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       SALUTE


Le informazioni di medicina e salute non sostituiscono l'intervento del medico curante.
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I precedenti consigli, riconducibili a pratiche con scopi terapeutici, non assicurano alcun tipo di garanzia sul fatto che effettivamente queste terapie, sebbene riportate accuratamente, correttamente e senza contravvenire alla legge, possano sostituire l'intervento di un medico tradizionale.



IPERALDOSTERONISMO

L' Iperaldosteronismo è una malattia provocata dall'aumento di produzione di aldosterone da parte del surrene, che può portare ad una diminuzione dei livelli di potassio nel sangue.

Tipologie
Vi sono più tipologie di iperaldosteronismo, riconducibili a due:

primario, spesso causato da un adenoma della corteccia surrenale (un tumore), è anche conosciuto
come Sindrome di Conn;
secondario è invece dovuto ad una iperattività del sistema renina-angiotensina
In endocrinologia i termini primario e secondario vengono utilizzati per descrivere l'anomalia (ad esempio livelli elevati di aldosterone) in relazione alla causa scatenante ( per esempio la localizzazione del tumore). L'aggettivo primario si riferisce ad un'anomalia che conduce direttamente ad una situazione patologica come nel caso dell'aldosteronismo che è causato dall'apparato stesso che produce l'aldosterone. Secondario invece si riferisce ad un'anomalia che conduce indirettamente ad una patologia attraverso una determinata via fisiologica, come per esempio nel caso del tumore che produce la renina che porta all'aumento dei livelli di aldosterone, essendo la produzione corporea di aldosterone normalmente regolata dai livelli di renina.

Sintomatologia
Può essere asintomatico, ma può portare ai seguenti sintomi:

Astenia
Cefalea
Ipertensione arteriosa
Ipocalcemia
Paralisi temporanea o intermittente
Spasmo muscolare
Parestesia
Poliuria
Polidipsia

Sospetto clinico
Un'ipertensione può far sospettare un iperaldosteronismo quando possiede uno o più di questi segni:

è di grado elevato;
è resistente a terapia;
è associata ad una ipopotassiemia;
insorge prima dei 30 anni o dopo i 60 anni senza fattori di rischio;
è associata ad un incidentaloma surrenalico;
è associata alla presenza di un soffio addominale.

Iperaldosteronismo primario
L'iperaldosteronismo primario, o sindrome di Conn, è un iperaldosteronismo la cui causa è interna al surrene, ossia l'organo che produce l'aldosterone in eccesso.

Sintomi
Il sintomo principale è un'ipertensione con basso potassio plasmatico. Come anche questo, altri sintomi sono comuni all'iperaldosteronismo.
Il soggetto affetto da questa patologia è iperteso e affaticato, accusa cefalea e disturbi del ritmo cardiaco. In genere sono assenti edemi (a meno che non compaiano anche insufficienza cardiaca, renale o venosa).

Diagnosi
La diagnosi inizia con lo screening dell'aldosterone e del rapporto di valori dell'aldosterone plasmatico (ALDO) e dell'attività della renina plasmatica (PRA), detto "rapporto ALDO/PRA". Se questi due test restituissero valori alti, si può procedere a:

test di inibizione, con il Test di carico salino (infusione di soluzione fisiologica) od il Test con Captopril;
test di stimolo, con il Test di deplezione sodica (dieta iposodica e furosemide) od il Test dell'ortostatismo;
prova di normalizzazione della pressione arteriosa, attraverso il Test con Spironolattone.
Per individuare la sede della malattia, si possono usare i seguenti esami:
TC addome;
Adrenal Venous Sampling (cateterismo selettivo delle vene surrenali);
scintigrafia.

Terapia
Se la causa della malattia è unilaterale (ad esempio, un adenoma), la scelta preferenziale è l'operazione chirurgica. Se la causa è bilaterale (come nell'ipertrofia bilaterale), si preferisce spesso un approccio medico farmacologico, con l'uso di Spironolattone od inibitori della sintesi dell'aldosterone.

Terapia consigliata
La terapia indicata è l'asportazione chirurgica del tumore, ma in alcuni casi l'intervento è evitabile e la terapia per controllare i sintomi è di tipo alimentare (dieta asodica) e farmacologica (somministrazione di spironolattone, un diuretico antialdosteronico). Sono però possibili, nel caso della terapia cronica e soprattutto nei soggetti di sesso maschile, complicanze a lungo termine (ginecomastia, diminuzione della libido e impotenza sessuale) che ne limitano la diffusione.




Si consiglia sempre di parlarne al proprio medico curante .

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30/06/2011 scritto da BAT-ENZO