Crea sito


   SALUTE


Le informazioni di medicina e salute non sostituiscono l'intervento del medico curante.
Nessuna responsabilità è assunta riguardo ai liberi commenti inseriti dai visitatori del sito.
I precedenti consigli, riconducibili a pratiche con scopi terapeutici, non assicurano alcun tipo di garanzia sul fatto che effettivamente queste terapie, sebbene riportate accuratamente, correttamente e senza contravvenire alla legge, possano sostituire l'intervento di un medico tradizionale.



GANGRENA

La gangrena (detta anche cancrena) è una complicazione del processo di necrosi caratterizzata dalla decomposizione dei tessuti, che diventano nerastri o verdastri. La causa più frequente è l'ischemia dovuta a un trombo (coagulo) o ad un'embolia, ma può anche essere causata da infezioni, traumi, congelamento o da alterazioni dei vasi sanguigni e dei nervi di varia natura. In ogni caso la causa diretta della gangrena è un insufficiente apporto di sangue ad un tessuto, che spesso viene rapidamente invaso da batteri. Può interessare qualsiasi organo o tessuto ma colpisce più frequentemente gli arti (specialmente quelli inferiori), le orecchie, il naso, l'appendice, i polmoni e l'intestino, ed è una delle complicazioni più frequenti del diabete mellito.

La parola gangrena deriva dal latino gangraena, che a sua volta deriva dal greco gangraina (γάγγραινα), che significa "putrefazione dei tessuti". Non ha alcun nesso semantico col cancro


Classificazione
La gangrena può essere generalmente:

Secca, nella quale tra i processi litici (distruttivi) prevale l'evaporazione. La gangrena secca si sviluppa nelle parti periferiche degli arti a causa dell'ischemia e spesso si verifica nei piedi (soprattutto nelle dita) di pazienti anziani, a causa dell'arteriosclerosi. Procede lentamente, fino a quando l'apporto di sangue non è più sufficiente a mantenere in vita il tessuto. La parte colpita appare secca, raggrinzita e di colore nero, come se fosse mummificata. Il colore scuro è dovuto alla liberazione di emoglobina dovuta all'emolisi dei globuli rossi, effettuata dall'acido solfidrico che producono i batteri.
Il risultato è la formazione di solfuro di ferro, che rimane nei tessuti. Solitamente, si arriva al distacco totale del tessuto gangrenoso, quando non è rimosso chirurgicamente. Nella gangrena secca, la causa dell'interruzione del flusso sanguigno nella parte colpita non è un'infezione batterica grave, e non si assiste a una putrefazione vera e propria.
 Pazienti con problemi alla circolazione sanguigna periferica, come per esempio chi soffre di diabete, sono particolarmente a rischio di sviluppare la gangrena secca. I sintomi iniziali della gangrena secca sono un dolore sordo, sensazione di freddo e pallore nelle zone interessate. A volte un intervento tempestivo può ripristinare l'area colpita mediante chirurgia vascolare. Tuttavia, se si verifica la necrosi, il tessuto gangrenoso dev'essere rimosso chirurgicamente come nella gangrena umida.

Umida (la più comune), dove prevalgono i processi colliquativi, ossia le cellule morte vengono digerite da parte degli enzimi, con perdita dell’architettura cellulare e trasformazione del tessuto in una massa liquida e viscosa. Si verifica nelle zone umide del corpo, come la bocca, l'intestino, i polmoni, la cervice uterina e la vulva. Le piaghe da decubito che si sviluppano ad esempio nella zona sacrale, sulle natiche e sui talloni sono anch'esse classificabili come gangrena umida, anche se si tratta di zone asciutte. Il tessuto viene infettato ad opera di microrganismi saprogenici (bacterium perfringens, fusiformis, putrificans, ecc.), e comincia a gonfiarsi ed emettere un odore sgradevole. Di solito la gangrena umida si sviluppa rapidamente a causa del blocco del flusso sanguigno sia venoso che arterioso; infatti, la zona colpita viene saturata da sangue stagnante che favorisce il rapido sviluppo dei batteri. Le sostanze tossiche prodotte dai batteri vengono assorbite dai tessuti; questo porta ad una setticemia generale, ed infine alla morte. Le zone colpite dalla gangrena umida appaiono edematose, molli, marce e putrescenti. Il loro colore è scuro, per gli stessi meccanismi di emolisi che avvengono nella gangrena secca.

