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TRICHINOSI

Infezione con Trichinella spiralis, che può causare sintomi gastrointestinali moderati seguiti da edema periorbitario, dolori muscolari, febbre ed eosinofilia.

Eziologia e patogenesi

La trichinosi si verifica ovunque. Il ciclo vitale è sostenuto dagli animali che vengono nutriti (p. es., i maiali) o che vengono cacciati (p. es., orsi, cinghiali) e altri animali i cui muscoli striati contengono larve incistate infettive (p. es., i roditori). Gli uomini si infettano mangiando carne di carnivori infetti poco cotta o mal lavorata. Le larve vanno incontro a excistazione nel piccolo intestino, penetrano la mucosa e diventano adulte in 6-8 giorni. Le femmine mature rilasciano larve viventi per 4-6 sett. e quindi muoiono o vengono espulse. Le larve appena nate migrano ma sopravvivono soltanto nelle cellule dei muscoli striati scheletrici. Le larve si incistano completamente in 1-3 mesi e rimangono vitali per molti anni come parassiti intracellulari. Il ciclo continua solo se le larve incistate vengono ingerite da un altro carnivoro.

Sintomi e segni

I sintomi gastrointestinali sono assenti o moderati in molte persone infette. Durante la prima settimana, possono verificarsi nausea, crampi addominali e diarrea; 1-2 sett. dopo l'infezione, inizia il caratteristico gruppo di segni e sintomi: edema facciale o periorbitale o cheilosi, mialgia, febbre persistente, cefalea, emorragia sub-congiuntivale e petecchie. Il dolore oculare e la fotofobia spesso precedono la mialgia.

Le cellule muscolari invase dalle larve causano sintomi che mimano la polimiosite. La dolorabilità muscolare può colpire i muscoli respiratori e della parola, della masticazione e della deglutizione. Nelle infezioni massicce può verificarsi dispnea grave.

La febbre è generalmente remittente, arrivando a 39°C e oltre, rimanendo elevata per vari gg per scendere poi gradualmente. L'eosinofilia di solito comincia quando le larve neonate invadono i tessuti, raggiungendo il massimo da 2 a 4 sett. dopo l'infezione e riducendosi gradualmente quando le larve si incistano.

Nelle infezioni gravi, l'infiammazione può causare complicanze cardiache (miocardite, insufficienza cardiaca, aritmie), neurologiche (encefalite, meningite, disturbi visivi o uditivi, convulsioni) o polmonari (polmonite, pleurite). I decessi di solito sono causati dalla miocardite.

I segni e i sintomi migliorano gradualmente e, nella maggior parte dei casi, scompaiono intorno al terzo mese, quando le larve si sono del tutto incistate nelle cellule muscolari ed eliminate dagli altri organi e tessuti. Vaghi dolori muscolari e stanchezza possono persistere per mesi.

Diagnosi


Non sono disponibili esami specifici che diagnosticano la fase intestinale della trichinosi . Dopo la seconda sett. di infezione, una biopsia muscolare può scoprire le larve e le cisti. L'infiammazione diffusa dei tessuti muscolari indica un'infezione recente; le larve morte infine vengono riassorbite o calcificate.

Gli esami sierologici includono un test ELISA e un test di flocculazione alla bentonite; ognuno di essi può dare risultati falsi-negativi, specialmente se l'esame viene effettuato nella 2a-3a sett. di infezione. Poiché gli anticorpi possono persistere per anni, hanno un maggior valore se risultano inizialmente negativi e poi si positivizzano. La sierologia e la biopsia muscolare sono esami complementari, ognuno dei quali può essere negativo in un dato paziente. Un test cutaneo con antigeni larvali non è disponibile.

Gli enzimi muscolari (creatina fosfochinasi e LDH) sono elevati nel 50% dei pazienti e sono correlati ad anomalie elettromiografiche.

La trichinosi deve essere distinta dalla febbre reumatica acuta, dall'artrite acuta, dall'angioedema e dalla miosite; gli stati febbrili vanno distinti da TBC, febbre tifoide, sepsi e febbre ondulante; le manifestazioni polmonari dalla polmonite; le manifestazioni neurologiche da meningite, encefalite o poliomielite e infine l'eosinofilia da morbo di Hodgkin, leucemia eosinofila, poliarterite nodosa e malattie causate da altri nematodi migranti.

Profilassi e terapia

La trichinosi viene prevenuta cuocendo accuratamente la carne (55°C). Le larve possono solitamente essere uccise congelando la carne a-15°C per 3 sett. oppure a-18°C per 1 giorno. Affumicare o salare la carne può non uccidere le larve.

