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     SALUTE


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I precedenti consigli, riconducibili a pratiche con scopi terapeutici, non assicurano alcun tipo di garanzia sul fatto che effettivamente queste terapie, sebbene riportate accuratamente, correttamente e senza contravvenire alla legge, possano sostituire l'intervento di un medico tradizionale.




Glaucoma all’occhio: sintomi e cura

Introduzione
Il termine glaucoma viene usato per descrivere un insieme di malattie oculari che possono causare la cecità se non adeguatamente curate: il glaucoma ad angolo aperto, la forma più frequente, colpisce circa 3 milioni di persone nei soli Stati Uniti. Metà delle persone colpite non sa nemmeno di essere malata.

Anatomia
I nostri occhi sono strumenti ottici molto sofisticati che raccolgono la luce e la concentrano nella loro parte posteriore, consentendoci di vedere: la cornea è la parte frontale e trasparente dell’occhio che permette l’ingresso della luce, il resto dell’occhio è coperto da uno strato esterno chiamato sclera. Nella parte frontale dell’occhio, c’è un’ulteriore membrana di rivestimento che prende il nome di congiuntiva.

La luce colpisce l’iride, la parte colorata dell’occhio: l’apertura al centro dell’iride si chiama pupilla. L’iride è in grado di variare la quantità di luce che entra nell’occhio, perché può modificare il diametro della pupilla.

Dopo aver attraversato la pupilla la luce passa attraverso una lente trasparente, proprio come la lente di una macchina fotografica il cristallino concentra la luce nella parte posteriore dell’occhio. Tra il cristallino e la parte posteriore dell’occhio, i raggi luminosi attraversano una sostanza trasparente, chiamata umor vitreo.

Il fondo dell’occhio si chiama retina e serve per trasformare i segnali luminosi in segnali elettrici, che vengono trasmessi al cervello dal nervo ottico; il cervello infine li traduce nelle immagini che vediamo.

In generale nell’occhio si possono distinguere due zone importanti:

la zona anteriore (detta camera anteriore, si trova tra la cornea e l’iride)
la zona posteriore (detta camera posteriore, collocata tra l’iride e il cristallino).
Il liquido trasparente che riempie la camera anteriore viene prodotto nella camera posteriore e poi viene assorbito da una struttura retiforme spugnosa, in una zona detta angolo. Se la velocità di riassorbimento è minore di quella di produzione, il fluido si accumula nella camera anteriore aumentando la pressione e la tensione all’interno dell’occhio.

Se la pressione aumenta l’occhio e il nervo ottico vengono danneggiati: questa situazione può portare alla cecità.

Tipi di glacucoma

Esistono cinque tipi di glaucoma.

Il glaucoma ad angolo aperto è la forma più comune di questa malattia: la pressione nell’occhio aumenta con il passare del tempo, piuttosto lentamente. Il glaucoma ad angolo aperto di solito può essere curato con farmaci appositi o con l’intervento chirurgico.
Per il glaucoma a bassa tensione o a tensione normale si usano le stesse terapie di quello ad angolo aperto, i sintomi però non insorgono lentamente come in quel caso: possono verificarsi in maniera più inaspettata.
Il glaucoma ad angolo chiuso è una situazione di emergenza. Questo tipo provoca un aumento improvviso della pressione dell’occhio, tra i sintomi troviamo forte dolore e nausea, rossore dell’occhio e vista sfocata. Se non ci si cura immediatamente si può diventare ciechi in uno o due giorni. Normalmente, un intervento chirurgico immediato col laser può rimuovere l’ostruzione e salvare la vista.
Il glaucoma congenito colpisce quei bambini che, fin dalla nascita, soffrono di difetti dell’occhio che rallentano il normale assorbimento del fluido. Tra i sintomi troviamo: occhi offuscati, sensibilità alla luce e lacrimazione eccessiva.L’intervento chirurgico di solito è la miglior cura possibile e il bambino ha ottime possibilità di vedere bene.
Il glaucoma secondario nasce come complicazione di altre patologie. La terapia può comprendere farmaci oppure l’intervento chirurgico. Tra le malattie o situazioni che possono causare il glaucoma secondario troviamo interventi chirurgici all’occhio, cataratta in stadio avanzato,
 lesioni all’occhio, determinati tumori dell’occhio, uveite (infiammazione dell’occhio), diabete, uso di farmaci corticosteroidi.

Sintomi
Nelle prime fasi il glaucoma può non presentare sintomi evidenti. Se non ricevono nessuna cura i pazienti affetti da glaucoma possono ritrovarsi all’improvviso a non vedere più sui lati, cioè a non avere più la cosiddetta visione periferica. È come se vedessero attraverso un tunnel
(visione a tunnel).

Col tempo i pazienti affetti da glaucoma possono continuare a perdere la vista, fino a rimanere ciechi. Anche il dolore agli occhi e il mal di testa sono sintomi del glaucoma.