Gassosa, dove a causa di un'infezione batterica i muscoli e tessuti si riempiono di gas ed essudato. Questa gangrena, spesso mortale, è causata da un'infezione di batteri anaerobi, tra cui il Clostridium perfringens. L'infezione si estende molto rapidamente perché il gas prodotto dai batteri si espande e si infiltra nei tessuti sani; per questo motivo, la gangrena gassosa dev'essere trattata come un'emergenza medica. I batteri responsabili della gangrena gassosa (oltre al Clostridium Perfringens, anche Bacteroides e alcuni streptococchi anaerobi) si trovano comunemente nell'ambiente (es. nel suolo); possono penetrare nei muscoli attraverso una ferita aperta non curata e in seguito proliferare nel tessuto necrotico. Producono un'esotossina molto aggressiva che dissocia e distrugge il tessuto circostante, liberando contemporaneamente del gas arricchito in anidride carbonica, il quale si espande diffondendo il processo. Se non trattata tempestivamente, la gangrena gassosa causa necrosi e sepsi, che progrediscono rapidamente in tossiemia e shock settico.
Più specifiche sono le seguenti gangrene:

Gangrena embolica, che è il risultato dell'occlusione da parte di un trombo od un embolo di un'arteria principale ove la circolazione collaterale non sia sufficientemente efficace da mantenere l'ossigenazione della zona interessata. Può essere considerato un caso particolare di gangrena secca.

Gangrena diabetica, dovuta all'effetto combinato delle disfunzioni dei vasi sanguigni (che causano varici e ulcere) e delle neuropatie (che causano perdita di sensibilità) a carico di individui affetti da diabete mellito.
Anch'essa è un caso particolare di gangrena secca.
 
Noma, una gangrena che colpisce le zone del viso, soprattutto bocca e guance.
Fascite necrotizzante, rara e gravissima infezione che colpisce le parti più profonde della pelle e i tessuti sottocutanei, e che si espande in modo rapido e aggressivo attraverso la componente molle del tessuto connettivo (fascia).
Gangrena di Fournier, un tipo di fascite necrotizzante che interessa il perineo e i genitali maschili.

Terapia
Quando gli antibiotici non erano ancora stati scoperti, larve di mosca venivano usate comunemente nel trattamento di ferite o ulcere croniche, per prevenire o arrestare il diffondersi della necrosi, in quanto alcune specie di larve si nutrono solo di carne morta, lasciando intatto il tessuto vivo circostante. Questa pratica è stata soppiantata dall'uso degli antibiotici, dell'acetonitrile e degli enzimi come cura per le ferite. Tuttavia di recente la terapia delle larve ha riacquistato credibilità ed è talvolta usata con notevole efficacia in casi di necrosi tessutale cronica.

Di solito è necessario effettuare un intervento chirurgico che elimini la causa della gangrena. Le parti necrotizzate vanno quasi sempre rimosse e, spesso, risulta necessaria perfino l'amputazione dell'arto affetto. Le infezioni vanno bloccate attraverso una massiccia terapia antibiotica, ma gli antibiotici di per sé non sono solitamente sufficienti a bloccare la gangrena, poiché non arrivano ad agire efficacemente in tessuti colpiti da ischemia. Se non si procede a questi interventi, la gangrena evolve in sepsi, con conseguente shock settico e morte dell'individuo colpito. Infine, bisogna ristabilire un equilibrio metabolico ed elettrolitico nel paziente.


Si consiglia sempre di parlarne al proprio medico curante .

torna ad home page

 

QUESTO sito NON RAPPRESENTA UNA TESTATA GIORNALISTICA IN QUANTO VIENE AGGIORNATO SENZA NESSUNA
PERIODICITÀ, PERTANTO, NON PUÒ CONSIDERARSI UN PRODOTTO EDITORIALE AI SENSI DELLA
LEGGE N. 62 DEL 7.03.2001.
L'AUTORE NON HA ALCUNA RESPONSABILITÀ PER QUANTO RIGUARDA gli articoli scritti che sono presi da altri blog o siti SITI da i QUALI  DECLINO OGNI RESPONSABILITÀ PER GLI EVENTUALI ERRORI ED INESATTEZZE RIPORTATI NEL sito E PER GLI EVENTUALI DANNI DA ESSI DERIVANTI

08/08/2011 scritto da BAT-ENZO