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          SALUTE


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FRATTURA DEL COLLO DEL FEMORE

La frattura del collo del femore è spesso causata negli anziani da cadute banali, in quanto l'estremità prossimale del femore è osteoporotica. Nei pazienti più giovani ci vuole un traumatismo ad alta energia. Due sono le fratture che possono interessare il "collo del femore": la vera frattura del collo del femore e la frattura pertrocanterica. Una frattura a livello del collo femorale (visibile clinicamente in quanto si associa ad un accorciamento ed extrarotazione dell'arto inferiore) può comportare una necrosi della testa del femore (scioglimento della testa).Il trattamento chirurgico è diverso a seconda della frattura: negli anziani si propone una endoprotesi o una protesi totale d'anca (con rimozione della testa), nei pazienti più giovani é preferibile conservare la testa e fissare la frattura mediante osteosintesi. Una frattura pertrocanterica viene trattata attraverso un'osteosintesi ( fissazione della frattura con vite e placca, chiodo gamma ...). Lo scopo della chirurgia è verticalizzare quanto prima l'anziano per potergli permettere di reintegrare il più in fretta possibile la vita precedente.

CAUSE

La regione collo del femore è la più esposta alle fratture, a causa della sua conformazione e del carico del peso corporeo a cui è sottoposta.

Durante l’età giovanile e adulta queste condizioni avverse sono compensate dal buon grado di calcificazione delle ossa. Al contrario, nell’età avanzata, a causa della graduale diminuzione della quantità del tessuto osseo (osteoporosi senile) e dei cambiamenti della sua composizione minerale, particolarmente per quanto riguarda il calcio , la regione del collo femorale risulta considerevolmente indebolita.

Le fratture del collo del femore sono infatti, le fratture più frequenti nell’uomo e nella donna dopo i settanta anni e, per questo motivo, costituiscono un gravissimo problema sociale e assistenziale; il progressivo allungamento della vita ha infatti determinato un notevole aumento di questo tipo di problema. Ogni anno vengono ricoverati e operati presso l'ospedale regionale di Locarno circa 120 pazienti con una frattura del collo femorale.

Questo tipo di frattura si verifica spesso a causa di traumi di modestissima entità: la situazione più frequente consiste, infatti, nella caduta fortuita di un individuo anziano, spesso favorita da calzature non adatte, da irregolarità del terreno o ancora da disturbi apparsi improvvisamente, quali un capogiro, un disturbo del ritmo cardiaco, un’alterazione transitoria della circolazione cerebrale o della pressione sanguigna. A volte può capitare che l'anziano cade in seguito alla rottura spontanea del collo femorale molto osteoporotico. Nei giovani la frattura del collo femorale avviene in seguito ad un traumatismo ad alta energia (incidente stradale, sci, caduta dall'alto,...).

SINTOMI

Il paziente caduto a terra non riesce a rialzarsi e accusa un forte dolore all’inguine, diffuso verso il ginocchio e lungo la parte anteriore della coscia. In molti casi è possibile supporre la presenza della frattura semplicemente osservando la posizione della gamba colpita: essa si presenta girata verso l’esterno, in modo che il piede tende a toccare il terreno con il suo margine esterno. La gamba inoltre, appare spesso leggermente più corta di quella sana.

In questa situazione è opportuno evitare di muovere il paziente prima dell’arrivo degli addetti al soccorso.


DIAGNOSI


La diagnosi della frattura è affidata all’esame radiografico, che permette di individuare l’esatta sede della frattura. Si parlerà di frattura del collo femorale quando la frattura interessa la porzione ossea tra la testa femorale e la zona trocanterica. Invece la frattura pertrocanterica interessa la parte prossimale del femore.


   
Frattura collo femore                                 Frattura pertrocanterica


TRATTAMENTO

La cura di queste fratture consiste, nella maggior parte dei casi in un intervento chirurgico. Nonostante l’elevato rischio dovuto all’età spesso avanzata e alle condizioni generali del paziente, l’intervento chirurgico permette di ridurre al minimo il tempo di immobilizzazione a letto, impedendo così la comparsa di complicazioni come piaghe da decubito, disturbi respiratori e circolatori, alterazioni psichiche o infezioni urinarie, che compaiono con grande frequenza nell’anziano costretto a letto e che ne mettono in pericolo la vita stessa. Infatti, quando queste fratture non venivano trattate chirurgicamente, era molto alta la percentuale di mortalità.

L’intervento chirurgico consiste nell’unione dei frammenti ossei della frattura con mezzi metallici quali chiodi e placche, nella sostituzione dell’intera articolazione con una protesi metallica (protesi totale) o della sua parte femorale (endoprotesi). La scelta del tipo di intervento dipende del tipo della frattura, dell'età e delle condizioni generali del paziente.

Di seguito alcuni esempi di trattamento eseguito frequentemente all'ospedale La Carità di Locarno:

   

Osteosintesi con chiodo gamma

Intervento mini-invasivo che permette di fissare la frattura mediante un chiodo inserito nel femore e una vite inserita nel collo femorale.

Endoprotesi
  
Si tratta della sostituzione della testa femorale con una testa metallica di dimensione uguale.


Si consiglia sempre di parlarne al proprio medico curante .

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23/08/2011 scritto da BAT-ENZO