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      SALUTE

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I precedenti consigli, riconducibili a pratiche con scopi terapeutici, non assicurano alcun tipo di garanzia sul fatto che effettivamente queste terapie, sebbene riportate accuratamente, correttamente e senza contravvenire alla legge, possano sostituire l'intervento di un medico tradizionale.




GOZZO SEMPLICE

La tiroide colpita dal gozzo semplice può avere inizialmente un aspetto liscio e uniforme ma, con il passare degli anni, la sua superficie diviene nodosa e bitorzoluta. Questa malattia è comune nelle regioni in cui il suolo è povero di iodio, ma può anche colpire sporadicamente delle persone la cui dieta è povera di iodio. Le donne sono colpite dal gozzo cinque volte più spesso degli uomini. Il gozzo può comparire durante la pubertà, la gravidanza, o in un periodo in cui l’organismo richiede uno sforzo maggiore alla ghiandola tiroidea. La ghiandola, stimolata a produrre maggior quantità di tiroxina, può reagire aumentando il suo volume. Alcune medicine possono provocare la comparsa di un gozzo, interferendo con il normale funzionamento della ghiandola tiroide.

Sintomi
Esistono diversi tipi di gozzo. Al di là dei sintomi specifici di ciascuna forma patologica, sintomi generici sono rappresentati da: tumefazione sottoioidea, che si presta a spostamenti di lateralità e segue i movimenti della laringe durante la deglutizione; eventuali sintomi da compressione respiratoria (dispnea), digestiva (disfagia), dei nervi laringei inferiori (disfonia).
 Variabili sono i sintomi dipendenti dalla funzionalità tiroidea: si troveranno, pertanto, quadri di ipotiroidismo, ipertiroidismo oppure di eutiroidismo, a seconda della causa sottostante. Sintomatologia tipica del gozzo semplice è data da: tumefazione nella parte anteriore del collo, accompagnata da tensione al collo e difficoltà a sopportare i colletti troppo stretti. In questo specifico caso non si manifestano segni di ipertiroidismo o ipotiroidismo.

Cause
La classificazione eziopatogenetica distingue tre principali gruppi di strumi: ipertrofico-iperplastici, adenomi, carcinomi.
 Tra i primi, si ricordano: il gozzo endemico (esogeno, legato non a processi infiammatori o neoplastici ma a particolari condizioni geografiche - per esempio alla carenza di iodio nelle acque potabili - o ad abitudini alimentari - assunzione di verze, cavoli e rape, solo per citare alcuni degli alimenti ad alta concentrazione di tiocomposti, perciò detti gozzigeni), quello sporadico (da insufficienza funzionale tiroidea per difetto enzimatico), quello Basedowiano e lo struma linfomatoso di Hashimoto. Tra gli adenomi, vale la pena menzionare l'adenoma tossico di Plummer. Tra i carcinomi: quello follicolare, quello papillifero, quello midollare e altri ancora. Anche numerosi farmaci che interferiscono con l'attività della tiroide possono essere all'origine di un gozzo: tra questi, acido paraminosalicilico, amiodarone, sulfaniluree e fenilbutazone.

Terapia consigliata
La terapia è eziologia e consiste nell’assunzione di L-tiroxina per lunghi periodi di tempo. In caso di compressione degli organi contigui, danno estetico, o degenerazione maligna si ricorre all’intervento chirurgico di tiroidectomia.

Si consiglia sempre di parlarne al proprio medico curante .

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28/06/2011 scritto da BAT-ENZO