Tranne nel caso del glaucoma congenito, che tra l’altro è molto raro, il glaucoma di solito colpisce solo le persone di età superiore ai 60 anni, per motivi tuttora sconosciuti, gli uomini neri di età superiore ai 40 anni corrono maggiori rischi di ammalarsi di glaucoma.

Se vi trovate in una di queste situazioni, avete una maggior probabilità di ammalarvi di glaucoma:

Precedenti famigliari di glaucoma,
Altri problemi oculari,
Interventi chirurgici all’occhio,
Diabete.

Diagnosi
La diagnosi precoce del glaucoma è essenziale per prevenire la diminuzione della vista e la cecità. Nella maggior parte dei pazienti i sintomi non compaiono immediatamente, solo un’approfondita visita oculistica di routine può rivelare la presenza della malattia.

Una visita oculistica approfondita comprende gli esami seguenti:

Nell’esame del visus (acutezza visiva)si usa una tabella per misurare l’acutezza visiva a
diverse distanze.
L’esame del campo visivo misura la visione laterale o periferica. In questo modo il vostro
oculista può capire se la visione periferica è diminuita, intervenendo così per un sospetto
caso di glaucoma.
L’esame della dilatazione pupillare aiuta l’oculista a vedere meglio il nervo ottico, per capire se ci sono segni di lesione. L’oculista vi mette un collirio nell’occhio per dilatare la pupilla.
Dopo l’esame, la visione da vicino può rimanere offuscata per diverse ore.
La tonometria misura la pressione del liquido all’interno dell’occhio. Ci sono diversi tipi di tonometria. Uno di essi usa una luce violetta per misurare la pressione. Un altro tipo è il puff test, che misura la resistenza dell’occhio a un soffio d’aria.
Durante la pachimetria l’occhio viene anestetizzato con un collirio e viene usata una sonda ecografica per misurare lo spessore della cornea.
 
Cura e terapia
Dopo la diagnosi il glaucoma può essere curato in molti modi diversi, inizialmente di norma si prova con i farmaci. Se i farmaci non sono in grado di tenere sotto controllo efficacemente la pressione oculare, può rivelarsi necessario l’intervento chirurgico e a volte viene consigliata l’operazione col laser per iniziare la terapia.

I farmaci vengono somministrati sotto forma di collirio e compresse, alcuni di essi fanno sì che l’occhio produca meno liquido, altri invece abbassano la pressione oculare favorendone il drenaggio. I farmaci per il glaucoma di solito devono essere assunti diverse volte al giorno e nella maggior parte dei pazienti non presentano effetti collaterali. Alcuni farmaci, tuttavia, possono provocare mal di testa o avere effetti collaterali a carico di altre parti dell’organismo: i colliri ad esempio possono causare bruciore e rossore all’occhio.

Se dovete usarli il vostro oculista vi insegnerà come mettere le gocce nell’occhio, ma è importante dirgli tutti gli altri farmaci che state assumendo prima di iniziare la terapia per il glaucoma.

Per la cura del glaucoma sono disponibili molti farmaci, se un farmaco in particolare vi crea problemi fatelo presente perchè potrebbe essere necessario usarne uno diverso, oppure soltanto un dosaggio diverso.

Poiché il glaucoma in molti casi è asintomatico, potreste aver la tentazione di smettere di assumere i farmaci, ma è essenziale continuare la terapia prescritta per evitare danni irreparabili e cecità.

Intervento chirurgico
L’intervento col laser, chiamato anche trabeculoplastica, può rivelarsi necessario se i farmaci non sono sufficienti per tenere sotto controllo la pressione oculare. In alcuni casi, si deve continuare ad assumere i farmaci per il glaucoma anche dopo l’intervento col laser.

L’occhio viene anestetizzato con un collirio speciale mentre il paziente è seduto di fronte all’apparecchiatura laser e l’oculista posiziona una lente speciale davanti all’occhio.

Un raggio luminoso ad alta energia viene diretto sulla lente, che lo riflette sulla struttura retiforme all’interno dell’occhio. Durante l’intervento, potete vedere dei lampi di luce di colore verde o rosso intenso.

Il laser provoca circa 50-100 bruciature equidistanti, queste bruciature allargano i fori di drenaggio nella struttura retiforme ed in questo modo i fori si aprono e il drenaggio del fluido risulta più semplice.

Può rivelarsi necessario anche un intervento chirurgico senza laser, lo scopo di un intervento di questo tipo è quello di praticare una nuova apertura, attraverso la quale possa avvenire il drenaggio del fluido. Viene rimossa una minuscola porzione di tessuto dalla parte bianca dell’occhio (la sclera), in questo modo si viene a creare una nuova apertura che permette il drenaggio del fluido dall’occhio.

Ovviamente, dopo l’intervento non rimane alcun buco nell’occhio, la parte bianca dell’occhio è coperta da un tessuto sottilissimo e trasparente, la congiuntiva. Il liquido passa attraverso la nuova apertura e va a finire sotto la congiuntiva, da qui scorre verso l’esterno dell’occhio.

Si consiglia sempre di parlarne al proprio medico curante .

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08/06/2011 scritto da BAT-ENZO