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SALUTE



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Stitichezza

Problema diffusissimo e un po' imbarazzante, la stitichezza è un disturbo che si piò facilmente gestire con un'alimentazione equilibrata, un po' di sport e un apporto adeguato di fibre. E qualche trucco insegnato dagli esperti...

Intestino pigro, che problema!

Chi soffre di stitichezza fa fatica… anche a dirlo. Eppure si tratta di un disturbo diffusissimo in Italia, soprattutto nella popolazione femminile: basti pensare che nel nostro paese la stipsi colpisce attualmente, in modo più o meno grave, ben 9 milioni di donne e 4 milioni di uomini.

Essendo la stipsi un problema molto sentito, è abitudine (sbagliata) per molte persone far scattare il campanello d’allarme troppo presto. Infatti molto spesso si corre ai ripari non appena per uno o due giorni salta l’abituale capatina al bagno.

Ma, come sottolinea anche la Società Italiana Unitaria di Colonproctologia, non andare di corpo per un paio di giorni non equivale necessariamente a essere stitici. L’intervallo di regolarità indicato dagli esperti come regola generale è: da tre volte in un giorno a una volta ogni tre giorni.
Si tratta dunque di un periodo di un tempo piuttosto elastico e lungo, all’interno del quale ciascuno trova la propria frequenza ideale. Quindi una persona può defecare due o tre volte al giorno senza avvertire disagio, un'altra solo una volta ogni due o tre giorni a intervalli regolari senza alcun problema.

Allora cosa significa essere stitico? Significa non avvertire lo stimolo spontaneo della defecazione o essere costretti a fare grandi sforzi per defecare o evacuare feci dure a varie riprese in modo incompleto.

L’eziologia è varia e multifattoriale, nonché decisamente soggettiva. Dall’individuazione delle cause del problema si risalirà alla cura più adeguata.
 

Stipsi: tante cause, un solo problema

Le cause della stipsi possono essere diverse.
 

  • Farmaci. L’alluminio contenuto nei medicinali per l’acidità di stomaco (antiacidi) favorisce la stitichezza, mentre gli psicofarmaci (antidepressivi, tranquillanti, anti-ipertensivi) rallentano le funzioni dell’organismo, compresa quella intestinale.

     
  • Gravidanza. La stipsi colpisce il 65% delle future mamme. Infatti, per nutrire il bebé in arrivo, l’organismo ruba acqua all’intestino. Risultato: le feci si disidratano e diventano difficili da eliminare.

     
  • Stress. Tensioni, ansia e nervosismo creano spasmi del colon che rallentano il lavoro dell’intestino, influiscono negativamente sui muscoli intestinali e provocano irregolarità nella defecazione.

     
  • Diete. La stipsi può essere conseguenza di una dieta sbilanciata, per esempio ipocalorica o dimagrante, perché tagliando le calorie si eliminano nutrienti importanti come i carboidrati e si introducono troppe proteine.

     
  • Ansia da prestazione. Sei un perfettino? Il tuo problema ha origini psicosomatiche: la stitichezza indica rigidità con se stessi e incapacità di lasciarsi andare emotivamente.

     
  • Sedentarietà. All’origine della stipsi ci può essere anche uno scorretto stile di vita. Per esempio, lavori sedentari come quelli d’ufficio influiscono negativamente sul funzionamento dell’intestino.

     
  • Viaggi. La stipsi del viaggiatore, se così possiamo chiamarla, si verifica a causa dei cambiamenti del regime alimentare, della routine quotidiana e dalla mancanza dell’habitat famigliare.

     
  • Malattie sistemiche. La stipsi può essere un sintomo che si manifesta nel corso di malattie sistemiche, cioè che riguardano il corpo nella sua totalità: diabete mellito, morbo di Parkinson, malattie nervoso-degenerative, connettivopatie ecc…

     
  • Immobilizzazione. La stitichezza spesso insorge dopo un incidente o una malattia, periodi di tempo più o meno lunghi in cui si è costretti a letto e il corpo non svolge movimenti. E così anche l’intestino si addormenta.

     
  • Ostruzione meccanica. Il 10% delle persone che soffrono di stitichezza, quindi oltre un milione di italiani, deve il suo problema a un prolasso rettale (e/o vaginale), quindi a un’ostruzione meccanica alla defecazione. Questa grave forma di stipsi compromette significativamente sia l’attività professionale che la vita privata di chi ne è affetto.

continua ...

Si consiglia sempre di parlarne al proprio medico curante .

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21/03/2011 scritto da BAT-ENZO