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Bambini
Quest’ampia sezione del sito raccoglie tutte le informazioni disponibili sui bambini, in particolare relativamente alle malattie più o meno gravi che possono contrarre durante la crescita.
 

Malattie Generiche

Otite media catarrale nei bambini: sintomi e terapia


 
Orecchio esterno: 1 pericondrio, 2 condotto uditivo, 3 padiglione auricolare
Orecchio medio: 4 timpano, 5 finestra ovale, 6 martello, 7 incudine, 8 staffa
Orecchio interno: 9 canali semicircolari, 10 coclea, 11 nervo acustico, 12 tromba di Eustachio


Introduzione
Insieme ai comuni raffreddori le otiti (infezioni dell’orecchio) sono le malattie pediatriche diagnosticate con maggior frequenza nei paesi occidentali. Negli Stati Uniti più di tre bambini su quattro hanno sofferto almeno una volta di otite media catarrale prima dei tre anni d’età; per capire come si sviluppano rivediamo brevemente il funzionamento di questo organo.

L’orecchio
Ripensate a come possiamo percepire la vibrazione degli altoparlanti quando ascoltiamo il nostro CD preferito in macchina: è il suono, costituito da onde invisibili di energia, che provoca queste vibrazioni, ogni volta che sentiamo un rumore le varie strutture dell’orecchio devono funzionare in modo coordinato per far sì che l’informazione arrivi al cervello.

L’orecchio è l’organo deputato all’udito e all’equilibrio e si può dividere in tre zone: l’orecchio esterno, l’orecchio medio e l’orecchio interno. La percezione del suono inizia quando le onde sonore che si diffondono nell’aria raggiungono l’orecchio esterno, o padiglione auricolare, cioè la parte visibile dell’orecchio. Dopo essere state raccolte dal padiglione auricolare, le onde sonore si propagano, attraverso il condotto uditivo, nell’orecchio medio, di cui fanno parte il timpano (4 in figura, un sottile strato di tessuto) e tre minuscole ossa, definite ossicini (6,7,8 in figura). Quando il timpano vibra gli ossicini amplificano le vibrazioni e le trasmettono all’orecchio interno.

L’orecchio interno trasforma le vibrazioni in segnali elettrici e li invia al nervo acustico, collegato con il cervello; quando gli impulsi nervosi raggiungono il cervello vengono infine interpretati come suoni.

Per funzionare correttamente, l’orecchio medio deve trovarsi a una pressione identica a quella atmosferica, di questo compito si occupa la tromba di Eustachio (12 in figura), un sottile condotto che connette l’orecchio medio alla parte posteriore della gola, passando dietro il naso.

La tromba di Eustachio controbilancia la pressione dell’orecchio medio con quella atmosferica, facendo affluire l’aria dall’esterno. (Il classico “schiocco” che avviene mentre sbadigliate o deglutite è dovuto al fatto che le trombe di Eustachio stanno regolando la pressione nell’orecchio medio.) Le trombe di Eustachio permettono anche al muco che si trova nell’orecchio medio di fuoriuscire nella gola.

In alcuni casi, la tromba di Eustachio può dare problemi, ad esempio quando si ha il raffreddore od un’allergia che colpisce il naso, e bloccarsi a causa di una congestione delle pareti oppure a causa del muco rimasto al suo interno. Questo fa sì che i fluidi si accumulino nell’orecchio medio, dove di solito dovrebbe rimanere un passaggio libero per l’aria. I batteri o i virus che sono entrati nell’orecchio medio attraverso la tromba di Eustachio possono rimanere intrappolati e proliferare nei fluidi accumulati, causando un’infezione dell’orecchio.

L’infiammazione della zona dell’orecchio medio è nota come otite media; i medici, quando parlano di infezione dell’orecchio, molto probabilmente si riferiscono all’otite media acuta piuttosto che all’infezione nota come otite esterna.

L’otite media acuta comporta la presenza di fluidi, di solito pus (da cui il nome di otite catarrale), nell’orecchio medio: i suoi sintomi principali sono

il dolore,
il rossore del timpano
e in alcuni casi anche la febbre.

Le altre forme di otite media sono più lunghe (il fluido rimane nell’orecchio medio per sei settimane, o anche più) oppure il fluido rimane solo temporaneamente nell’orecchio medio e non è necessariamente infetto (otite media sierosa).

I medici fanno queste distinzioni tra le diverse forme di otite perché, a seconda del tipo, ci sono diverse possibilità di terapia: non tutte le forme di otite devono essere curate con gli antibiotici.

