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vulcanologia




ISCHIA

Dal punto di vista geologico, l'isola di Ischia ha carattere vulcanico, formatasi in seguito ad eruzioni diverse succedutesi nel giro di circa 150.000 anni.
Le parti più antiche dell'isola si riconoscono nei bordi delle coste meridionali (Punta Imperatore, Capo Negro, Punta Chiarito, Punta Sant'Angelo, Punta della Signora, Capo Grosso, Punta San Pancrazio, Punta della Cannuccia, Monte di Vezzi, Scarrupata di Barano) databili fra i 147.000 e i 100.000 anni fa (A.F.). Unica eccezione a settentrione l'abbiamo in Monte Vico che rientra nelle stesse formazioni ed epoche.

Si è avuta quindi nella parte centrale dell'isola la formazione del Monte Epomeo, monte caratterizzato dai tufi verdi, risalente a circa 55.000 anni fa.
Seguono quindi verso Sud-Ovest le formazioni di Citara (33000 anni fa), Scarrupo di Panza (tra 29.000 e 24.000 anni fa), Faro di Punta Imperatore (19.000 anni fa) e Campotese.
Successivamente l'attività vulcanica si è spostata a Nord-Ovest, con i giganteschi effluvi di Zaro e Marecoppo risalenti a 6.000 anni fa, che, a ridosso di Lacco Ameno, delimitano la Valle di San Montano.
Intorno al 5.000 anni fa, sul lato opposto, a Sud-Est, si è formato il Piano Liguori.

 Ultima eruzione nel 1302. Il sistema di sorveglianza dell'Osservatorio Vesuviano non evidenzia variazioni significative nello stato di attività. A Ischia sono installati strumenti per il monitoraggio continuo della sismicità e delle deformazioni del suolo. Le emissioni di gas sono monitorate con campionamenti periodici. Si effettuano campagne per la misura di particolari parametri geofisici e geochimici. I dati prodotti dagli strumenti in continuo e dalle campagne di misura sono analizzati da sistemi automatici e controllati dai ricercatori dei diversi settori. In passato sull'isola si sono verificati forti terremoti che hanno provocato danni. In particolare, gli eventi sismici del 1881 e 1883 ebbero effetti disastrosi. Il terremoto del 4 marzo 1881 provocò gravi danni a Casamicciola e a Lacco Ameno e fu avvertito anche in altre zone. Il terremoto del 28 luglio 1883 fu l'evento più catastrofico avvenuto sull'isola negli ultimi secoli. Il sisma distrusse gran parte della cittadina di Casamicciola e fu distintamente avvertito in tutta l'isola con particolare intensità a Lacco Ameno e Forio. Questo terremoto, avvertito anche a Napoli, fu seguito da numerose repliche.
 

I vulcani dell'Isola d'Ischia e loro attività

Disseminate quasi in ogni angolo dell'isola, le bocche vulcaniche sono piuttosto numerose rispetto alla dimensione del territorio, e di diversa morfologia e composizione. Le più importanti sono:

MONTE NUOVO (m 513) sulla falda occidentale di Monte Epomeo;
MONTE CORBARO (m 490) sulla falda occidentale di Monte Epomeo, fra Chiesa S. Antuono e Pietra dell'Acqua (m 720);
SCARRUPO (m 95) a picco sulla costa sud-occidentale, a forma di imbuto riempito di lava traclìitica;
SCARRUPATA (m 30) tratto di costa sud-orientale fra Capo Grosso e Punta S. Pancrazio, in massima parte asportato dal movimento del mare;
GROTTA DI TERRA (m 100) sulla costa sud-orientale fra Piano Liguori e Campagnano, filone di roccia eruttiva verticale (lava-raffreddata dentro una spaccatura);
S. PANCRAZIO (m 155) alla radice della Punta S. Pancrazio all'estremità est della costa meridionale;
CRATERE VETELIERO (m 146) tra Barano d'Ischia e Monte di Vezzi, a forma d'imbuto;
MONTE DI VEZZI (m 394) sovrastante la costa meridionale detta Scarrupata;
MONTE TRIPPODI (m 502) sulla falda orientale di Monte Epomeo;
SECCA D'ISCHIA (sommersa) a breve distanza dalla costa nord-orientale, all'incirca tra Ischia e Procida;
MOLARA (m 95) cratere sovrastante Casamicciola;
MONTE ROTARO (m 266) sovrastante la Spiaggia degli Inglesi, a oriente d'Ischia Porto, sulla costa settentrionale;
MONTE TABOR (m 95) sovrastante Punta La Scrofa, in prossimità di Casamicciola, sulla costa settentrionale;
MONTE CARUSO (m 56) colata lavica di Zona Zaro (Punta Caruso);
MONTE ARSO (m 156) a nord-est della borgata Fiaiano, da cui dista soltanto m 400 in linea d'aria.

