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   SALUTE


Le informazioni di medicina e salute non sostituiscono l'intervento del medico curante.
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I precedenti consigli, riconducibili a pratiche con scopi terapeutici, non assicurano alcun tipo di garanzia sul fatto che effettivamente queste terapie, sebbene riportate accuratamente, correttamente e senza contravvenire alla legge, possano sostituire l'intervento di un medico tradizionale.



FRATTURE DELLA MANO

Le ossa della mano (falangi e metacarpi), pur se molto resistenti possono fratturarsi se sottoposte ad un trauma violento: schiacciamento, distorsione, urto etc...

Sintomi.
In genere si nota rigonfiamento, eventuale deformità, forte dolore e talvolta impossibilità a muovere la parte interessata.
Alcune volte i sintomi possono essere molto lievi specialmente nei casi in cui l’osso è rotto, ma non è spostato (frattura composta).

Esami.
 Bisogna rivolgersi ad un pronto soccorso o ad un ortopedico o, possibilmente, ad un chirurgo della mano che richiederà delle radiografie per accertare l’eventuale presenza di una frattura.

Terapia.
La guarigione dell’osso avviene spontaneamente se esso è immobilizzato correttamente per il periodo necessario.

Tipi di fratture:

-Frattura composta stabile: l’osso mantiene la sua forma originale e non si sposta spontaneamente. E’ il tipo di frattura che guarisce più facilmente.
In genere la si immobilizza con una stecca o un gesso.

-Frattura scomposta o composta instabile: l’osso è rotto e spostato o si può spostare (accorciare, girare, scivolare etc...) durante la guarigione. Nel caso lo spostamento pregiudichi la funzione della mano è necessario, in anestesia, praticare una riduzione (allineare l’osso) e, in alcuni casi, bloccare l’osso nella posizione corretta utilizzando dei fili di metallo che vengono inseriti senza praticare incisioni sulla pelle (questo sistema è chiamato riduzione e sintesi a cielo chiuso); quando questi fili sono connessi tra loro da una barretta esterna si parla di “fissatore esterno”.

In altri casi è necessario incidere la pelle, ridurre la frattura e sintetizzarla (bloccarla) con fili, viti o placche (riduzione e sintesi a cielo aperto).

-Frattura comminuta: l’osso è rotto in molti punti e non sempre si riesce a ricostruirne la forma originaria.

Queste fratture possono avere difficoltà a guarire e necessitare tempi lunghi.

-Fratture articolari: l’osso è rotto a livello dell’articolazione ovverosia nel punto in cui si muove a contatto dell’osso adiacente. Queste fratture possono creare disturbo del movimento, dolore e, nel tempo, artrosi. E’ importante ridurre (allineare) il più possibile l’osso a livello articolare per limitare i rischi suddetti.

-Fratture esposte: se è presente una ferita sul punto della frattura l’osso viene a contatto con l’esterno e si ha un notevole rischio d’infezione. Se la pelle è molto traumatizzata, anche in assenza di ferite, si può avere lo stesso un rischio d’infezione. Queste fratture devono essere pulite, disinfettate e trattate con antibiotici.
L’infezione ritarda e contrasta i meccanismi di guarigione.I tempi di guarigione di una frattura variano dai 20 ai 60 giorni circa, in relazione alla sede della frattura, al tipo di frattura e all’età del paziente, nei bambini, infatti, i tempi di guarigione sono più rapidi.
Complicanze. La complicanza più frequente, una volta guarita la frattura, è la limitazione del movimento della mano o delle dita interessate: nella mano infatti i tendini (che servono a muovere le dita) si trovano a stretto contatto con l’osso. L’immobilizzazione necessaria a far guarire la frattura tende a far aderire i tendini all’osso, queste aderenze non permettono ai tendini di scivolare normalmente per eseguire i movimenti. Per limitare questo rischio è necessario immobilizzare le fratture per lo stretto tempo necessario. Talvolta si preferisce operare alcune fratture che potrebbero guarire anche solo con una stecca esterna proprio per permettere un movimento più precoce della mano.
Aderenze e retrazioni (accorciamenti) possono anche formarsi a livello dei legamenti e delle articolazioni.
Per riacquistare un buon movimento, dopo una frattura della mano, è quasi sempre necessario eseguire una riabilitazione (fisioterapia).
Ritardo o non consolidazione (guarigione) della frattura: può essere dovuta al tipo di frattura, alla presenza d’infezione, alla durata del trattamento, al fumo (nei fumatori i tempi di guarigione aumentano di un terzo del tempo circa). Se la frattura non guarisce nei tempi massimi previsti si parla di pseudoartrosi. In questo caso è necessario un intervento e spesso è utilizzato un innesto osseo: si preleva un pezzetto di osso da un’altra parte del corpo (in genere dal polso o da altra sede) e lo si appone in sede di frattura con tecniche diverse per favorirne la guarigione.
Infezione: può essere causata dall’esposizione dell’osso, come anzidetto, ma anche dall’intervento: tutti gli interventi hanno una minima percentuale di rischio d’infezione.
“Gonfiore”: la frattura guarisce grazie alla formazione di un “callo osseo” talvolta esuberante che, nei mesi, tende a diminuire di volume.
Fratture nei bambini: quando la frattura interessa la parte dell’osso in crescita (cartilagine di accrescimento) se questa viene danneggiata si possono avere disturbi nella crescita dell’osso stesso, questa evenienza non si può sempre prevenire nè prevedere esattamente. Il trauma e l’immobilizzazione di una frattura possono portare ad una sindrome algo-distrofica (vedi) che consiste in dolore, gonfiore, rarefazione ossea presenti anche per mesi dopo la guarigione ossea. In genere regredisce spontaneamente nel giro di 3-6-mesi ed è trattata con fisioterapia



Si consiglia sempre di parlarne al proprio medico curante .

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08/08/2011 scritto da BAT-ENZO