Cause
I bambini presentano infezioni all’orecchio con maggiore frequenza prima dei quattro anni d’età per diversi motivi:

le trombe di Eustachio sono più corte e più orizzontali rispetto a quelle degli adulti e questo permette ai batteri e ai virus di penetrare e rimanere nell’orecchio medio con maggiore facilità.,
le trombe di Eustachio sono più strette e meno rigide, quindi più soggette a ostruzioni,
le adenoidi, ovvero le strutture ghiandolari collocate nella parte alta del retro della gola vicino alle trombe di Eustachio, nei bambini sono più grandi e possono interferire con l’apertura delle trombe di Eustachio,
l’esposizione al fumo di sigaretta,
l’allattamento con il biberon,
la frequenza dell’asilo.
Le otiti si verificano con maggior frequenza:
nei maschi,
nei bambini che hanno in famiglia dei precedenti di infezioni dell’orecchio
durante la stagione invernale, quando sono più comuni le infezioni delle vie aeree superiori e i raffreddori.

Sintomi

I segni e i sintomi dell’otite media acuta possono variare ed essere molto lievi oppure gravi:

Il fluido che si accumula nell’orecchio medio può esercitare pressione contro il timpano, provocando male all’orecchio. Se il bambino è più grande può lamentarsi per il mal d’orecchie, invece se è più piccolo può toccarsi l’orecchio oppure semplicemente dare segni di irritabilità o piangere più del solito.
Anche sdraiarsi, masticare e succhiare possono causare dolorosi sbalzi di pressione nell’orecchio medio, quindi il bambino potrebbe mangiare di meno o avere problemi di sonno.
Se la pressione dovuta all’accumulo del fluido è abbastanza alta può far rompere il timpano e come risultato si ha la fuoriuscita di fluidi dall’orecchio. In questo modo la pressione che grava sul timpano diminuisce, e il dolore di solito risulta alleviato.
L’accumulo di fluidi nell’orecchio medio blocca le onde sonore e quindi può causare problemi di udito temporanei. È possibile che il bambino:
non reagisca ai suoni o ai rumori meno intensi,
alzi il volume della televisione o della radio,
parli a voce più alta del solito,
sembri disattento a scuola,
febbre,
nausea,
vomito,
vertigini.
Al contrario l’otite media sierosa spesso non presenta alcun sintomo, in alcuni bambini il siero accumulato nell’orecchio medio può creare una sensazione di orecchio pieno o di scoppio. Come nel caso dell’otite media acuta il fluido accumulato dietro il timpano può bloccare le onde sonore, quindi può verificarsi una diminuzione temporanea dell’udito, che potrebbe passare inosservata.

Le infezioni dell’orecchio spesso sono collegate con quelle delle vie aeree superiori e quindi anche con i sintomi più frequenti di queste ultime, come ad esempio il naso che cola, il raffreddore o la tosse.

Trasmissione
Le infezioni dell’orecchio non sono contagiose, però può essere trasmesso il raffreddore che le provoca.

Diagnosi
Se si sospetta che il bambino abbia un’infezione dell’orecchio lo si dovrebbe far visitare da un medico, che dovrebbe essere in grado di formulare una diagnosi basandosi sulla storia medica e su un esame fisico. Per esaminare l’orecchio i medici usano l’otoscopio, un piccolo strumento simile a una lampada tascabile con cui possono osservare il padiglione auricolare.

Durata
Le infezioni dell’orecchio medio di solito guariscono spontaneamente entro 2 o 3 giorni, senza che sia necessaria una terapia specifica. Se il medico decide di prescrivervi degli antibiotici, di solito consiglierà una ciclo di 10 giorni.

Per i bambini di età superiore ai 6 anni con un’infezione di entità da lieve a moderata, potrebbe essere più indicata una terapia più breve (da 5 a 7 giorni).

Persino dopo la terapia antibiotica per un episodio di otite media acuta, i fluidi possono rimanere nell’orecchio medio anche per alcuni mesi.

Cura e terapia
Non esiste un’unica terapia in grado di curare tutte le infezioni dell’orecchio medio, quando si tratta di decidere come gestire l’infezione dell’orecchio del bambino il pediatra prenderà in considerazione diversi fattori, tra cui:

il tipo e la gravità dell’infezione,
la ricorrenza o meno delle infezioni all’orecchio,
la durata dell’infezione,
l’età,
i fattori di rischio,
gli eventuali problemi di udito provocati dall’infezione.
 
Il fatto che la maggior parte delle infezioni dell’orecchio guarisca senza alcuna terapia ha portato diverse associazioni mediche a preferire un approccio attendista: al bambino vengono somministrati analgesici per alcuni giorni, senza ricorrere agli antibiotici. Un’altra ragione importante che spinge a prendere in considerazione un approccio di questo genere sono le limitazioni degli antibiotici, che infatti:

sono inutili nel caso di infezioni provocate da virus,
non eliminano il fluido accumulato nell’orecchio medio,
possono causare effetti collaterali,
di solito non alleviano il dolore prima di 24 ore e hanno soltanto un effetto minimo nelle fasi successive.
L’uso frequente degli antibiotici può inoltre contribuire all’aumento dei batteri resistenti all’antibiotico, che possono essere molto più difficili da debellare.