Numerose sono anche le "cupole di ristagno" delle lave viscose, delle quali le più significative sono: l'isolotto su cui sorge il Castello Aragonese di Ischia Ponte, formatosi in prosecuzione della colata lavica dell'Arso; lo Schiappone di Monte di Vezzi e la Guardiola sulla costa meridionale fra Punta S. Pancrazio e Capo Grosso; il promontorio di Punta S. Angelo di fronte al paese omonimo sulla costa meridionale dell'isola; la costa di Monte Vico presso Lacco Ameno; il versante nordico di Monte Rotaro sopra Casamicciola; il versante nordico dei Monti Maschietta e Montagnone, sopra Ischia Porto, formatosi nel II e III secolo d.C.; la cupola di Punta Pisciazza ed altre.

Il sistema di sorveglianza dell'Osservatorio Vesuviano non evidenzia variazioni significative nello stato
di attività dell'area vulcanica.

A Ischia sono installati strumenti per il monitoraggio continuo della sismicità e delle deformazioni del suolo. Le emissioni di gas sono monitorate effettuando misure e campionamenti periodici. Inoltre si effettuano periodiche campagne per la misura di particolari parametri geofisici e geochimici.
I dati prodotti dagli strumenti in continuo e dalle campagne di misura sono analizzati da sistemi automatici e controllati dai ricercatori dei diversi settori.

Sismicità

Attualmente, la sismicità di Ischia è monitorata dalla rete di sorveglianza dell'Osservatorio Vesuviano. Sull'isola sono installate 3 stazioni sismiche (2 a componente verticale ubicate a Forio ed a Castello d'Ischia e 1 a tre componenti ubicata a Casamicciola) che trasmettono in continuo i segnali sismici al Centro di Sorveglianza. Ogni anno le stazioni sismiche rilevano pochi eventi di bassa energia; in particolare, nel corso del I semestre 2007 è stato registrato un solo evento con Magnitudo 1.3, verificatosi il 6 giugno alle 9:25, ora locale, la cui localizzazione è mostrata nella figura.

Localizzazione su mappa di un terremoto di Ischia (6 gigno 2007)

In passato sull'isola si sono verificati forti terremoti che hanno provocato ingenti danni. In particolare, gli eventi sismici del 1881 e 1883 ebbero effetti disastrosi. Il terremoto del 4 Marzo 1881 provocò gravi danni a Casamicciola e a Lacco Ameno e fu avvertito anche in altre località. Il terremoto del 28 Luglio 1883 fu l'evento più catastrofico avvenuto sull'isola negli ultimi secoli. Il sisma distrusse gran parte della cittadina di Casamicciola e fu distintamente avvertito in tutta l'isola con particolare intensità a Lacco Ameno e Forio. Questo terremoto, avvertito anche a Napoli, fu seguito da numerose repliche.

Storia eruttiva

Immagine da satellite di Ischia
Ischia è un complesso vulcanico che ha avuto diversi periodi di attività ed ha dato luogo anche a grandi eruzioni esplosive, come quella del Tufo Verde verificatasi circa 55.000 anni dal presente. L'ultima eruzione è avvenuta nel 1302 ed ha portato alla formazione della colata dell'Arso.