L'infezione è auto-limitata e richiede spesso solo terapia sintomatica e di supporto rapportata alla gravità della malattia. Per i dolori muscolari possono essere necessari analgesici (p. es., aspirina o narcotici). Ai pazienti con gravi manifestazioni allergiche o coinvolgimenti miocardico o del SNC, viene somministrato prednisone 20-60 mg/die PO in dosi refratte per 3 o 4 gg; il dosaggio viene gradualmente ridotto e interrotto dopo 10-14 gg.

A volte sono indicati i farmaci antielmintici. Il mebendazolo (200-400 mg tid PO per 3 gg, quindi 400-500 mg tid per 10 gg), il tiabendazolo (25 mg/kg bid PO per 5-10 gg) o il pirantel (11 mg/kg PO per 5 giorni) eliminano i vermi adulti dal tratto GI, ma non hanno effetto sulle larve incistate.





La trichinellosi  è una zoonosi parassitaria causata da nematodi appartenenti al genere Trichinella di cui oggi conosciamo otto specie diverse (Trichinella spiralis, Trichinella nativa, Trichinella britovi, Trichinella murrelli, Trichinella nelsoni, tutte specie incapsulate e Trichinella pseudospiralis, Trichinella papuae, Trichinella zimbabwensis che invece non sono incapsulate) ed almeno tre genotipi distinti. È stato calcolato che circa dieci milioni di persone sono a rischio nel mondo.

L'unica specie autoctona italiana è Trichinella britovi, ma in passato ci sono stati focolai umani da importazione causati da altre specie quali la Trichinella spiralis.

La Trichinella ha un ampio spettro d'ospite, dall'uomo agli uccelli ed in alcuni casi anche i rettili, a seconda delle varie specie.

L'unica modalità di contrazione dell'infezione è quella legata all'ingestione di carne cruda o poco cotta proveniente da un ospite infetto.

La malattia è caratterizzata da due fasi: una enterica con sintomatologia a carico dell'apparato gastro-intestinale, legata alla presenza degli adulti a livello intestinale ed una parenterale, dovuta al passaggio in circolo delle larve L1, caratterizzata da miosite, edemi localizzati soprattutto al volto e manifestazioni orticarioidi.

Inoltre le larve della Trichinella Spiralis, quando ingerite, vanno ad incistarsi nei muscoli scheletrici dell'ospite.

Una complicanza talora fatale è la cosiddetta neurotrichinosi, caratterizzata da encefalite e/o miocardite.

Veterinaria
La trichinellosi è una malattia di interesse veterinario, in quanto essa è presente soprattutto nei suini e nei cinghiali. Inoltre un'altra specie animale particolarmente interessata dalla trichinella è la specie equina. Altre specie sono rappresentate da animali selvatici, come i roditori (lepri, conigli nani ecc.). Gli animali sono colpiti dai parassiti in particolare nelle masse muscolari. Il muscolo più interessato è il diaframma (pilastri), seguito dai masseteri, i muscoli intercostali.

La profilassi si basa sull'introduzione sistematica nei mattatoi dell'esame trichinoscopico, con il quale è possibile rilevare la presenza del parassita nei muscoli. L'esame viene eseguito su campioni di diaframma dei suini e degli equini. L'esame è svolto dai veterinari che dopo aver prelevato i campioni ne eseguono l'esame dopo opportune preparazioni, che prevedono la predigestione con acido cloridrico e pepsina.

Recentemente la commissione tecnica dell'Unione europea ha introdotto nuovi regolamenti per contenere il fenomeno di proliferazione del parassita che dai paesi dell'Est europeo potrebbe diffondersi nel bestiame del resto dell'Europa. I nuovi regolamenti in materia di trichinellosi (Regolamento CE N.2075/2005 e successive integrazioni) prevedono il sistematico esame di tutti i capi equini, dei cinghiali e di tutti i verri e le scrofe. Soltanto i suini da ingrasso potranno essere esaminati in un numero pari al 10% degli animali macellati purché provenienti da allevamenti riconosciuti indenni dalla malattia e certificati dalle Autorità Sanitarie. Speciali liste di laboratori sono approntate in tutte le Regioni italiane e nelle Province Autonome, nelle quali saranno registrati i centri autorizzati all'esecuzione delle analisi. In caso di positività alla malattia riscontrata in un animale i nuovi regolamenti prevedono che le indagini vengano estese a tutti i capi appartenenti alla partita alla quale apparteneva l'animale infestato e successivamente a quelli delle zone vicine a quelle di provenienza dello stesso. Scatterebbero quindi le nuove procedure obbligatorie di rintracciabilità introdotte dalla Decisione della Commissione CE n. 178.

Si consiglia sempre di parlarne al proprio medico curante .

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01/06/2011 scritto da BAT-ENZO