Ai bambini che soffrono di infezioni ricorrenti all’orecchio può essere invece prescritta una terapia antibiotica per un periodo più lungo, che contribuisca a prevenire l’insorgenza di ulteriori infezioni; per i bambini più piccoli o per quelli in cui la malattia è più grave potrebbero essere necessari gli antibiotici fin da subito.

L’approccio attendista potrebbe non essere indicato anche per i bambini che hanno altri problemi, come ad esempio la palatoschisi, determinate malattie genetiche come la sindrome di Down, o altre malattie come ad esempio quelle del sistema immunitario, oppure episodi ricorrenti di otite media acuta.

I bambini affetti da otite media sierosa di lunga durata (che si protrae per più di tre mesi) dovrebbero essere visitati periodicamente (ogni 3 o 6 mesi) dal medico. Nella maggior parte dei casi, però, anche per questi bambini non è necessaria alcuna terapia.

Indipendentemente dalla scelta della terapia antibiotica è possibile alleviare il disagio causato da un’infezione all’orecchio usando, se necessario, il paracetamolo (Tachipirina®, Efferalgan®) o l’ibuprofene (Nureflex®, Antalfebal®), per curare il dolore e la febbre. Il medico potrebbe anche consigliarvi di usare gocce otologiche contenenti analgesici, a patto che il timpano non si sia perforato.

Tuttavia per alcuni bambini, come quelli affetti da problemi di udito o da ritardi del linguaggio, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico del condotto uditivo. In alcuni casi l’otorino potrà consigliare l’inserimento di speciali tubicini (tubi di drenaggio o tubi endotimpanici) nella membrana timpanica; in questo modo sarà possibile drenare i liquidi presenti nell’orecchio medio e si potrà ristabilire una pressione corretta nell’orecchio, cosa che la tromba di Eustachio non è più in grado di fare.

Prevenzione
Su alcuni fattori connessi con lo sviluppo delle otiti medie non è possibile intervenire (ad esempio per i precedenti famigliari o per la ricorrenza delle infezioni), però alcune scelte relative allo stile di vita possono essere modificate, in modo da minimizzare i rischi per i nostri bambini:

Allattare al seno i neonati per almeno sei mesi: in questo modo si prevengono gli episodi precoci di infezioni all’orecchio Se il bambino viene allattato con il biberon tenerlo leggermente piegato da un lato, anziché lasciarlo sdraiato con il biberon.
Evitare l’esposizione al fumo passivo che può aumentare la frequenza e la gravità delle infezioni all’orecchio.

Se possibile ridurre le occasioni in cui il bambino sta con tanti altri suoi coetanei, come ad esempio all’asilo o al nido. Poiché le infezioni ripetute delle vie aeree superiori possono provocare regolari infezioni all’orecchio, limitando l’esposizione si avranno come risultato in primo luogo raffreddori meno frequenti e, in secondo luogo, minori infezioni dell’orecchio.
Sia i genitori che i figli dovrebbero lavarsi le mani bene e con frequenza. Si tratta di uno dei modi più importanti per diminuire la trasmissione da persona a persona dei germi che provocano il raffreddore e quindi delle infezioni all’orecchio.
Far vaccinare i bambini seguendo il calendario obbligatorio e mantenere le vaccinazioni aggiornate, perché alcuni vaccini possono aiutare a prevenire le infezioni dell’orecchio.
Ricordate anche che i farmaci utili contro il raffreddore e le allergie, ad esempio gli antistaminici e gli decongestionanti, non hanno alcuna utilità per la prevenzione delle infezioni all’orecchio.

Quando chiamare il medico
In casi abbastanza rari le infezioni all’orecchio che hanno difficoltà a guarire, oppure le otiti medie catarrali ripetute e gravi, possono causare complicazioni come la diffusione dell’infezione alle ossa circostanti. I bambini che hanno mal d’orecchio o la sensazione di avere le orecchie piene, soprattutto se in concomitanza con la febbre e quando i sintomi non migliorano, dovrebbero essere quindi visitati dal pediatra.

Il mal d’orecchie può avere anche altre cause ad esempio:

la comparsa dei primi dentini,
un corpo estraneo nell’orecchio,
la presenza di cerume.

Consultate il medico per determinare la causa del problema e la terapia adatta.

 

Si consiglia sempre di parlarne al proprio medico curante .

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24/03/2011 scritto da BAT-ENZO