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Tumori del polmone


È il tumore più cattivo, un killer che uccide ogni anno migliaia di uomini e donne in tutto il mondo. Ma sconfiggerlo si può: a cominciare dalla lotta al fumo

Tumore al polmone: che cos'è

I polmoni sono due organi simmetrici, spugnosi, posti nel torace. La loro funzione è quella di trasferire l'ossigeno respirato al circolo sanguigno e depurarlo dell'anidride carbonica prodotta dall'organismo.

Il tumore del polmone compromette questa funzione in quanto provoca una crescita incontrollata di determinate cellule polmonari (quelle che costituiscono bronchi, bronchioli e alveoli) che possono costituire un massa che ostruisce il corretto flusso dell'aria, oppure provocare emorragie polmonari o bronchiali.

Non esiste un solo tipo di tumore al polmone bensì diverse tipologie di malattia a seconda del tessuto polmonare interessato. Secondo l’OMS il carcinoma del polmone può essere distinto in:

1. Carcinoma a cellule squamose (epidermoide) e carcinoma fusiforme
2. Carcinoma a piccole cellule ( a chicco d’avena, a cellule intermedie o combinato)
3. Adenocarcinoma (acinoso, papillare, bronchioalveolare o mucosecernente)
4. Carcinoma a grandi cellule (a cellule giganti o a cellule chiare)

Il carcinoma a cellule squamose rappresenta circa il 30% dei casi di carcinoma polmonare ed è un istotipo a lenta crescita: sono necessari 3-4 anni per passare dal carcinoma in situ al tumore clinicamente evidente. Origina dai bronchi prossimali ed invade la membrana basale, estendendosi all’interno del lume bronchiale e dando luogo ad ostruzione.

Il carcinoma a piccole cellule rappresenta circa il 20-35% dei casi di carcinoma polmonare.
È un tumore centrale e metastatizza molto rapidamente, tanto che, spesso, vengono diagnosticate prima le metastasi del tumore primitivo. Le sedi più frequenti di disseminazione sono i linfonodi regionali, il midollo osseo, il fegato, il surrene e il sistema nervoso centrale.

L’adenocarcinoma, più diffuso, rappresenta circa il 40% dei casi di carcinoma polmonare.
In questa varietà sono inclusi molti dei casi che precedentemente venivano classificati come carcinoma indifferenziato a grandi cellule. Generalmente è un tumore periferico e prende origine dall’epitelio di superficie o dalle ghiandole della mucosa bronchiale. L’andamento di questo istotipo è più severo rispetto a quello del carcinoma a cellule squamose, tranne che per le forme di piccole dimensioni che non presentano metastasi a carico di linfonodi regionali.

Infine analizziamo il carcinoma a grandi cellule. Esso rappresenta il 15% dei casi di carcinoma polmonare. Tale percentuale è destinata a ridursi, poiché con l’impiego di anticorpi monoclinali è stato possibile riclassificare come adenocarcinoma e carcinoma a cellule squamose scarsamente differenziati numerosi casi precedentemente classificati come carcinoma a grandi cellule. Dal punto di vista epidemiologico il carcinoma a cellule squamose e d il carcinoma a piccole cellule sono più strettamente correlati al fumo rispetto all’adenocarcinoma ed al carcinoma a grandi cellule.

La diffusione del tumore al polmone

Il tumore del polmone rappresenta la prima causa di morte nei Paesi industrializzati. Negli Stati Uniti è al primo posto delle morti per cancro sia nel sesso maschile che in quello femminile.
L’incidenza varia a seconda delle diverse aree geografiche: è più alta in Nord Europa, Stati Uniti e Canada; si riduce in Giappone, Israele e Svezia.

In Italia il numero di nuovi casi per anno si aggira intorno ai 35-40.000 ogni 100.000 abitanti, con un tasso di mortalità di 81 su 100.000 nei maschi e 12 su 100.000 nelle donne.
Fino a non molto tempo fa l’incidenza della neoplasia era maggiore nell’uomo rispetto alla donna con un rapporto maschi- femmine di 5 a 1.
Oggi tale rapporto è 2,5 a 1, a causa della crescente abitudine al fumo nel sesso femminile.

L’incidenza della neoplasia aumenta all’aumentare dell’età, passando da 1 su 100.000 abitanti all'anno prima dei 30 anni a 329 su 100.000 abitanti all'anno tra i 70 ed i 74 anni.
Alla diagnosi l’età media dei pazienti è 60 anni; oltre un terzo di nuovi casi è diagnosticato in soggetti di età superiore ai 70 anni.

Secondo l'ultimo rapporto ISTAT, la mortalità per tumore diminuisce del 2 per cento circa l'anno, ma nel caso del cancro polmonare tale diminuzione riguarda solo gli uomini mentre nelle donne i decessi sono aumentati dell'1,5 per cento.


Tumore al polmone: 3.000 morti al giorno, ma ci sono novità

Roche ha annunciato che la Commissione Europea per i Farmaci per Uso Umano (CHMP) ha espresso parere positivo per l’utilizzo in prima linea di bevacizumab nel trattamento della forma più diffusa di tumore al polmone, in combinazione con una chemioterapia a base di platino. La decisione del CHMP si basa sui dati di due studi che dimostrano che bevacizumab è efficace in combinazione con vari tipi di chemioterapia.

Il tumore al polmone causa oltre 3.000 morti al giorno in tutto il mondo; la forma a non-piccole cellule (NSCLC) è quella più comune e riguarda circa l’80% di tutti i casi. Bevacizumab è l’unico trattamento di prima linea in oltre un decennio ad aver dimostrato di allungare la vita dei pazienti con tumore polmonare avanzato, patologia per la quale l’aspettativa media di vita è di appena 8 - 10 mesi.

Bevacizumab è il primo e unico agente anti-angiogenetico ad aver dimostrato benefici nella sopravvivenza generale e/o nella sopravvivenza senza progressione di malattia nei pazienti con tumore del colon-retto, del polmone, del seno e del rene.

continua ...

Si consiglia sempre di parlarne al proprio medico curante .

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23/03/2011 scritto da BAT-ENZO