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Bambini
Quest’ampia sezione del sito raccoglie tutte le informazioni disponibili sui bambini, in particolare relativamente alle malattie più o meno gravi che possono contrarre durante la crescita.
 


Malattie Esantematiche

 
Malattia “mani piedi bocca”: cause, sintomi, trasmissione e prevenzione


Mani piedi bocca, piedi bocca mani oppure bocca mano piede… sembra uno scioglilingua, invece è il curioso nome popolare dato ad una malattia esantematica frequente nei bambini. Per conoscere la sindrome “mani piedi bocca” (Hand, foot and mouth in inglese), cominciamo spiegando che per malattia esantematica si intende una condizione che porta alla comparsa di esantema, ossia un’eruzione cutanea di pustole, vescicole o bolle; come dice il nome stesso della malattia, nella mani piedi bocca l’esantema si concentra nel cavo orale, nel palmo delle mani e nella pianta dei piedi. La malattia ha generalmente decorso benigno, ossia tende di norma a guarire spontaneamente senza particolari complicanze. Non va confusa con la malattia piede bocca (o afta epizootica) tipica di ruminanti e suini.


Cause

La mani piedi bocca è causata da virus Coxsackie o, più raramente, da altri enterovirus. Risulta più frequente a cavallo fra estate ed autunno.

Sintomi

I primi segni della mani piedi bocca sono in genere una leggera febbre (in media 38.3°C), scarso appetito, sensazione di malessere e dolori addominali. La malattia esordisce quindi dopo 1-2 giorni con la manifestazione di macule rosse in bocca e sulla lingua di 4-8 mm che tendono spontaneamente a rompersi, causando dolorose ulcerazioni alle mucose che possono provocare difficoltà a mangiare; dopo 2 giorni compaiono quindi manifestazioni cutanee anche su mani e piedi per un periodo di alcuni giorni. Molto frequente è poi la comparsa di pustole anche sui glutei (sedere).

L’eruzione si concentra sopratutto sui palmi delle mani e piante dei piedi: anche in questo caso compaiono inizialmente delle macchie rosse di 2-10 mm che si trasformano in vescicole di un caratteristico colore grigio, sono ellittiche e presentano l’asse più lungo parallelo alle linee di tensione cutanea. Non provocano prurito. La guarigione avviene spontaneamente in una settimana o poco più, raramente si osserva febbre alta, malessere, diarrea.

Trasmissione

La malattia non risulta particolarmente contagiosa, anche se in particolari condizioni come gli asili può essere facilmente trasmessa a più soggetti ed essere causa di piccole epidemie fra i piccoli ospiti della struttura; in generale i bimbi attorno al di sotto dei 10 anni risultano i più colpiti. Il contagio avviene per contatto diretto con secrezioni nasali, saliva (quindi starnuti, colpi di tosse o semplicemente parlando) di pazienti nella prima settimana di malattia o per contatto orale di feci di pazienti anche dopo un mese dalla guarigione. Dal momento del contagio trascorrono di norma da 3 a 6 giorni prima della comparsa dei sintomi. La malattia non può essere trasmessa da/a animali.

Pericoli e gravidanza

Di norma l’unico pericolo reale è la disidratazione se, sopratutto nel caso di lattante, questi rifiuta cibo e liquidi; in questo caso contattare immediatamente il pediatra. Molto raramente si associa un quadro di meningite.

Decisamente più importante deve invece essere l’azione di prevenzione verso donne in gravidanza, a possibile rischio di gravi complicazioni, anche se la relazione causa-effetto non è del tutto chiara. A tal proposito vorrei riportare una testimonianza, tanto dura quanto importante, della pericolosità della malattia per le donne in gravidanza.

A me nessuno aveva detto nulla, né la pediatra di mio figlio che sapeva benissimo visto che era stato visitato che ero incinta di 5 settimane, né tantomeno la ginecologa che mi ha seguito nella gravidanza.

Nel Dicembre 1999 alla 32esima settimana ho cominciato ad avvertire un dolore insistente credo al fegato, dolore che la mia ginecologa ha liquidato come contrazioni, peccato che avendo già un figlio io sapessi bene che di quelle non si trattava…ulteriormente allarmata dal mio peso cresciuto in pochi giorni e dalla circonferenza spropositata del pancione per essere di 32 settimane, visto che non sono robusta di costituzione, ho chiesto un ecografia d’urgenza che ha convinto la ginecologa a ricoverarmi per paura di un parto prematuro.

Sono stata messa a letto con un flebo per un giorno intero, premetto che essendo sottocura con Tapazole per morbo di Basedow ero soggetta a tachicardia causata dal farmaco datomi via endovena, passata la notte vomitando chiedo il trasferimento a mie spese in ambulanza in una struttura più grande in un’altra regione e sopratutto vicino alla mia famiglia, che in caso di ricovero prolungato avrebbe potuto assistermi.

Durante il trasporto, senza nessun dolore e con la ginecologa presente, veniva azionata la sirena: quando alla mia domanda di spiegazione mi veniva risposto per il traffico…Sono arrivata in ospedale e subito sottoposta ad ecografia da un medico serio e scrupoloso che ha inveito contro la mia ginecologa per avermi fatto rischiare… cosa non sapevo ancora… e poi è stata una mazzata!

Non solo io avevo liquido amniotico in eccesso, ma anche la mia bambina aveva liquido nella cassa toracica. Mi è stato siringato il liquido e poi, visto che la dilatazione era di ben 7 cm e si escludeva categoricamente che in un parto naturale la bimba sarebbe sopravvissuta, sono stata portata in sala operatoria dove mi hanno praticato un taglio cesareo d’urgenza…

Al mio risveglio ho saputo che la bimba, del peso di 2.250kg e lunga 48 cm, era stata intubata dopo che gli era stata svuotata la cassa toracica dal liquido…ancora all’oscuro di cosa potesse aver causato tutto questo e avendo fatto un ecografia di 2° livello al 4° mese che non presentava anomalie di nessun tipo…

Ho sperato per 13 giorni che la mia bimba ce la facesse, un giorno si bloccavano i reni, un giorno si sbloccavano, uno brachicardia, un altro il liquido nella cassa toracica fino all’epilogo: la mattina del 4 gennaio 2000 ha smesso di lottare.

Mi scuso se mi sono dilungata, ma vorrei che certe cose non accadessero più! Che ci fosse più informazione sui rischi a cui va incontro una donna incinta, se chi dovrebbe tutelarne la salute sua e del nascituro non si rivela all’altezza.


Cura
Non esiste cura specifica, è possibile somministrare, meglio se dietro consiglio del pediatra, paracetamolo (Tachipirina, Efferalgan, Sanipirina, …) per la febbre ed eventualmente rimedi locali per attenuare il dolore in bocca e facilitare l’ingestione di cibo e liquidi.

Prevenzione
E’ difficile consigliare azioni specifiche per prevenire l’insorgenza della mani piedi bocca, generalmente si consiglia semplicemente di lavarsi accuratamente le mani ed osservare con scrupolo le comuni norme igieniche. Il paziente già colpito dalla malattia rimane comunque sensibile agli altri ceppi responsabili della stessa.

Evitare di rompere le bolle limita la diffusione del virus.

Riammissione a scuola
In genere il bambino può tornare a scuola in seguito alla scomparsa della febbre mentre, nei casi degli asili nido, talvolta vi sono norme un pochino più restrittive.


Si consiglia sempre di parlarne al proprio medico curante .

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20/10/2013 scritto da BAT-ENZO