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I precedenti consigli, riconducibili a pratiche con scopi terapeutici, non assicurano alcun tipo di garanzia sul fatto che effettivamente queste terapie, sebbene riportate accuratamente, correttamente e senza contravvenire alla legge, possano sostituire l'intervento di un medico tradizionale.



GASTRITE

La gastrite è un'infiammazione della mucosa gastrica, sono diverse le cause che portano a tale manifestazione e ne esistono innumerevoli tipi, suddivise nella maniera classica: gastriti acute e croniche.

Tipologia
Esistono vari criteri secondo cui si dividono le gastriti:

Criterio endoscopico, dove si sono evidenziate sette forme diverse fra cui la gastrite atrofica, ed è stata perfezionata con aggiunte di nuovi mezzi diagnostici
Estensione topografica
Criterio eziologico
Grado della lesione

Cause
Processi infiammatori acuti o cronici della mucosa dello stomaco, che possono essere dovuti a diverse cause. A) Gastriti acute erosive: farmaci (soprattutto FANS, antifebbrili, antidolorifici, cortisonici e antinfiammatori), ustioni, shock, interventi chirurgici, sepsi, traumi, insufficienza respiratoria, renale o epatica, stress, infezioni (batteriche o virali), assunzione di cibi o sostanze irritanti (tra queste, alcol e fumo). B) Gastriti croniche non erosive: atrofiche (cioè con riduzione dello spessore di mucosa e sottomucosa) da Helicobacter pilori (gastrite cronica superficiale tipo B), da reazione autoimmunitaria contro le cellule parietali gastriche (gastrite cronica superficiale tipo A, gastrite atrofica, atrofia gastrica) oppure ipertrofiche (gastropatia ipersecretiva e malattia di Menetrier), con ispessimento (a volte gigantesco) degli strati superficiali delle pliche. Esistono inoltre tipi specifici di gastrite, tra cui ricordiamo: gastrite eosinofila, gastrite granulomatosa, gastrite nel morbo di Crohn, gastrite in corso di sarcoidosi, infezioni (TBC, sifilide, micosi, virosi, parassitosi) e pseudolinfoma, gastrite attinica ecc. Si possono verificare complicazioni di tipo anemico (in genere anemia megaloblastica da carenza di vitamina B12, che per essere assorbita ha bisogno di una sostanza normalmente prodotta dallo stomaco, ma assente in molti casi di gastrite cronica). Malattie associate sono l’ulcera gastrica e il tumore dello stomaco: ciò spiega perché i pazienti gastritici vadano controllati endoscopicamente nel tempo, con prelievi bioptici multipli.

Gastrite acuta
Forme di gastriti transitorie, caratterizzate da lesioni erosive. Talvolta rimangono silenti, altre volte hanno esordio anche drammatico con emorragia massiva e rischio per la sopravvivenza.

Fra le più comuni forme di gastriti acute ritroviamo:

Gastrite erosiva, si ha una perdita di integrità della mucosa senza perforazione comporta sanguinamento, causato da alcool, abuso di farmaci, ustioni o eventi traumatici
Gastrite ischemica, causato da shock, ipovolemia, emboli
Gastrite corrosiva, causata da indigestione di particolari agenti chimici o abuso di alcool
Gastrite da farmaci, particolare lesione causata dagli effetti collaterali di alcuni farmaci, soprattutto FANS.
Le lesioni delle forme acute scompaiono generalmente entro le 48 ore.

Gastrite cronica
Nella forma cronica manca la componente erosiva, ma ritroviamo gli infiltrati tipici delle flogosi croniche.

Le gastriti croniche si dividono in due tipi:

Di tipo A, o del fondo: si sviluppa nel fondo e nella grande curva dello stomaco, è relativamente rara e più frequente nell'anziano. È una patologia a base autoimmune che determina la produzione di autoanticorpi contro le cellule parietali dello stomaco. Provoca acloridria, anemia perniciosa, atrofia della mucosa e aumentata incidenza di carcinoma gastrico.
Di tipo B, o dell'antro: forma sostenuta dall'Helicobacter pylori, un batterio Gram negativo che ha come habitat naturale la mucosa gastrica, dove è capace di convertire l'urea in ammoniaca. Come conseguenza di questo fatto l'acidità dell'ambiente si abbassa, rendendolo più vulnerabile all'azione erosiva delle sostanza acide digestive. Spesso rimane asintomatico per molti anni. È dimostrabile tramite gastroscopia e biopsia anche in assenza di lesioni visibili. Nel tempo provoca ulcera peptica e carcinoma gastrico.
La terapia per l'eliminazione del batterio consiste nella somministrazione di bismuto e amoxicillina in molti cicli.