Vulcanismo più antico dell'eruzione del Tufo Verde dell'Epomeo

Sin da 150.000 anni (età delle rocce più antiche datate) si registra attività vulcanica sull'isola, anche se sono visibili in affioramento rocce più antiche di cui non è nota l'età. Verosimilmente esisteva un complesso vulcanico, oggi in buona parte eroso e sepolto, i cui resti si rinvengono principalmente nel settore sud-orientale dell'isola. I prodotti dell'attività successiva alla formazione di questo complesso sono costituiti da piccoli duomi lavici situati lungo le coste dell'isola ed hanno un'età compresa tra 150.000 e 74.000 anni.

Eruzione del Tufo Verde dell'Epomeo (55.000 anni)

L' eruzione, fortemente esplosiva, del Tufo Verde dell'Epomeo è responsabile della formazione di una caldera che verosimilmente occupava la zona in cui oggi si trova la parte centrale dell'isola. L'eruzione del Tufo Verde determinò la formazione di flussi piroclastici che andarono a colmare parzialmente la depressione calderica, frattanto invasa dal mare, ed a ricoprire in parte le zone allora emerse.
Il Tufo Verde depositato in ambiente subacqueo è attualmente esposto al M. Epomeo e si distingue per la tipica colorazione verde dovuta al lungo contatto con l'acqua di mare. Il Tufo Verde depositato in ambiente subaereo, è attualmente esposto al M. Vico, a Sant'Angelo ed alla Scarrupata di Barano, lungo la periferia dell'isola; esso non presenta colorazione verde.

Vulcanismo di età compresa tra 55.000 e 33.000 anni

Dopo l'eruzione del Tufo Verde, l'attività vulcanica è proseguita con una serie di eruzioni esplosive, fino a circa 33.000 anni fa. Le rocce originate nel corso di queste eruzioni sono esposte lungo le falesie tra S. Angelo e Punta Imperatore, a Citara e a Monte Vico. Esse sono attribuite a centri eruttivi che erano ubicati lungo i margini sud-occidentale e nord-occidentale dell'isola.

Vulcanismo di età compresa tra 28.000 e 18.000 anni

L'attività vulcanica, iniziata con l'eruzione di Grotta di Terra avvenuta circa 28.000 anni fa lungo la costa sud-orientale dell'isola, è continuata sporadicamente fino a 18.000 anni fa, con eruzioni effusive ed esplosive. Le rocce appartenenti a questo periodo di attività sono ben esposte alla Grotta di Terra, Grotta del Mavone, al M. di Vezzi, nell'area di S. Anna e Carta Romana, a M. Cotto, Campotese e tra Punta Imperatore e Sant'Angelo.

Vulcanismo di età inferiore a 10.000 anni

Il terzo periodo di attività è cominciato circa 10.000 anni fa, dopo un periodo di stasi relativamente lungo, ed è proseguito anche in epoca storica con una serie di eruzioni, di cui l'ultima avvenuta nel 1302 d.C. determinando la formazione della colata lavica dell'Arso. Questo periodo è stato caratterizzato da un'intensa attività vulcanica sia effusiva che esplosiva. La maggior parte dei centri eruttivi attivi in questo periodo è situata nella depressione posta ad est del M. Epomeo e comprende Selva del Napolitano, M. Trippodi, Costa Sparaina, area di Cantariello, Posta Lubrano, M. Rotaro, Fondo d'Oglio e Montagnone, Punta La Scrofa, Cafieri, S. Alessandro, Ischia Porto, Vateliero, Cava Nocelle, Molara,
Arso e Fondo Bosso. Solo alcuni centri, come ad esempio quelli da cui si sono originati la colata lavica di Zaro e il deposito piroclastico dell'unità di Chiarito, sono ubicati al di fuori dell'area descritta.


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26/07/2011 scritto da BATENZO