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   SALUTE


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FILARIASI

Le filariasi (o filariosi) sono un gruppo di parassitosi che interessano sia l'uomo sia gli animali, causate da nematodi della famiglia delle Filariidae, detti comunemente "filarie".

Le filariasi che interessano l'uomo si possono distinguere secondo la localizzazione nell'organismo delle loro forme adulte.

Filariasi cutanee, provocate da Loa loa (loiasi), da Onchocerca volvulus (oncocercosi) e da Mansonella streptocerca (mansonelliasi). Alcuni autori comprendono tra le filariasi cutanee anche la dracunculiasi.
Filariasi linfatiche, provocate da Wuchereria bancrofti (filariasi di Bancroft), Brugia malayi e Brugia timori (filariasi brugiana).
Filariasi delle cavità sierose, provocate da Mansonella perstans e da Mansonella ozzardi.
Altre filarie di interesse per lo più veterinario possono essere patogene per l'uomo, occasionalmente e in modo incompleto, perché nell'ospite accidentale non maturano nelle forme adulte. Tra queste si ricordano le dirofilariasi, date da Dirofilaria immitis (filariosi cardiaca del cane), Dirofilaria (Nochtiella) repens e Dirofilaria tenuis (filariosi cardiaca del procione).

Sintomi
Nella sua variante linfatica, la più frequente, la malattia presenta quadri clinici molto differenziati, cha vanno dalla totale mancanza di sintomi (microfilaremia asintomatica) fino alla comparsa di febbre alta con grave coinvolgimento dei vasi linfatici degli arti inferiori e dei vasi genitali esterni. Può concomitare tromboflebite. La fase acuta è generalmente breve, ma può essere seguita da recidive che alla lunga portano a ostruzione definitiva dei vasi linfatici con edemi, ascite, idrocele, elefantiasi irriducibile a carico soprattutto di arti inferiori e organi genitali. L’infezione può avere carattere ciclico.

Cause
La femmina del parassita immette nel circolo sanguigno migliaia di larve (microfilarie) che vengono assunte da alcuni tipi di zanzare (culex fatigans) durante la puntura.
Le larve maturano nell’intestino della zanzara che, pungendo altri soggetti, diffonde l’infezione.
 La forma più comune è causata dal verme wuchereria bancroft, endemico nelle zone tropicali e subtropicali
(si calcola che ne siano infestate 140 milioni di persone nel mondo);
 altri vermi chiamati in causa sono brugia malati, Onchocerca volvulus e loa loa. Altre infezioni della stessa famiglia della filariosi sono infatti la loiasi, l'oncocerchiosi e la dracunculiasi.

Terapia consigliata

La diagnosi può essere effettuata basandosi solo sui sintomi oppure verificando la presenza di microfilarie nel sangue. Il farmaco di prima scelta è la dietilcarbamazina (anche a dosi elevate), usata peraltro anche nella chemioprofilassi dei soggetti che si recano nelle zone di endemia. Poiché il farmaco può determinare effetti collaterali anche gravi (come encefalopatia, fenomeni allergici a seguito della distruzione delle filarie), è spesso necessario associare anche antistaminici e/o cortisonici.

Ciclo vitale
Come per tutti i nematodi, il ciclo vitale delle filarie prevede 5 stadi di sviluppo larvale, nell'ospite definitivo vertebrato e nell'ospite intermedio (vettore) artropode. Le femmine adulte producono migliaia di forme larvali al I stadio, dette microfilarie, che vengono ingerite dall'insetto vettore. Alcune microfilarie hanno una periodicità circadiana (di 24 ore) e si trovano nel circolo dell'ospite vertebrato in massima concentrazione una volta al dì, nel momento in cui abitualmente l'insetto vettore ematofago si nutre. Le microfilarie passano due stadi di sviluppo nel vettore. La larva al III stadio viene inoculata di nuovo dal vettore nell'ospite vertebrato definitivo, durante il suo pasto ematico. La larva passa altri due stadi di sviluppo prima di diventare adulta e raggiungere la sua localizzazione definitiva, a seconda della specie.


Si consiglia sempre di parlarne al proprio medico curante .

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04/07/2011 scritto da BAT-ENZO