Tipologie classificate tra le malattie rare

Gastrite cronica atrofica autoimmune

Sintomatologia

La sintomatologia delle gastriti acute è caratterizzata da fastidio e bruciore all'addome, che aumenta quando si mangia, inappetenza, calo di peso, nausea, spesso seguita da vomito, dolori epigastrici, diarrea e, nei casi più gravi, da ematemesi o melena. Le varianti croniche, più frequenti dal quinto decennio in poi, sono generalmente asintomatiche o al massimo causano fenomeni di dispepsia.
Le forme croniche non mostrano sintomi mentre le forme acute provocano dolore, nausea, vomito, febbre (anche febbre scarlatta soprattutto nella forma ipertrofica), dispepsia, emorragia, anoressia, tutti sintomi che una volta eliminata la causa scompaiono in pochissimo tempo.

Esami
Per una corretta diagnosi innanzitutto si ricorre all'anamnesi (le domande che il medico pone al paziente) il sospetto poi viene accertato tramite vari esami fra cui l'esame gastroscopico e l'endoscopia anche se non sempre fornisce dati certi la semplice radiografia non porta risultati in diverse forme della malattia. e la colorazione con ematossilina eosina
(la colorazione di base nello studio microscopico )

Diagnosi differenziale
Occorre distinguerla in sede di esami diagnostici da una possibile presenza tumorale, considerando anche che alcune forme di gastrite sono considerate fattore di rischio per l'evoluzione della neoplasia.

Prognosi
I sintomi delle forme acute possono scomparire entro pochi giorni dall'inizio. Se sono presenti perdite ingenti di sangue la prognosi è più sfavorevole.

Terapia
Si somministrano inibitori della pompa protonica (esomeprazolo, pantoprazolo, omeprazolo), antiacidi (sali di magnesio e alluminio, magaldrato, ranitidina) o anche protettori della mucosa gastrica (sucralfato). Nel caso in cui venga accertata l'infezione da Helicobacter pylori si deve procedere all'eradicazione con una schema antibiotico che comprenda almeno una penicillina di nuova generazione (amoxicillina, ampicillina) e un macrolide (solitamente la claritromicina). In alcuni casi è possibile anche associare il metronidazolo, Inoltre in caso della forma acuta il riposo facilita la ripresa dell'organismo.

Terapia consigliata
La diagnosi è di tipo endoscopico, la prognosi è quasi sempre buona, escludendo le forme da caustici, che possono condurre a complicazioni stenosanti. A) Gastriti acute: eliminazione dei fattori scatenanti, correzione delle turbe della motilità e della secrezione gastrica con antiacidi, antisecretori (antistaminici anti-H2, inibitori di pompa protonica), procinetici; mantenimento di adeguata ossigenazione tessutale e volemia. In realtà la terapia delle forme acute non differisce da quella dell’ulcera peptica, con una preferenza per i farmaci citoprotettivi (sucralfato o prostaglandine); le forme di gastrite da batteri vanno trattate con antibiotici, secondo protocolli terapeutici ormai confermati. B1) Gastriti croniche atrofiche: come A ) + eventuale trattamento antibiotico mirato dell’Helicobacter pilori. In presenza di anemia sideropenica o perniciosa, si consiglia la somministrazione di acido folico e vitamina B12. B2) Gastriti croniche ipertrofiche: terapia medica abituale, dieta iperproteica e, nei casi più gravi, plasma e albumina; in caso di complicanze emorragiche, si rende necessario ricorrere all’intervento chirurgico. Nelle forme croniche possono essere utili farmaci che regolarizzano la motilità del tubo digerente (cisapride, metoclopramide o clebopride). Chi è predisposto a episodi di gastrite dovrebbe adottare alcune norme comportamentali di prevenzione: astensione dall’alcol, non assunzione di farmaci gastrolesivi (acido acetilsalicilico e simili), limitazione del fumo e periodiche gastroscopie di controllo almeno una volta l’anno, soprattutto a ogni riaccensione sintomatologica (frequente ai cambi di stagione, con una preferenza statistica per la primavera) al fine di individuare, e arrestare, eventuali degenerazioni tumorali in fase ancora operabile.


Si consiglia sempre di parlarne al proprio medico curante .

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14/06/2011 scritto da BAT-ENZO