano in forma lieve o moderata, il 10-20% in forma grave, il 5-10% con esito infausto. La malattia ha un tipico andamento bifasico: i segni iniziali sono febbre con brivido e bradicardia relativa, cefalea importante, iperemia congiuntivale, dolore lombare, mialgie, nausea e prostrazione.
La fase tossica si manifesta con la ricomparsa della febbre e dei segni clinici di insufficienza d’organo. Il 50% dei pazienti (specie i giovani) in fase tossica muore, di solito entro 2 settimane dalla comparsa dei sintomi.

Il trattamento è principalmente sintomatico e di prevenzione delle complicanze. Non esiste terapia specifica antivirale.
Le persone che prevedono di viaggiare in aree endemiche dovrebbero vaccinarsi (per alcuni Paesi la vaccinazione è obbligatoria). Si impiega un vaccino vivo, attenuato, preparato da colture virali su embrioni di pollo. La vaccinazione è efficace da 7-10 giorni dopo la prima e unica dose e dovrebbe essere ripetuta ogni 10 anni.


Le zanzare sono fastidiosissime e capaci di rovinarci intere notti, per non dire tutte le vacanze estive: sono le zanzare, nemiche giurate della nostra pelle.

Le zanzare sono Ditteri dell'Ordine dei Nematoceri e si possono dividere in due grandi gruppi: zanzare non malariche (appartenenti al Genere Culex) e zanzare malariche (appartenenti al Genere Anopheles). La zanzara comune, Culex Pipiens, è un piccolo insetto munito di apparato boccale succhiatore e pungente. I maschi si nutrono di succhi vegetali; le femmine sono quindi i soli individui che pungono l'uomo, nutrendosi del suo sangue (ematofagi), in assenza del quale le larve non possono maturare. Pungono in genere dal tramonto all’alba.

Generalmente le punture di zanzare non costituiscono un rilevante problema di salute, ma esistono una serie di gravi patologie trasmesse da alcune specie:

la malaria
la febbre gialla
la dengue
la chikungunya, ecc.


Una particolare specie di zanzara è la varietà tigre (Aedes Albopictus; ordine Ditteri, famiglia Culicidae), origina dalle foreste tropicali del sud-est asiatico. Il suo nome è dovuto alle bande chiare che ne attraversano il corpo mentre le zampe sono di colore scuro.

La zanzara tigre presenta delle caratteristiche biologiche ben differenti dalla Culex Pipiens nostrana. In particolare, è capace di superare stagioni invernali anche molto rigide.
È molto aggressiva, punge di giorno, specialmente dalle 9 alle 11 e dalle 15 alle 19. Attacca in sciami, prevalentemente all’aperto (ma anche al chiuso). È attiva da aprile-maggio a novembre. Possiede un rostro più largo e lungo della zanzara comune che le permette di pungere anche attraverso i vestiti. Le punture, oltre a essere molto dolorose, causavano lesioni spesso emorragiche, a volte bollose.

La prima segnalazione in Italia è avvenuta a Genova nel 1990; successivamente sono stati scoperti numerosi focolai larvali della specie in provincia di Padova.
L’enorme adattabilità e resistenza della zanzara tigre, oltre alla tropicalizzazione del clima (più caldo e umido), hanno favorito un’ampia colonizzazione del territorio nazionale dal 1991 a oggi.

Oltre il 90% delle aree infestate in Italia è concentrato nel nord-ovest e tra l’altro i focolai principali si ritrovano sempre in vicinanza di depositi di copertoni.

La zanzara tigre è capace di fungere da vettore per altri patogeni potenzialmente molto pericolosi come, nel sud-est asiatico, di Arbovirus (ARthropod BOrne VIRUS), i quali danno luogo a manifestazioni che vanno da lievi sindromi influenzali a forme di encefalite a febbri emorragiche (dengue).
Negli USA sono stati isolati esemplari infettati con virus come quello dell’encefalite equina.

In Italia non ci sono evidenze di trasmissione di malattie, ma non per questo si deve ignorare il potenziale rischio di vettore di patogeni che la zanzara tigre rappresenta ad esempio per la trasmissione di malattie come l’ehrlichiosi. Inoltre i flussi migratori, ormai sempre più imponenti, rendono concreto il rischio di trasmissione di patogeni nuovi da parte della zanzara tigre.

Eziologia
Il virus della febbre gialla (virus amarilico) è un arbovirus (gruppo B), virus a RNA del genere dei Flavivirus, membro della famiglia delle Flaviviridae.

Epidemiologia
La febbre gialla si trova tra il 15º parallelo Nord e il 10º parallelo Sud in America e in Africa. Non c’è in Asia, benché siano presenti specie di zanzare, potenziali vettori. L’incidenza è imprecisata perché la maggior parte dei casi è subclinica o non è segnalata, verificandosi in aree geografiche remote. L’OMS stima che si verifichino 200,000 casi all’anno solo in Africa (100-200 casi all'anno in Amazzonia).
L’area geografica interessata dalla febbre gialla è in espansione, soprattutto in Africa, in zone dove era considerata eradicata (es. Africa orientale e meridionale). In Africa la trasmissione avviene principalmente nelle zone di savana dell’Africa centrale e occidentale, durante la stagione delle piogge, con saltuarie epidemie in zone urbane e in villaggi.
 Più raramente interessa le zone di foresta equatoriale.
In Sud America gli episodi sono sporadici e colpiscono quasi sempre agricoltori o lavoratori delle foreste. Dopo una campagna di eradicazione dell’Aedes aegypti negli anni trenta, la febbre gialla urbana era diventata rara in Sud America, ma a causa del degrado socio-economico ed ecologico degli ultimi anni, queste zanzare hanno recentemente rioccupato buona parte delle aree dalle quali erano state eliminate e il rischio potenziale di epidemie urbane è aumentato. Molto raramente si hanno casi di febbre gialla nei turisti e nei viaggiatori.

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10/06/2011 scritto da BAT-ENZO